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Boom di adesioni all’evento Caravaggio in vetrina a Ladispoli

Boom di adesioni all’evento “Caravaggio in vetrina”, organizzato da Felicia Caggianelli, delegata all’arte del Comune di Ladispoli. In pochi giorni già il 60% dei commercianti di viale Italia ha accettato di esporre una copia museale dei capolavori di Michelangelo Merisi a partire dalla fine del mese di settembre. Il corso principale di Ladispoli diventerà un museo a cielo aperto, fervono i preparativi per l’allestimento dell’iniziativa che sarà presentata ufficialmente sabato 28 settembre alle ore 16,30 presso il circolo culturale Chaplin di via Duca degli Abruzzi.  

Questa è già la quarta edizione della manifestazione. Qual è stata l’accoglienza da parte dei commercianti?

“Caravaggio in vetrina – afferma la delegata Felicia Caggianelli – è ormai diventato un appuntamento fisso per l’avvio del calendario delle manifestazioni culturali del Comune di Ladispoli. Gli esercenti hanno reagito con il consueto entusiasmo, proponendo di ospitare le copie museali dei capolavori. Lo scorso anno, proprio su pressante richiesta dei commercianti, l’evento fu prorogato di due settimane visto l’interesse dei cittadini che facevano selfie davanti alle vetrine ed entravano nei negozi per chiedere informazioni”.

Quali strade verranno coinvolte?

“I dipinti di Caravaggio saranno esposti nelle vetrine di viale Italia ed altre strade del centro. Ci stiamo organizzando perché le richieste di adesione sono tante. Trasformeremo il corso principale di Ladispoli in un museo a cielo aperto per ribadire il saldo legame tra Caravaggio ed il territorio, come ormai conclamato dagli storici. Sbarcò a Palo, l’ultimo posto dove fu visto vivo. Cosa accadde dopo non lo sapremo mai”.

Le opere esposte sono in vendita? E’ un’iniziativa pensata anche per valorizzare i tanti artisti di Ladispoli?

“I dipinti non sono in vendita durante l’evento. Se poi qualcuno fosse interessato, potrà contattare successivamente l’autore dell’opera. Caravaggio in vetrina ha lo scopo di accendere i fari sugli artisti di Ladispoli e Cerveteri e degli altri che arriveranno da varie località del Lazio. Ci sono tanti eccellenti pittori in zona che meritano un’adeguata valorizzazione con eventi dignitosi e bene organizzati. E’ questo uno dei miei obiettivi principali da quando il sindaco Alessandro Grando mi ha nominata delegata all’arte del Comune di Ladispoli. Tengo a precisare che l’iniziativa è totalmente gratuita, nessuno paga per esporre o ospitare i dipinti. Caravaggio in vetrina non costa un euro ai contribuenti”.

Quest’anno quante sono le opere esposte? E quanti artisti espongono? Sono in aumento rispetto all’anno scorso?

“Puntiamo a proporre almeno una cinquantina di riproduzioni ed interpretazioni dei capolavori di Caravaggio, obiettivamente non è sempre facile trovare artisti che si cimentino con le opere del più grande pittore italiano. Anzi, colgo l’occasione dalle pagine del vostro giornale di invitare chi volesse esporre una propria riproduzione di Michelangelo Merisi a farsi avanti, sarà il benvenuto”.

Sono previste nuove iniziative a Ladispoli per celebrare Caravaggio?

“Stiamo lavorando ad un altro importante ed innovativo evento per il mese di ottobre, lo sveleremo sabato 28 settembre nel corso della conferenza di presentazione di Caravaggio in vetrina. Sarà una bella sorpresa”.

Lei prima come giornalista ed ora come delegata comunale, è stata tra i primi a sostenere la battaglia per fare riconoscere Ladispoli come l’ultimo approdo di Caravaggio, quando nessuno ci avrebbe scommesso un euro. Mi sembra che quella battaglia abbia portato i suoi frutti.

