Bambini costretti a giocare tra erba alta, selciato sconnesso ed arredi danneggiati. Con spuntoni di marmo ad altezza degli occhi. Uno scenario di profondo degrado sta suscitando la rabbia delle famiglie che frequentano il parco giochi di via Tirreni a Cerenova. Una delle aree verdi più grandi della frazione di Cerveteri che da tempo è abbandonato al degrado ed all’incuria, oltre che popolato da bande di giovanissimi spesso ubriachi nelle ore serali. Le mamme sono sul piede di guerra soprattutto avendo appreso che il parco di via dei Tirreni non è stato inserito nell’elenco dei giardini pubblici che saranno ristrutturati con i fondi del PNRR.

«È assurdo – si lamenta la signora Anna – che mio figlio debba giocare tra l’erba alta che spesso nasconde bottiglie rotte ed escrementi di cani, in uno spazio dove è pericoloso camminare anche per gli anziani. I passaggi pedonali sono sconnessi, le mattonelle mancano in più punti, per non parlare della sporcizia in ogni angolo. Perfino le sedute in marmo sono potenzialmente micidiali per i bimbi, essendo danneggiate da anni. Aggiungiamoci che ogni mattina le famiglie trovano disseminate in terra decine di bottiglie di birra abbandonate ogni notte da bande di ragazzini che bivaccano, approfittando che i cancelli del parco restano aperti. Chiediamo all’amministrazione comunale di intervenire rapidamente prima che qualche bambino si faccia male».
Sui social, oltre alle proteste, emergono varie proposte per risolvere un problema che riguarda tanti genitori di Cerenova. C’è chi suggerisce di chiudere al tramonto i cancelli come avviene per altri parchi giochi della frazione e chi invita ad installare le telecamere di sicurezza che sarebbero accese dopo il tramonto come deterrente alle scorribande delle teste. Tutti concordi che al giardino di via dei Tirreni serva un drastico restyling dell’arredo urbano. Ad accentuare ulteriormente il malumore delle mamme la presenza da anni di una discarica abusiva tra la vegetazione accanto all’ingresso del parco. Montagna di rifiuti che nessuno ha mai raccolto.

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