Nuova condanna della Federazione Italiana Gioco Calcio ad un dirigente dell’Academy Ladispoli per le offese nei confronti dei giornalisti di Ortica Social.
Lo scorso novembre era stata resa nota la prima sentenza con cui la Procura Federale della Federazione Italiana Gioco Calcio (proc. n. 1062 pfi 22-23) aveva condannato l’Academy Ladispoli per l’aggressione fisica e verbale nei confronti di due giornalisti di Ortica Social, tra cui una donna. I fatti accaduti il 30 aprile dello scorso anno all’ingresso dello stadio Angelo Sale, dei quali a breve si occuperà anche la giustizia penale, portarono alla squalifica di sei mesi per Oberdan Scotti, responsabile della prima squadra, inibizione per tre mesi a Sabrina Fioravanti, presidente onorario, l’Academy Ladispoli fu condannata al pagamento di 800 euro di ammenda. Nonostante le sanzioni, un dirigente dell’Academy Ladispoli continuò a pubblicare sui social pesanti offese, volgarità, frasi sessiste e parolacce nei confronti dei giornalisti di Ortica Social, tanto da buscarsi oltre ad altre denunce penali, anche una nuova sanzione dalla Giustizia sportiva. In queste ore con il comunicato ufficiale 308 la Federazione Italiana Gioco Calcio ha inflitto una nuova squalifica di ottanta giorni (in pratica tre mesi) al dirigente Oberdan Scotti dell’Academy Ladispoli “per avere, a mezzo di post pubblicati sul proprio profilo personale del social network Facebook, rivolto frasi offensive ed ingiuriose nei confronti del direttore responsabile della testata giornalistica on line e web tv Ortica Social”. Ancora una volta, come era accaduto in occasione della prima sentenza, il dirigente dell’Academy Ladispoli ha chiesto l’applicazione della sanzione ex art.126 del Codice di Giustizia Sportiva, patteggiando la condanna con la Procura Federale. Ammettendo dunque le proprie responsabilità dirette ed indirette. Ricordiamo infatti che “presupposto generale del patteggiamento è l’implicita ammissione di colpevolezza da parte dell’imputato e l’accordo tra imputato e Pubblico ministero sulla scelta di questo rito speciale”. Che altro aggiungere? Ci auguriamo che questa serie di condanne, per ora dalla giustizia sportiva, possano calmare gli animi di qualcuno che probabilmente ha scambiato la libertà di stampa con qualche altra cosa.

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