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“A Cerveteri il Centro destra doveva perdere”

di Giovanni Zucconi

Non si può certo dire che Annalisa Belardinelli le mandi a dire. Diretta e senza giri di parole. Seduta dietro la sua scrivania è un pacato fiume in piena. Contrariamente ad altre interviste che ho fatto, sono poche le volte in cui mi ha detto “forse questo è meglio se non lo scrivi…”.

In queste condizioni è stata la persona ideale per cercare di trovare una risposta alla domanda che ha tormentato più di un Cervetrano: “Perché una vittoria del Centrodestra più che scontata nelle ultime Amministrative di Cerveteri si è trasformata in una clamorosa sconfitta?”

Credo che la risposta a questa domanda la troverete sicuramente in questa intervista, se la leggerete con attenzione fino in fondo.

Come è andato veramente il pasticcio intorno alla sua candidatura? Lei si è veramente autocandidata, o addirittura imposta come dice qualcuno?

Questo ci tengo a precisarlo. Questo non è assolutamente vero. Fin dalle prime riunioni con i tre partiti del Centro Destra, Fratelli d’Italia ha sempre sostenuto che io ero la loro candidata a Sindaco. Perché secondo loro avevo tutte le caratteristiche per fare il Sindaco di Cerveteri. Dopo poco anche la Lega ha avuto una convergenza sulla mia candidatura. Solo Forza Italia non voleva parlare di candidature. Noi abbiamo proposto che ogni partito proponesse un candidato, e poi tutti insieme, si facesse una sintesi. Quindi io non mi sono mai imposta, come ha detto qualcuno.

Poi che cosa è successo?

Noi abbiamo insistito molto per partire a dicembre. Perché, a mio parere, fare campagna elettorale solo gli ultimi due mesi vuole dire prendere in giro i cittadini.

Abbiamo chiesto di partire il prima possibile per incontrare tutta la cittadinanza.Cosa che poi abbiamo fatto in diversi incontri.Dove abbiamo recepito tutte le richieste e le esigenzeper poter redigere un programma serio e rispondente alle necessità del territorio.

Siete poi riusciti nell’intento?

Naturalmente. Abbiamo redatto un programma serio e soprattutto fattibile. Non prevedeva progetti faraonici. Prevedeva le cose che si potevano fare, e soprattutto quelle richieste dai cittadini

Tutto questo con la benedizione di Roma?

Si. Abbiamo fatto tutto con l’accordo dei vertici romani. A dicembre ci hanno detto di cominciare a presentarci,e di fare una conferenza stampa. Ci hanno chiesto di non mettere i simboli dei partiti, per lasciare un’apertura a Forza Italia.

Tutto bene quindi

No, perché da Roma abbiamo saputo che Forza Italia non poteva convergere su di me perché Salvatore Orsomando, che appunto rappresentava quel partito, non era d’accordo. Secondo lui serviva una figura più autorevole. Un manager. E su questo non c’è possibilità di smentita.

Quindi tutto il pasticcio che ha condannato il Centro destra alla sconfitta è nato da un veto nei suoi confronti di Salvatore Orsomando?

Si. Ci sono state anche riunioni con lui nella sede di Fratelli d’Italia

Ma solo questo veto poteva veramente bastare a metterla fuori gioco? Possibile?

No. Infatti all’interno dei Fratelli d’Italia c’è stato anche qualcuno che ha detto che io non andavo bene perché appartenevo ad un’altra corrente. Per me esiste un solo partito. Ma sono rimasta comunque vittima anche di una lotta tra correnti interne al partito.

Dopo tutto questo c’è il suo ottimo risultato al primo turno delle elezioni. E arriviamo al momento fatidico della richiesta di apparentamento con Moscherini. Immagino che non sarà stato facile per lei prendere una decisione

È stato un momento difficile. Mi hanno letteralmente massacrata. Ma io posso capire chi mi ha contestato. Io avevo dichiarato che non avrei fatto apparentamenti. E io non ho mai mancato alla mia parola data. Ma in questo caso non avevo scelte.

Innanzitutto noi ci eravamo candidati come alternativa a questa amministrazione. Poi un conto che prendi 1500 voti, e un conto che ne prendi 4300. A quel punto avevo una responsabilità enorme nei confronti di chi mi aveva votato. Molti cittadini, molti elettori, mi scrivevano e mi spingevano per l’apparentamento, e per andare a governare con la maggioranza. Poi che il risultato fosse quello per me era già scontato.

Quali sono adesso i tuoi rapporti con Fratelli d’Italia?

