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Il calcio a Cerveteri ad un passo dalla fine se Comune e Club oggi non trovano un accordo

Salvo imprevisti, dovrebbe svolgersi nel tardo pomeriggio di oggi l’ennesimo incontro tra il sindaco Elena Gubetti ed il presidente del Cerveteri calcio, Fabio Iurato. Sarebbe il terzo summit da quando è stato chiuso al pubblico lo stadio Galli per motivi di agibilità e sicurezza.

Come Ortica Social aveva anticipato la scorsa settimana, la trattativa sarebbe ad un passo dalla rottura, Comune e club calcistico sarebbero fermi sulle proprie posizioni, in ballo ci sono i circa 100 mila euro da spendere per i lavori di ristrutturazione, riqualificazione e messa in sicurezza dell’impianto della via Settevene Palo. In questi giorni, tra sussurri e grida, si stanno rincorrendo le voci più disparate sugli interventi da effettuare, si parla di abbattimento della tettoia accanto agli spogliatoi, di rifacimento degli impianti elettrici, di nuove uscite di sicurezza, di collaudo della tribuna e di realizzazione di bagni per i disabili. In questo labirinto di notizie, non notizie, e mancanza di comunicati ufficiali, il pomo della discordia è sempre lo stesso. Il Comune ha ribadito che deve essere il Cerveteri calcio, che gestisce in convenzione a basso canone l’impianto, a dover aprire il portafoglio e pagare tutti gli interventi. Di parere opposto il presidente Fabio Iurato che ha ricordato come la carenze strutturali dello stadio Galli siano vecchie di decenni e nessuna amministrazione abbia mai messo mano alla vicenda nemmeno con i precedenti dirigenti che avevano sottoscritto la convenzione. Ballano sul tavolo decine di migliaia di euro, è palese che ognuna delle parti tenti di risparmiare denaro. La vicenda sarebbe in fase di stallo, c’è il serio rischio che anche il vertice odierno sia una fumata nera con rottura delle trattative e conseguenze pesantissime per il futuro del calcio a Cerveteri. Senza un accordo, teoricamente, il Comune potrebbe scegliere la strada estrema della revoca della concessione al club del presidente Iurato. Stadio chiuso ai giocatori della squadra di Eccellenza e alle compagini del settore giovanile.  A quel punto il calcio a Cerveteri sarebbe morto, il club andrebbe a giocare altrove. E sarebbe per tutte le parti in causa una figuraccia epocale. Ci auguriamo vivamente che prevalga il buon senso e che il Comune non si assuma la responsabilità di aver “ucciso” il calcio a Cerveteri, cancellando una storia lunga quasi un secolo. Non vogliamo dare suggerimenti a nessuno ma ci permettiamo una riflessione a voce alta: non si potrebbe trovare un compromesso, chiedendo al club di realizzare le uscite di sicurezza ed il collaudo statico della tribuna, riaprendola poi al pubblico, posticipando i lavori su tettoia ed altre strutture alla fine del campionato di Eccellenza? Chiedere ad una società dilettantistica di sborsare cash 100 mila euro sarebbe come accompagnarla al patibolo. Gli sportivi di Cerveteri ed un sodalizio glorioso come quello verdeazzurro non meritano una fine tanto indecorosa. 

 

 

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