Ladispoli • Litorale • Sport • Ultim'ora

Roberto Fois di Ladispoli coach dell’anno nella Division 3 inglese di basket

La National Basketball League, che rappresenta i club di basket semiprofessionistici del Regno Unito e rappresenta i livelli da 2 a 4 nella piramide del basket britannico trovandosi direttamente sotto il livello più alto della British Basketball League (la nostra seria A), ha nominato Roberto Fois come Coach Of The Year della Division 3 (l’analoga della serie B Interregionale italiana).

Abbiamo intervistato Roberto, 32 anni, nato e cresciuto a Ladispoli, socio fondatore della Pallacanestro Dinamo Ladispoli, su questa sua esperienza “abroad”. Coach, raccontaci come e’ nata questa tua esperienza inglese.

Nel 2018 sono andato a Oxford, per ragioni di “cuore” e di studio, ma la passione per il basket, che a giudicare da certe vecchie foto ce l’ho da quando avevo due anni, mi ha spinto subito a cercare di “convertire” la mia tessera da allenatore italiano in quella inglese, cosa che sono riuscito a fare in relativamente poco tempo e abbastanza facilmente. Poi, nel 2019, ho avuto la fortuna di trovare un posto come Assistant Coach in una squadra londinese di Division 1, quella della Barking Abbey Academy di Londra, ed ho cosi iniziato la mia carriera di allenatore, e pendolare, inglese.

Ora pero’ alleni squadre della University of East London…
Si, anche qui un piccolo, grande, colpo di fortuna… dopo essermi laureato (finalmente, direbbero i miei…), a inizio marzo 2020 da Oxford mi trasferisco a Londra e la settimana dopo il Regno Unito va in lockdown, quello brutto, duro, che non so bene in Italia ma in Inghilterra sembrava non finire piu’; ovviamente non e’ questo il colpo di fortuna, ma il fatto che con tutto quel tempo a disposizione ho avuto la possibilita’ di inserirmi in vari gruppi e organizzazioni di basket online e conoscere tanti coach di vari paesi del mondo, imparando qualcosa, a volte tanto, da ognuno di loro. Visto poi che il tempo da chiuso in casa non passava mai, ho pure inviato il curriculum a credo praticamente tutte le societa’ di basket della regione londinese. Alla fine ho trovato un progetto convincente e coinvolgente con la University of East London (UEL), che proprio insieme alla Barking Abbey e’ entrata in un accordo di collaborazione con i London Lions, societa’ professionistica inglese, quest’anno tra l’altro arrivata agli ottavi di finale in Eurocup. Nel 2021 sono quindi diventato Head Coach della squadra Universitaria e dal 2022 anche di quella di Division 3.
Il premio di Coach of the Year come e’ arrivato?
Devo innanzitutto ringraziare le persone che hanno avuto fiducia in me, dandomi delle chance di sviluppo che forse in altre parti del mondo non avrei avuto, poi ovviamente i giocatori delle mie squadre: con una siamo arrivati a marzo alla finale, purtroppo persa, di Nottingham del Trofeo Nazionale delle British Universities and Colleges Sport, con l’altra ci giocheremo il titolo di campione nazionale Division 3 sabato prossimo a Manchester. Sono sincero, per me e’ stato un cammino esaltante, faticosissimo ma molto gratificante, durante il quale ho conosciuto persone eccezionali che mi hanno fatto crescere tanto come sportivo e come uomo.
 Quali sono a tuo giudizio le principali differenze con il “nostro“ basket ?
 Io sono in Inghilterra da relativamente poco tempo ma quello che mi dicono e’ che in questo ultimo decennio ci sono societa’ ed organizzazioni che stanno facendo forti investimenti ed il basket e’ effettivamente uno degli sport in maggiore crescita, anche a livello femminile.  Comparato all’Italia posso dire che se il livello tecnico, in generale, e’ forse un gradino piu’ basso, e’ altrettanto vero che la fisicita’ e l’atletismo che viene messo in campo e’ certamente superiore ai nostri standard. In termini di infrastrutture qui in Inghilterra poi credo ci sia un potenziale enorme da poter sfruttare, e sono certo che questo abbinato con la flessibilita’ e il pragmatismo anglosassone sara’ un fattore chiave nel breve/medio periodo per un vero e proprio “boom” di questo sport, quantomeno in termini di numero di praticanti. Poi e’ chiaro che se a livello professionistico la British Basket League (la serie A britannica) non riuscira’ ad essere “attrattiva” in termini economici, i migliori continueranno ad andarsene in giro per il mondo, Stati Uniti e Canada in primis.
Programmi futuri?
 Provare a vincere la finale di sabato prossimo a Manchester contro la migliore squadra del campionato.
E dopo sabato?
No, sul serio, vedremo… ho qualche offerta per tornare in Italia, ma qui le cose ora si stanno facendo veramente interessanti… c’e’ poi sempre la Dinamo nel mio cuore, la mia societa’, e Ladispoli ovviamente, la mia citta’; stanno entrambi crescendo molto e mi piacerebbe, sportivamente parlando, riuscire prima o poi a fare qualcosa di bello nel posto dove sono nato e cresciuto.
Good Luck Roberto !

Lascia un commento

WP2Social Auto Publish Powered By : XYZScripts.com