Molti lettori di Ortica Social ci hanno segnalato una situazione che affrontiamo volentieri.

Torniamo a parlare del piccolo busto di Caravaggio, posizionato sul lungomare Marina di Palo, realizzato da una fonderia di Roma e pagato con i soldi di alcuni sponsor del territorio. Questa volta non dedichiamo spazio alla corona di fiori, finalmente rimossa essendo totalmente secca, bensì proprio ai commercianti di Ladispoli e Cerveteri che sborsarono fior di quattrini per la realizzazione della scultura. Ebbene, i lettori ci segnalano che la targa posizionata sul retro della colonna, in cui sono citati i nomi di coloro che hanno contribuito, in vari modi, alla costruzione della piccola statua, sono praticamente illeggibili. Due anni di raggi solari, maltempo e salsedine hanno cancellato di fatto l’iscrizione che, peraltro, era già di ridotte dimensioni. Ci auguriamo che qualcuno si ricordi che, senza i soldi degli sponsor ed il sostegno di alcune persone, l’opera non avrebbe mai visto la luce. Non appare una impresa improba sostituire la targa che ricorda gli inserzionisti che meriterebbero il massimo rispetto per aver aperto il portafogli e permesso di saldare la fattura alla fonderia romana autrice del piccolo busto. A coloro che volessero accusarci di essere persecutori nei confronti di questa scultura, ricordiamo che Ortica Social ha pieno diritto ad occuparsi della vicenda dato che sull’ormai illeggibile targa è citato anche il nostro giornale che diede ampio spazio mediatico all’iniziativa. Poi sono accaduti tanti fatti che prima o poi renderemo pubblici.
Gianni Palmieri

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