Un pomeriggio dedicato a Caravaggio, una partecipazione oltre ogni più rosea prospettiva.

I pittori Felicia Caggianelli, Teresa Marrone e Stefano Martini
L’evento “Caravaggio sconosciuto” al Centro di arte e cultura di Ladispoli ha aperto le iniziative culturali 2022, confermando come l’interesse dei cittadini verso il saldo legame tra il grande pittore lombardo ed il territorio sia sempre più crescente. Senza le limitazioni imposte dalla pandemia, infatti, la sala della struttura comunale sarebbe stata ancora più gremita di visitatori accorsi da tutto il Lazio per ammirare le copie museali degli artisti Felicia Caggianelli, Teresa Marrone e Stefano Martini ed assistere al dibattito che ha rivelato particolati inediti sulla vita di Caravaggio. Addirittura, nonostante il convegno fosse programmato per le 16,30, già mezz’ora prima la sala del Centro di arte e cultura era affollata, molti dei posti disponibili, tutti ovviamente ad ingresso gratuito, erano andati esauriti nei giorni scorsi grazie alle prenotazioni. Grande ammirazione per le copie museali in mostra, veri gioielli non presenti nei musei o addirittura scomparsi come la riproduzione museale della Natività con i santi Lorenzo e Francesco, un’opera di Caravaggio rubata nel 1969 a Palermo e mai ritrovata. Tante foto e consensi per dipinti quali un San Girolamo ritrovato a Londra e recentemente attribuito a Caravaggio, il Ragazzo che monda la frutta, l’Ecce Homo che lo scorso marzo stava andando all’asta a Madrid, la Maddalena addolorata e tanti altri. Le decine di visitatori hanno potuto effettuare un viaggio alla scoperta dei capolavori meno noti del grande pittore lombardo. Si è poi aperto il dibattito, moderato dal direttore di Ortica Social, Gianni Palmieri, alla presenza del sindaco Alessandro Grando e dell’assessore alla cultura Marco Milani che hanno ringraziato i componenti dell’associazione “Sui passi di Caravaggio” per i tanti eventi allestiti negli ultimi due anni e mezzo per la rivendicazione dell’ultimo approdo e forse della morte di Michelangelo Merisi a Palo.

In un articolato excursus, impreziosito dalla proiezione di slide, la giornalista Felicia Caggianelli (nella foto a destra) ha evidenziato come alcuni documenti inizino a rivelare che le ricostruzioni storiche sulla presunta vita dissoluta e maledetta di Caravaggio possano essere in realtà basate su possibili fandonie. Nella Roma del ‘600 la vita era difficile, la violenza in ogni angolo, molta attenzione da parte della platea ha destato la domanda se il grande pittore fosse quel demone che racconta la letteratura, oppure un “angelo” della pittura che immortalava a modo suo le immagini sacre e dava spazio agli invisibili dell’epoca. Altrettanto interessante l’intervento di Ugo Russo, giornalista della Rai, che ha effettuato un articolato excursus su nuove e recenti teorie che getterebbero una luce nuova sulla nascita di Caravaggio e sull’ipotesi che potesse essere in realtà figlio di un nobile esponente di una delle famiglie più potenti nella Milano del XVI secolo. Una verità per certi aspetti dirompente che rimescolerebbe sul tavolo della storia le carte delle origini di Michelangelo Merisi, nato a Milano e cresciuto a Caravaggio nella provincia bergamasca come confermerebbero alcuni testi riguardanti il suo spiccato dialetto. Momento clou della manifestazione la proiezione di alcuni filmati in 3D, realizzati, dal professor Marco Mellace, vera autorità nel campo delle ricostruzioni digitali. Un’eccellenza di Ladispoli conteso dai mass media di tutta Europa che, attraverso suggestive immagini, ha preso per mano il pubblico e lo ha accompagnato alla scoperta del litorale di Ladispoli e Cerveteri così come apparve agli occhi di Caravaggio agli inizi del 1600. La presenza dell’illustre professor Mellace ha elevato ancora di più il livello dell’evento che ha visto la presenza anche del vice sindaco di Fiano Romano, Mattia Gianfelice, venuto a congratularsi con il suo concittadino, il maestro Stefano Martini. I pittori Felicia Caggianelli, Teresa Marrone e Stefano Martini sono stati poi tributati di un caloroso applauso da parte del pubblico per aver esposto veri e propri capolavori di Caravaggio.

Relatori e pittori insieme all’assessore Milani
L’evento, durato circa tre ore, si è concluso con le foto di rito del pubblico con gli artisti ed i relatori e la richiesta di organizzare sempre più spesso queste iniziative culturali che coniugano alla perfezione l’esposizione di splendidi dipinti di Caravaggio e l’inchiesta giornalistica che vuole raccontare una verità non omologata sulle ultime ore di vita dell’immenso pittore lombardo. Gli organizzatori hanno ringraziato il Comune di Ladispoli e la direzione del Centro di arte e cultura per il patrocinio, il maestro Massimo Bacci per la fondamentale collaborazione ed i volontari di Fare Ambiente per aver garantito il rispetto delle norme imposte dalla pandemia.

Lascia un commento