Qualcuno sussurra che certi fatti possono accadere solo a Cerveteri.

Probabilmente è un pensiero diffuso alla luce della piega surreale che ha preso la tribolata vicenda dello stadio Galli. Impianto chiuso da oltre cinque mesi a causa delle nuove norme sulla sicurezza introdotte dopo alcuni gravi episodi accaduti a Roma. Ad ottobre il sindaco di Cerveteri firmò l’ordinanza di divieto di accesso agli spettatori nello stadio di via Settevene Palo, dallo scorso autunno tutte le partite si disputano a porte chiuse per motivi di sicurezza sui quali, peraltro, potremmo aprire un dibattito. La questione è diventata assurda nelle ultime settimane dopo che la famiglia Lupi, nuova proprietaria del Città di Cerveteri, ha investito massicce risorse per effettuare i lavori di ammodernamento, ristrutturazione e messa in sicurezza di tutto lo stadio Galli. Gli interventi sono finiti da tempo, tutte le prescrizioni sono state adempiute, compresa la potatura dei grandi pini che sovrastano la tribuna e la posa dei nuovi seggiolini. Evidentemente non se ne debbono essere accorti nel palazzetto comunale di piazza Risorgimento dove il sindaco Elena Gubetti, una volta acquisita la documentazione, dovrebbe convocare la commissione specifica e firmare la riapertura al pubblico dello stadio di calcio. Sono giorni che gli sportivi, i dirigenti del club e perfino i componenti della commissione consiliare allo sport bussano alla porta del municipio per chiedere di riaprire ai tifosi la tribuna in un momento delicatissimo della stagione. Nel comune di Cerveteri forse non si sono accorti che domenica 26 marzo la squadra della loro città ha la cosiddetta “madre” di tutte le partite per inseguire la permanenza nel campionato di Eccellenza. Allo stadio Galli arriva il Falaschelavinio, avversaria diretta, in un vero e proprio scontro salvezza che potrebbe essere fondamentale per evitare la retrocessione diretta in Promozione. Al Cerveteri servirebbe come il pane il calore dei suoi tifosi, giocare il match della vita davanti a spalti ribollenti di passione, far pesare il fattore campo agli avversari. Invece dal comune non arrivano segnali, si vocifera che la riapertura potrebbe arrivare prima delle festività pasquali, una situazione davvero incomprensibile visto che i lavori allo stadio sono terminati da tempo. L’aspetto grottesco della questione, come ci ha confermato il consigliere comunale Gianluca Paolacci, presidente della commissione sport, è che nessuno ha capito perchè l’autorizzazione non viene firmata e quale documenti manchino per riaprire lo stadio Galli. Noi ci auguriamo che arrivi in extremis un colpo di scena e che i cancelli siano magicamente riaperti, ma rischia di essere solo una vana speranza. Il problema di fondo, e questi cinque mesi in cui lo stadio è rimasto chiuso ai tifosi lo hanno confermato, è che negli ambienti politici di Cerveteri poco interessano le sorti della squadra di calcio, non ci sono stati nemmeno sul versante dei partiti di opposizione delle prese di posizione dure nei confronti della lentezza dell’amministrazione comunale, sembra veramente che il club sia un corpo estraneo al palazzetto municipale. Noi speriamo che il Cerveteri domenica riesca a vincere questa sorta di spareggio con il Falaschelavinio per avvicinarsi ai play out, ma una considerazione la desideriamo esternare con i nostri lettori: nel malaugurato caso che arrivasse una fatale sconfitta, in molti nel comune di Cerveteri sarebbero i responsabili morali di aver lasciato giocare il Cerveteri senza il prezioso sostegno dei propri tifosi nel match che vale un campionato intero. La domanda è sempre la stessa, Perchè il sindaco Gubetti non riapre lo stadio Galli di Cerveteri?

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