Cari amici lettori, vogliamo concludere l’anno sulle pagine di Ortica Social raccontandovi una vicenda dalle forti emozioni accaduta Cerveteri

Una storia che tocca il cuore, pubblicata dal quotidiano “Il Messaggero” con un articolo del nostro direttore e ripresa da televisioni nazionali come Rai Uno. E’ il racconto di come una disavventura accaduta ad un clochard un pò particolare si sia trasformata in una storia a lieto fine dal profumo natalizio. Involontario protagonista Giuseppe, un senza tetto settantaseienne, derubato delle sue poche cose ed aiutato dalla solidarietà dei cittadini che hanno lasciato panettoni e spumanti per evitare un piccolo grande dramma umano. La storia, che sembra tratta da un racconto sotto l’albero di Natale, è accaduta in pieno centro di Marina di Cerveteri dove ignoti hanno rubato il borsone del clochard mentre chiedeva un po’ di pane in un forno pochi minuti prima dell’orario di chiusura. Il clochard, conosciuto a Marina di Cerveteri come persona mite e gentile, da tempo dorme in strada, avvolto da un sacco a pelo per ripararsi dal freddo invernale. Qualche volta viene ospitato da persone di buon cuore per la notte. Un senzatetto sui generis, vestito in modo decoroso, noto per trascorrere le giornate seduto davanti ad un bar a leggere libri. Una presenza diventata ormai abitudinaria anche per i bambini con cui spesso scherza, raccontando la storia della sua travagliata esistenza. La vita dell’atipico clochard è stata infatti come un romanzo. Giuseppe era un dipendente di banca fino a qualche anno fa, abitava nella zona del Pantheon, un’esistenza agiata e serena. Poi nel 2020 la traumatica rottura con la compagna lo ha gettato in un profondo stato di depressione, tanto da lasciare il posto di lavoro e decidere di vivere da clochard a Marina di Cerveteri. Luogo che in passato era la sua mèta per le ferie estive. Anche i legami familiari si sono interrotti, Giuseppe ha una figlia che vive a Strasburgo con la quale i rapporti si sarebbero raffreddati. Dopo tante amarezze, la mobilitazione della gente ha commosso Giuseppe, esploso in un pianto liberatorio quando gli è stato riportato il suo borsone. Per lui più prezioso dell’oro.

«Ringrazio immensamente tutti coloro che mi hanno aiutato – dice il clochard – mi sono sentito perso quando non ho più trovato il mio zaino. Non ci ho capito più nulla, ho vagato in mezzo alla strada urlando per la rabbia. Non avrei mai immaginato di vedere così tante persone lasciare i preparativi per le festività e lanciarsi alla ricerca del mio zaino. Il mio sacco a pelo è fondamentale in questo periodo, la notte fa veramente freddo, mi aiuta a sopravvivere quando mi addormento nei giardini di piazza Morbidelli o davanti ai portoni degli edifici. Grazie di cuore ai cittadini di Marina di Cerveteri, non dimenticherò mai il loro gesto che mi ripaga di tante delusioni vissute negli ultimi anni. Il grande cuore di questa città ancora una volta non ha deluso le aspettative». Nella frazione balneare di Cerveteri tanti conoscono la tribolata storia del clochard, ma i ladri non si sono fatti scrupolo di sottrarre la borsa che conteneva pochi vestiti, il sacco a pelo e qualche oggetto che ricorda all’uomo la vita di un tempo. In primis, le foto della sua ex compagna di vita. Giuseppe è rimasto atterrito dal furto, ha iniziato a vagare in mezzo alla strada, confuso per la scomparsa delle sue poche ma importanti cose. Una scena che ha frantumato il cuore dei passanti, il senso di smarrimento è stato notato dai titolari dell’attività commerciale che hanno fatto scattare il tam tam sui social. In pochi minuti Marina di Cerveteri si è mobilitata per aiutare Giuseppe, i gruppi facebook si sono scatenati, sono arrivate proposte di regalare un sacco a pelo, un letto per trascorrere la notte e perfino offerte di denaro. Una catena di solidarietà che ha probabilmente spaventato i malfattori che hanno abbandonato il borsone in un posto dove potesse essere subito ritrovato. La vicenda ha avuto un lieto fine, qualcuno ha consegnato lo zaino ai carabinieri che hanno provveduto a farlo avere al proprietario, scoppiato in lacrime sia per la gioia del ritrovamento, sia per la grande solidarietà manifestata dai cittadini. Sui social la storia è già diventata virale, in queste ore si stanno susseguendo offerte di aiuto per Giuseppe e perfino proposte di lavoro. Ecco, con questa narrazione che lascia il cuore aperto alla speranza, vogliamo concludere l’anno su Ortica Social, rivolgervi tanti auguri di un 2023 che sia foriero di positività e belle notizie, cancellando vocaboli orribili e tragici come pandemia e guerra. Buon anno amici lettori e grazie per il crescente affetto verso il nostro giornale on line.

Informazione, socialmente utile
Informazione locale di utilità sociale esprimente valori di solidarietà umana