Cerveteri Litorale

Quell’Anfiteatro della Banditaccia che pochi conoscono a Cerveteri

di Giovanni Zucconi 

Indiana Jones, in una delle sue lezioni diceva: “…il 70% del lavoro dell’archeologo si svolge in biblioteca, facendo ricerche”. Questo perché l’Archeologia è essenzialmente una scienza di riscoperta e di recupero di situazioni nascoste nella nebbia della Storia. Questa affermazione vale ancora di più per chi, come me, archeologo non lo è, ma ha la passione della Storia.

Ogni tanto capita di avere tra le mani una vecchia pubblicazione, non accademica, che parla di qualche campagna di scavo nel territorio ceretano. Cose interessanti, ma quasi sempre solo dal punto di vista cronachistico.

Premesso tutto questo, mi è capitata tra le mani una pubblicazione molto recente, del maggio 2020, addirittura con una bella introduzione della nostra attuale funzionaria di zona, Rossella Zaccagnini. Non è un inedito, ma la ristampa di due lavori, caduti nel dimenticatoio, di un prete-archeologo dei primi anni del Novecento: Sabino De Fusco. Il titolo del libro è: “Cerveteri, Pyrgi e le origini degli Etruschi”, a cura di Vincenzo Bellelli e Folco Biagi.

La prima edizione dei due lavori è del 1909. Proprio quando il Mengarelli cominciava a lavorare nell’area archeologica di Cerveteri. Scritti da un testimone diretto del territorio, quando ancora non erano iniziati gli scavi sistematici che ancora oggi caratterizzano le nostre aree archeologiche. Rappresentano quindi una fotografia di una Cerveteri che non esiste più. Quando, per esempio, il quartiere del Sorbo si chiamava ancora “Vigna del Sorbo”. O quando compariva nelle mappe una “Antica via di Pyrgi”, che oggi non saprei bene dove collocare.

La mappa di cui sto parlando è quella che compare allegata al libro. Per un non tecnico come me, è la parte più interessante di tutta la pubblicazione. Un oggetto da guardare e riguardare. Per cercare di trovare le corrispondenze con quello che possiamo vedere oggi.

E bene o male queste corrispondenze si trovano. Quasi tutte…

Ma che cosa è quel “Anfiteatro della Banditaccia”? Quello segnato con la lettera H. Quello che si trova disegnato proprio in mezzo ai tumuli della Banditaccia? È noto che a Cerveteri una struttura del genere, romana, esiste. Ma sta nell’area della città antica. Sull’altro pianoro.

Un errore dell’autore? Una svista grossolana? Poco probabile. Sabino De Nisco lo descrive da testimone diretto: “… In tre località distinte, non lungi dall’abitato, ricompose Agylla gli avanzi mortali de’ suoi estinti. La prima, in ragion di tempo e anche per importanza, sorgeva sulla collina tufacea detta “Banditaccia” situata a nord-ovest dell’antica città, e circondata da due corsi d’acqua. In forma di parallelogrammo quasi regolare (misurante in estensione il terzo della città dei vivi) è attraversata in tutta la sua lunghezza, est-nord, ovest-sud, dall’antica strada di Pyrgi. I suoi monumenti sepolcrali (prevalgono i tumuli) si presentano disposti in otto ordini paralleli alla strada, in modo che lo spazio lasciato vuoto da due sepolcri consecutivi della stessa fila viene in parte occupato da un sepolcro della fila seguente.

A sud della strada suddetta, e quasi verso la parte media di questa grande necropoli di vede scavato nel tufo (a grandi scaloni rientranti) uno spazio quasi ellittico in forma di anfiteatro o circo, destinato a forse a celebrarvi le lodi di illustri defunti o a eseguirvi i giochi gladiatori nelle grandi pompe funebri. Una specie di pergamo, ricavato nel medesimo tufo, lungo il penultimo scalone, poteva servire tanto ad un oratore quanto a un giudice dei combattimenti…”

La descrizione non sembra lasciare dubbi ad interpretazioni. Ma se quello che descrive De Nisco è reale, dove si trova oggi questo anfiteatro? Qualcuno ne ha mai sentito parlare? Immagino che una struttura del genere sarebbe stata ben evidenziata se si fosse “mantenuta” così come l’aveva vista il nostro archeologo.

Magari c’è, visibile, e io semplicemente non ne ho mai sentito parlare. Oppure è andato perso per qualche attività umana non ben precisata. In tutti i casi sarebbe molto interessante ritrovare questo antico anfiteatro etrusco. Sottolineo etrusco. Che, da quello che posso capire, potrebbe essere, non dico un unicum,ma sicuramente un monumento storicamente e archeologicamente importante.

 

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