di Giovanni Zucconi
Ci sono i Cittadini e ci sono i Politici.E ci sono i Cittadini che si dimenticano di essere tali, e giocano a fare i Politici. Quelli in campagna elettorale permanente. Specialmente in prossimità delle elezioni. Siano queste a carattere nazionale, che a carattere locale. Una volta li vedevi nelle strade e nelle piazze a fare volantinaggio, o nei bar al centro di improvvisati comizi. Adesso tutto si è evoluto, e li ritrovi, regolarmente, ogni giorno, sulle varie pagine di Facebook.
Con questo piccolo scritto non mi permetto di giudicare questo tipo di presenza. Che è fisiologica e inevitabile. Mi piacerebbe che fosse portata avanti dai Cittadini-Cittadini e non dai Cittadini-Politici, ma questa è una mia opinione personale. Ma vorrei provare a condividere una mia tesi: i post che vengono pubblicati su Facebook con intenti “politici” sono inefficaci e spostano poco l’elettorato.
Questo fondamentalmente per due motivi: perché sono post che creano dei gruppi chiusi di persone che la pensano allo stesso modo, e perché è palese lo schieramento di chi li scrive. Pregiudicandone a monte la credibilità.
Prima di andare avanti facciamo un passo indietro. Elezioni Amministrative del 2017. Non so voi, ma ricordo perfettamente la schiacciante numerosità dei post contro il sindaco uscente Pascucci. E, pronto a smentirmi se necessario, non mi sembra di ricordarne molti contro la sfidante, la signora Belardinelli.
Se un osservatore qualsiasi si fosse basato su Facebook, non avrebbe avuto dubbi sul risultato delle elezioni. Anche io ero fermamente convinto che Pascucci non ce la potesse fare.
Invece Pascucci vinse con il 65.44% dei voti. Una vittoria schiacciante.
Che cosa ci era sfuggito? Ci era sfuggito quello che gli analisti più accorti stanno dicendo da un pezzo. Facebook polarizza gli schieramenti. Mi spiego meglio. Se abbiamo una popolazione di Milanisti e Interisti, i Milanisti leggeranno e commenteranno solo i post che parlano (bene) del Milan. Lo stesso varrà per gli Interisti. Questo vuole dire che un Milanista può scrivere 100 post al giorno contro l’Inter. Ma tanto sarà letto, e commentato, solo da Milanisti che la pensano come lui. Risultato? Chi era Milanista rimane Milanista. Chi era Interista rimane Interista. Cioè Facebook, in tutti i campi, crea degli ambienti virtuali dove ognuno è portato a visualizzare i post che sono più vicini alle proprie convinzioni e ideologie. E di rispondere ai post di quegli utenti che condividono le proprie opinioni. Nella letteratura scientifica si chiamano “Camere d’eco”.
Questo lo potete facilmente verificare da soli andando a vedere chi scrive regolarmente certi post su Facebook, non solo di politica, e chi vi risponde. In tutti i campi. Dalla Politica alle scelte vaccinali.
L’altro motivo per cui ritengo inefficaci questi post, è la scarsa credibilità, dovuto all’evidente schieramento di chi li scrive. Schieramento che determina a seconda delle situazioni quello che sarà scritto. Come fanno di solito i Politici di professione. Sei un sostenitore della Giunta al governo? Allora tutte le segnalazioni fatte, per esempio, su un’eventuale sporcizia accumulata da qualche parte o una buca segnalata su una strada, vengono considerate come esagerazioni di chi vuole denigrare con scarsi argomenti l’Amministrazione. E comunque c’è la tendenza a dare la colpa (per me giustamente) a chi sporca, e non al Sindaco. Se invece sei un sostenitore dell’opposizione, anche la foto di una lattina buttata per terra, chissà da chi, ti giustifica nel chiedere le dimissioni del Sindaco. Ma le parti si scambiano regolarmente quando cambia l’Amministrazione. Divertitevi a leggere i post relativi a Ladispoli. Se avete memoria degli interventi prima dell’insediamento di Grando, e leggete quelli che si scrivono adesso, vedrete che mi darete ragione.
Anche in questo caso, quale è il risultato? L’evidente scarsa credibilità di chi scrive. Che non favorisce certo un cambiamento di posizione da parte di chi legge.
Ma se invece dei Cittadini-Politici scrivessero i Cittadini-Cittadini, tutto e tutti sarebbero sempre misurati con lo stesso metro. Senza indulgenze o sconti per nessuno. E Facebook sarebbe veramente uno strumento di democrazia reale. E le idee e opinioni circolerebbero più facilmente. Attraverserebbero gli schieramenti, arricchendoli come adesso non è purtroppo possibile fare. E magari avremmo più facilmente la possibilità di farci governare da chi lo saprebbe fare veramente, e non da incapaci nascosti dietro una corazza ideologica che tutto copre. Anche le vecchie, e già provate, esperienze fallimentari di governo.

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