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Ma all’Academy Ladispoli conoscono la grammatica, i verbi ed il concetto di libertà di stampa?

Ci siamo presi una notte di tempo per rispondere all’ennesimo surreale comunicato dell’Academy Ladispoli per evitare di scrivere pubblicamente tutto quello che da tempo succede soprattutto fuori dal campo.

Sarebbe stato facile, sull’onda emotiva, osservare che, invece di attaccare la libertà di stampa, i dirigenti rossoblu potrebbero evitare di continuare a dare l’indecoroso spettacolo sui social, caratterizzato da alcuni giorni da offese, parolacce, insulti e strane allusioni ad accordi occulti con altri club per rinviare le partite. Questa volta i destinatari degli insulti non sono i giornalisti di Ortica Social (a qualcuno abbiamo tolto il vizio facendogli buscare nove mesi di squalifica dalla Procura Federale e tra poco arriverà anche il processo penale), bensì beghe tra di loro che esplodono mentre l’Academy Ladispoli rischia seriamente di sprofondare in Promozione. Quattro anni fa, prima dell’arrivo dell’attuale proprietà, l’Academy Ladispoli giocava in Serie D contro Avellino, Turris e Latina. Nel 2024 annaspa al terzultimo posto del campionato di Eccellenza. Ma veniamo ai fatti. Ieri i dirigenti del club rossoblu hanno inventato una nuova forma di smentita. Adesso smentiscono le dichiarazioni di altre persone! Sì, avete letto bene. Nonostante il presidente del Colleferro Calcio, l’imprenditore Giorgio Coviello, abbia dichiarato in diretta, durante la trasmissione “Sua Eccellenza il Calcio”, di essere interessato all’acquisto dell’Academy Ladispoli e di aver incaricato alcuni operatori economici di vagliare se ci fosse la volontà da parte della proprietà di vendere, la società rossoblu ha diffuso una nota in cui smentisce! C’è da sorridere perché ormai allo stadio Angelo Sale il buon senso sembra aver fatto le valigie da anni, non era mai accaduto nella storia della libertà di stampa che qualcuno smentisse la volontà di un altro, oltretutto dichiarata in diretta televisiva. Peraltro Coviello non ha mai detto di aver incontrato direttamente l’attuale proprietà, bensì di aver inviato alcuni emissari per sondare il terreno. Alcuni dei quali, ma questo l’Academy Ladispoli lo ha dimenticato, che in estate incontrarono di persona l’attuale presidentessa, sembrerebbe sentendosi sparare una serie di cifre esorbitanti per cedere le quote del club ad un’altra cordata non riferita a Coviello. Manco fosse il Real Madrid! Vogliamo smentire anche questo incontro estivo? Eppure l’articolo era scritto in italiano corretto, era specificato che “Attraverso alcuni operatori economici locali, Coviello avrebbe già avuto un approccio con la dirigenza dell’Academy Ladispoli per sondare la disponibilità alla cessione del pacchetto di maggioranza”. Non sappiamo se allo stadio Angelo Sale conoscano la grammatica italiana e sappiano il significato di parole come verbo al condizionale che, nell’ambito di un discorso, ipotizza una fase. A proposito, “Il condizionale è un modo verbale finito della lingua italiana che si usa per indicare un evento che si verifica solo se prima è soddisfatta una determinata condizione”.  Di sicuro non sono avvezzi al concetto di libertà di stampa, ma questa è storia vecchia. Dunque, quali sarebbero le falsità scritte da Ortica Social? Quali sarebbero le notizie che agiterebbero gli animi dei tifosi? Ma, peraltro, quali tifosi? I trenta, tra genitori, mogli e fidanzate che ormai assistono alle gare dell’Academy Ladispoli in uno stadio tristemente disertato da tre anni dai sostenitori rossoblu? L’imprenditore Coviello ha ribadito a chiare note che vorrebbe acquisire l’Academy Ladispoli per costruire una grande squadra e potenziare il settore giovanile, poi ovviamente l’attuale gestore può scegliere di non cedere e rimanere al timone di una barca che rischia seriamente di affondare. La vera morale di questa storia è che qualcuno offre tanto l’impressione di non voler vendere la società per non sparire di scena, anche a costo di naufragare in Promozione. Noi, come dice qualche allineato sodale, potremmo anche non parlare a nome dei tifosi rossoblu. Però parlano i fatti: dirigenti che da tempo si offendono pubblicamente sui social, insultano i giornalisti, si beccano squalifiche dalla Federazione italiana gioco calcio, rischiano processi penali per aggressione ai giornalisti e soprattutto stanno affondando per incompetenza calcistica una società che ha quasi 80 anni di storia. Vi sembrano questi personaggi che possono rappresentare la squadra di calcio di una città come Ladispoli? Prima di smentire le parole di altri, non sarebbe meglio guardare in casa propria visto che un club calcistico da tempo sembra essere diventato un Far west?

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