Ceri ha il depuratore dopo anni di polemiche, esposti e segnalazioni di scarichi abusivi di acque nere. L’impianto è stato messo in funzione con una simbolica cerimonia dal sindaco Elena Gubetti, il costo dell’opera è di oltre un milione di euro, finalmente cala il sipario su un questione arrivata perfino in tribunale negli anni scorsi.

Soddisfazione è stata espressa dagli amministratori comunali per l’entrata in funzione del depuratore che permettere di contrastare efficacemente il fenomeno dell’inquinamento dei corsi d’acqua che sfociano nel mare di Cerveteri e Ladispoli. «In coincidenza dell’inizio del nuovo anno – commenta il sindaco Elena Gubetti – abbiamo consegnato alla cittadinanza un’opera pubblica che per decenni sembrava essere un miraggio. Era assurdo che il borgo di Ceri non fosse dotato di un impianto di depurazione, per sei anni insieme ai tecnici comunali dell’ufficio ambiente, abbiamo dipanato una matassa burocratica ingarbugliata, avvalendoci anche della preziosa collaborazione della Guardia costiera. Finalmente la frazione di Ceri ha una rete fognante efficiente, l’ultimo tassello è stata l’autorizzazione della Città Metropolitana, competente per le politiche ambientali, atto che ci ha consentito di poter attivare il depuratore e risolvere il problema degli scarichi in questa zona rurale del territorio di Cerveteri. L’investimento sostenuto da Acea Ato2 per la realizzazione della struttura è stato consistente, per il borgo di Ceri è un momento storico. Negli ultimi dieci anni non abbiamo mai smesso di lavorare alla salvaguardia del nostro ambiente perché siamo convinti che avere rispetto del nostro territorio significa avere la cultura della salute pubblica». Sul vasto territorio di Cerveteri la depurazione delle acque è sempre stato un problema dalle mille sfaccettature. Quartieri della zona bassa della città sono state per tanto tempo afflitti dalla piaga degli scarichi abusivi, alcuni depuratori come quello di Campo di Mare sono rimasti spenti per mesi, nel borgo del Sasso sono stati necessari interventi radicali di potenziamento per evitare lo scarico in mare di acque non completamente depurate.

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