“Quando mossi i primi passi, ormai più di dieci anni fa, ci furono battute di scherno. Poi i fatti ci hanno dato ragione, siamo partiti dalle ricerche del compianto professor Pacelli, docente dell’università Federico II di Napoli che per primo, con il suo libro ‘L’ultimo Caravaggio”, addirittura dalla metà degli anni novanta sollevò dubbi sugli avvenimenti che caratterizzarono gli ultimi giorni di vita del pittore lombardo. E’ stata una lunga storia di ricerche, di inchieste, il muro da abbattere non era facile. Poi la stampa nazionale si è occupata delle nostre iniziative, sostenute fortemente sia dall’ex sindaco Paliotta che dall’attuale amministrazione del sindaco Grando che scesero in campo in modo significativo. L’arrivo a Ladispoli prima del ricercatore Alberto Angela che realizzò nel 2020 a Palo la trasmissione ‘Una notte con Caravaggio’ e poi il film del regista Michele Placido ‘L’ombra di Caravaggio’ nel 2022, hanno certificato a livello internazionale la conferma dello sbarco nel luglio del 1610. Sì, con un briciolo di orgoglio, possiamo dire di aver vinto la battaglia sull’ultimo approdo. Noi, contrariamente a qualcun altro che parla senza sapere cosa dice, non diremo mai che Caravaggio è morto a Palo. Non abbiamo le prove. Così come non le ha realmente fondate Porto Ercole”.

Una battaglia che ha visto in prima linea la comunità artistica di Ladispoli. Con numerosi contributi e partecipazione a iniziative come questa. Come se lo spiega?

“Ribadisco che a Ladispoli c’è un fermento culturale ed artistico che andrebbe valorizzato ed incentivato con iniziative di spessore e decorose. Gli artisti sono stati i primi a comprendere l’importanza di lanciare il territorio nel dibattito sulle ultime ore di vita di Caravaggio, ci hanno affiancato partecipando sempre in modo massiccio agli eventi. Abbiamo chiamato questo cammino “’Progetto sui Passi di Caravaggio’ proprio per evidenziare come artisti, amministratori, cittadini e mass media potessero procedere fianco a fianco per vincere una battaglia utile anche all’immagine turistica. La frase storica del professor Vittorio Sgarbi: ‘Ladispoli è Caravaggio, Caravaggio è Ladispoli’ è la sintesi dei risultati ottenuti. Abbiamo realizzato, dal 2019 ad oggi, oltre 34 eventi e mostre dedicati a Caravaggio in tutto il Lazio, il bilancio è oltremodo positivo”.

Abbiamo detto che la comunità artistica ha sposato con convinzione la tesi dell’ultimo approdo di Caravaggio a Ladispoli. Secondo lei è successa la stessa cosa con la cittadinanza di Ladispoli? O c’è ancora da lavorare su questo?

“Il discorso è complesso. L’arte e la cultura non riempiono le piazze, non smuovono migliaia di spettatori, sono temi che debbono piacere ed appassionare. Noi avemmo la percezione che si potesse fare breccia in un giorno ben preciso. Organizzammo il 30 luglio di cinque anni fa il convegno, con annessa mostra dei quadri, dal titolo ‘Caravaggio, una falsa verità lunga 400 anni?’, nella convegni dell’Hotel Villa Margherita a Ladispoli. Era una giornata torrida, temevamo il flop. Ebbene, arrivarono oltre 350 persone, la direzione dell’albergo fu costretta a contingentare gli ingressi, fu un esordio clamoroso. L’opinione pubblica deve essere coinvolta con intelligenza, ci vorrà ancora tempo, ma passi in avanti per catturare l’interesse dei cittadini sono stati compiuti. Come ha fatto anche l’amministrazione installando la targa all’ingresso nord di Ladispoli in cui si ricorda che questa è la città dell’ultimo approdo. Siamo convinti che tra qualche anno tutto questo lavoro sarà utile e prezioso per le future generazioni, ora sui libri accanto alla tesi tradizionale della morte di Caravaggio a Porto Ercole, inizia anche ad esserci scritto che da Ladispoli viene fortemente proposta un’altra tesi. E dopo 455 anni credo non sia poco”.

 

 

 

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