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Ciao, Bisteccone

di Ugo Russo 

 A volte, per chi lo conosceva poco poteva sembrare un tipo un po’ burbero forse per quella spropositata mole che aveva acquisito negli ultimi decenni di vita. Ed invece era di una bontà straordinaria, sempre in vena di sorprese con gli amici. La sorpresa ce l’ha fatta anche stavolta, ma orribile, di quelle che non vorresti mai si materializzassero. Ci ha lasciato, Giampiero Galeazzi, a soli 75 anni. A buggerarlo la sua spropositata voglia di mangiare per gran parte della sua esistenza e di qui il simpatico appellativo di Bisteccone per la sua stazza diventata sempre più imponente. Conseguenza tragica, la cosa gli ha fatto venire negli anni il diabete, infido, maledetto diventato via via incontrollabile e che, poi, è stata la vera causa della sua dipartita.

Aveva (che brutto parlarne già al passato) iniziato a praticare sport come canottiere, canottaggio che è stato sempre il suo grande amore, arrivando pure a vincere il titolo italiano nel singolo. Sport del remo sempre presente nella famiglia Galeazzi: il padre di Giampiero aveva conquistato l’oro nel 2 senza agli Europei di Belgrado del 1932. Poi, diventato giornalista, ha raggiunto i massimi livelli, raccontando il calcio, con le indimenticabili interviste a Maradona e agli altri grandi degli anni ’80; quindi proprio il canottaggio portando nelle case degli italiani le fenomenali imprese degli Abbagnale, assieme all’altro indimenticabile timoniere Peppiniello Di Capua,  che sembrava fosse lui, Giampiero,a portare al traguardo da trionfatori, con quel pathos trasformato successivamente in sublime enfasi. E lo ricordiamo ancora nelle telecronache impareggiabili di tennis, con una palla che decretava il punto spettacolare o risolutiva che lui accompagnava spesso con “E questa è bella!”. Una voce storica, un personaggio unico che resterà in eterno tra i più grandi commentatori sportivi di ogni tempo.

Tra tutti i momenti passati con Giampiero mi piace ricordare quella settimana a Eton, in Inghilterra, dove nel 2006 si svolsero i Campionati mondiali di canottaggio. Il giorno prima dell’inizio andammo nella vicina Ascot, sede dello storico Ippodromo per visitarlo. Non c’è bisogno di raccontare quanto siamo stati bene, anche e soprattutto quando dividevamo assieme (c’era anche la moglie e un gruppo affiatatissimo di colleghi giornalisti, Franco Morabito in testa) i momenti extra-lavoro. Basta guardare la foto sotto al titolo; lui (che raccontava le regate per la televisione di Stato, io per radio Rai) inventava sempre qualcosa per far divertire e far stare bene gli altri. Qui, nonostante la pioggia da cui noi altri ci stavamo riparando, volle indicare la targhetta Ascot con lo zelo e la posa come fosse un inserviente della Regina d’Inghilterra.

Lo piangono affranti con la cara moglie Laura, i figli Gianluca e Susanna che quattro anni fa lo aveva reso nonno di Greta, che hanno intrapreso la stessa professione del loro papà e lavorano come giornalisti

Grazie per tutto quello di grande che hai fatto nella tua carriera; non solo gli Abbagnale ma anche tutti noi, che abbiamo avuto la straordinaria fortuna di poterti conoscere e frequentare, hai trascinato con quella tua indimenticabile frase: “E vanno a vincere!!!”.

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