Dal 10 maggio mi sono dimessa dal Partito. Mi sono dimessa da ogni carica.Io quindi adesso sono “civica”, e intendo rimanere “civica”.

Quindi quando ha deciso l’apparentamento era già fuori dal partito

Si. Anche se è stato visto in quella chiave, noi con l’apparentamento non volevamo rientrare in Fratelli d’Italia. Noi avevamo comunque l’intenzione di mantenere la componente civica. Volevamo semplicemente rappresentare in maggioranza, come credo sia giusto, quelle migliaia di cittadini che ci avevano votato e ci avevano dato fiducia.

Anche io sono del parere che non aveva altra possibilità di scelta

Penso che le foto che sono circolate parlassero chiaro. Non sono brava a nascondere (sorriso).       È stata naturalmente una scelta sofferta. Per tutta la settimana che ha preceduto l’apparentamento non ho praticamente mai dormito. Io sono per il bianco o per il nero. Io il grigio lo vedo poco. Ma me lo chiedevano i cittadini che mi avevano votato, e la quasi totalità del mio gruppo. Inoltre da Roma mi hanno giustamente detto che se non avessi fatto l’apparentamento, in caso di sconfitta del Centrodestra, sarei stata sicuramente additata come la causa della sconfitta.

Sono d’accordo. In questo modo comunque lei è il generale che non ha perso la guerra. Se non si fosse apparentata sarebbe stata indicata come la causa della sconfitta.
Detto questo, ci sono possibilità che lei si ricandidi alle prossime elezioni?

Io sono già contraria al Sindaco di professione, figuriamoci al candidato Sindaco di professione. Ma ci sono ancora cittadini che mi scrivono di non abbandonarli. Quindi tra cinque anni potrebbe succedere di tutto. O anche prima. Non è detto che questa Amministrazione duri effettivamente cinque anni. Questa volta non voglio ragionare con solo bianco o solo nero. Quindi diciamo che non escludo di ricandidarmi alle prossime Amministrative.

Le ultime amministrative sono state caratterizzate dall’astensionismo. Lei pensa che se al ballottaggio ci fosse stata lei al posto di Moscherini, ce ne sarebbe stato di meno?

Si, sicuramente ci sarebbe stato meno astensionismo. Tante persone mi hanno detto che mi hanno votato al primo turno, mentre al secondo, visto che non c’ero io, non hanno votato. Non piaceva nessuno dei due candidati, e non sono andati a votare.

Quindi oltre che da una disaffezione dalla politica, l’astensionismo è stato anche determinato dai candidati che dovevano essere votati. È sempre più facile dare la colpa ai cittadini che riconoscere l’inadeguatezza della Politica e dei suoi candidati. A proposito di Politica, lei non pensa di essere ancora identificata come appartenente a Fratelli d’Italia?

Durante la campagna elettorale sicuramente. Molte persone non hanno capito la situazione. Non tutti hanno i social, e non tutti li puoi raggiungere con gli incontri. Molti cittadini erano effettivamente convinti che noi eravamo ancora in Fratelli d’Italia. Va anche scritto che ci era stato chiesto di convocare un’assemblea degli iscritti dove tutti, meno due, hanno votato a favore della mia candidatura. Tutte queste persone poi si sono sentite tradite dalla scelta contraria che poi è venuta da Roma. Ancora oggi io sento persone che dicono che non voteranno Fratelli d’Italia, nonostante la Meloni, per come si sono comportai con noi a Cerveteri.

Non è sembrato anche a lei che Moscherini non fosse adeguatamente preparato per candidarsi a Sindaco di Cerveteri? Sono stati fatti errori talmente grossolani, che magari può venire il sospetto che il vero obiettivo non era vincere

Anche per me non lo preparavano a sufficienza. Per esempio, quando abbiamo fatto l’incontro a Valcanneto con la cittadinanza, io ho presentato un programma molto dettagliato su più punti. Lui si è limitato a dire che era d’accordo con la Belardinelli. Perché lui, in realtà un programma non ce l’aveva per Valcanneto. Tu puoi anche candidare Moscherini al posto della Belardinelli, ma chi fa politica da 44 anni sul territorio come Ramazzotti, o da 25 come Orsomando, non ritiene opportuno prepararlo? È stato mandato allo sbaraglio. A posteriori, mi viene da dire che, secondo me, c’era un disegno ben preciso. La famosa scacchiera dove si dividono i territori. Ci sono una serie di coincidenze che ti fanno pensare che probabilmente a Cerveteri si doveva perdere.

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