Aveva due grandi passioni. L’impegno nella politica e la sua Lazio. Ci ha lasciato, a 72 anni dopo una malattia inesorabile, Nardino D’Alessio uno degli ultimi esponenti di quella politica che tra gli anni settanta e novanta caratterizzò Ladispoli come uno degli esperimenti politici pilota che avrebbero poi condotto al cosiddetto bipolarismo. Democristiano storico, moderato da sempre, ha ricoperto tanti ruoli da assessore a consigliere comunale, fu uno dei promotori del primo compromesso storico alla guida di un Comune con l’accordo con l’allora Partito comunista. Consigliere comunale dal 1975 al 1980, dal 1984 al 1993 e dal 2007 al 2017, è stato un riferimento politico importante per il territorio, compreso il Partito Democratico nella parte finale della sua carriere amministrativa. Sarà ricordato anche per essere stato l’assessore al Turismo che realizzò la celebrazione del primo centenario della fondazione di Ladispoli, avvenuto nel 1988, seguendo contemporaneamente però anche lo sviluppo di quelle manifestazioni perno dello sviluppo del luogo. Amava la cultura come volano di rilancio del territorio, mai sopra le righe, era abruzzese vero, fu tra i pionieri che compresero la potenzialità di Ladispoli e la necessità di affrancarsi dal ruolo standard di spiaggia dei romani. Con la stampa ebbe sempre un rapporto di cordiale collaborazione, mai sopra le righe, un esempio per tanti esponenti amministrativi degli anni a venire. Con Nardino D’Alessio, dopo Amico Gandini, Augusto Fioravanti e tanti altri, salutiamo una parte importante ed indelebile della toria di Ladispoli, rappresentanti di quel modo di intendere l’impegno politico come un rapporto diretto con la gente. Siamo certi che da lassù continuerà a vegliare sulla sua Ladispoli che ha voluto immortalare in varie pubblicazioni a cui ha assiduamente contribuito in questi anni. Da Ortica Social un grande abbraccio a sua moglie Luana Bedin. Ciao Nardino, ci mancherai!
Gianni Palmieri

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