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Rinviato, per ora, lo sfratto dell’Assovoce a Cerveteri

Lo sfratto dell’Associazione soccorritori volontari di Cerveteri, previsto per questa mattina, per ora è rinviato.

Sono infatti in corso febbrili contatti tra gli avvocati dell’Assovoce ed i dirigenti del Comune per trovare una soluzione che impedisca quello che appare come un atto ingiustificato e assurdo soprattutto in tempo di pandemia. L’ufficiale giudiziario avrebbe dovuto bussare stamane alla porta dei volontari in via Mura Castellane ma alla fine si è deciso di trovare una stradale alternativa, tutti i cittadini sperano che prevalga il buon senso in una faccenda che pochi hanno compreso fino in fondo.  Intanto, lo sfratto all’Associazione soccorritori volontari di Cerveteri potrebbe arrivare sul tavolo del presidente della repubblica. A chiedere l’intervento del Capo dello stato sono gli associati dell’organizzazione che dovrebbe abbandonare la sede dopo 30 anni di onorata attività. Sullo sfratto permangono una serie di ombre, di mancati rinnovi della convenzione in tempo di Covid, di un rapporto tra Comune ed Assovoce che si è andato deteriorando nel tempo. Ad annunciare alla stampa la clamorosa iniziativa è stato il presidente dell’Assovoce, Giuseppe del Regno (nella foto), con l’obiettivo di bloccare lo sgombero della sede di via Mura Castellane.

<<La nostra associazione – dice Del Regno – impugnerà l’ordinanza di sfratto, firmata da un dirigente del Comune di Cerveteri, atto in cui emergono evidenti violazioni della formalità. In queste ore il nostro legale ha presentato all’amministrazione richiesta di annullamento dello sgombero in autotutela, ma ci difenderemo in tutte le sedi di legge. Se l’amministrazione perseguisse l’obiettivo di cacciare i volontari dalla sede, presenteremo ricorso straordinario al presidente della repubblica dimostrando le inesattezze giuridiche e soprattutto gli aspetti etici e morali di una vicenda incomprensibile. Da una parte il Comune continua a chiedere l’intervento dell’Assovoce per soccorrere i cittadini, soprattutto in tempo di Covid, dall’altro ci invia intimazione di sfratto. Siamo veramente all’assurdo. I locali ci erano stati concessi dal Comune nel 2013 tramite accordo triennale, successivamente rinnovato fino al 2019. Atto scaduto e non rinnovato lo scorso anno a causa della pandemia che ci ha visto sul campo per aiutare i cittadini. >>.

Sui social è esplosa l’indignazione popolare, molti cittadini continuano a chiedere le ragioni dell’accanimento del municipio contro un’associazione di volontariato che da oltre un quarto di secolo rappresenta un fondamentale punto di riferimento per la popolazione nei momenti di emergenza. Lo sfratto, oltretutto, potrebbe avere un seguito a colpi di carte bollate. Sembrerebbe infatti che i volontari oltre a riconsegnare le chiavi della sede, potrebbero ricevere dal Comune richiesta di indennizzo per tutti i canoni di affitto non pagati e considerati occupazione abusiva. Nel conteggio potrebbero finire anche presunte opera abusive realizzate nei locali di Cerveteri.

 

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