Come i volontari interpretano il loro ruolo civico? Quali sono le motivazioni che li spingono, le attese che ripongono nel loro impegno volontario, le criticità che rilevano e le opportunità che colgono nel compiere questa esperienza? Queste le domande a cui vuole dare risposta la ricerca Le volontarie e i volontari nel Giubileo. Indagine su esperienze, formazione e sfide del volontariato, affidata da CSV Lazio all’Università Roma Tre nell’ambito del progetto Vol.A in Rete e presentata ieri 4 dicembre 2025, in occasione della Giornata internazionale del volontariato, presso l’Area Multifunzionale del Dipartimento di Protezione Civile di Roma Capitale in Piazza di Porta Metronia 2 a Roma.
Un identikit dei volontari
L’indagine, condotta da un gruppo di ricerca del Dipartimento di Scienze della Formazione dell’Università Roma Tre guidato dal prof. Marco Catarci – Prorettore con delega ai rapporti con il Terzo settore – e dalla prof.ssa Lavinia Bianchi, ha approfondito il profilo, le esperienze, la formazione ricevuta e i bisogni formativi delle volontarie e dei volontari del Giubileo. Ne è emerso un volontariato intergenerazionale, istruito, eterogeneo caratterizzato da una prevalenza al femminile, un’età media di 45 anni (ma con un ampio range che va dai 17 e i 79 anni), un livello di istruzione medio-alto e una situazione occupazionale suddivisa tra studenti, lavoratori e pensionati. Sono volontari glocal: si considerano partecipi alla vita sociale e politica, si attivano sui territori e a livello locale, ma fanno propria una prospettiva globale.
Che siano alla prima esperienza o senior (l’83,5% sono volontari di ritorno) sono portatori di un impegno civico significativo per gli individui e per i territori e guardano all’impegno volontario come un’occasione di informazione e conoscenza, uno spazio di educazione non formale, di relazione e acquisizione di competenze, ma anche un percorso di crescita personale e – contributo collettivo che costruisce reti di sostegno e appartenenza- pratica di inclusione. Occasione anche per incrementare opportunità lavorative per i più giovani, strategia di trasformazione sociale con una dimensione politica più spiccata per i veterani.
L’evoluzione del volontariato, dentro e oltre il Giubileo
La ricerca offre uno spaccato in cui il Giubileo diventa più occasione e contesto che motivazione. Ma non restituisce una foto del volontariato, quanto piuttosto il quadro, eterogeneo e in movimento, di tanti volontari: un album di motivazioni eterogenee e di significati diversi attribuiti, quando non addirittura negoziati, in particolare dalle nuove generazioni. Conoscendo da vicino le volontarie e i volontari che in questo anno giubilare hanno scelto di partecipare per l’accoglienza dei pellegrini nell’ambito di Vol.A in Rete, la ricerca aiuta a leggere e comprendere le nuove traiettorie del volontariato ribadendo il valore della capacità di costruire ponti tra le generazioni. Ed evidenzia il bisogno di attrezzarsi proprio nei confronti dei più giovani: ad essere più accoglienti, più capaci di trasmettere valori, di creare situazioni di coinvolgimento, formazione, pratica in grado di abbattere le barriere alla partecipazione giovanile.
Le dichiarazioni
Mario German De Luca, Presidente CSV Lazio. «Questo percorso di ricerca può rappresentare per noi un metodo per concretizzare la nostra attenzione ai cambiamenti del contesto e del volontariato. Queste misurazioni ed indagini possono contribuire, infatti, a meglio adattare le nostre azioni alle necessità ed ai bisogni vecchi e nuovi. La ricerca ha individuato alcune piste di lavoro, suggerimenti per il futuro ben integrati con le direttrici emerse dall’analisi dei bisogni svolta su tutti i territori della regione per orientare la programmazione annuale del CSV Lazio. A partire dalla ricerca ciò che a noi interessa è come i nostri interlocutori vedono adesso e in futuro il ruolo e la funzione del volontariato e, perché no, anche come immaginano il rapporto degli enti pubblici con il volontariato e tutta la cittadinanza attiva».
Agostino Miozzo, Coordinatore servizi di accoglienza e assistenza per il Giubileo della Chiesa Cattolica 2025. «Un anno straordinario, vivace, forte, in cui abbiamo visto rappresentarsi motivazioni di partecipazione assai diverse, anche tra i giovani volontari. È sulle loro motivazioni – oltre che sulla formazione – che dobbiamo continuare ad investire. Ed è ai giovani che hanno partecipato a questo anno giubilare e al progetto che mi rivolgo: ragazzi, ricordate, mettete per iscritto ciò che è stato e che avete vissuto. Fra 25 anni ne rileggerete con soddisfazione, con nostalgia e con l’interesse di chi ha vissuto un momento straordinario».
Barbara Funari, Assessora Politiche Sociali e Salute di Roma Capitale. «Vol.A in Rete è stato il frutto di un percorso di coprogettazione non facile, di una sinergia che ha coinvolto la Protezione Civile, CSV Lazio e Forum Terzo Settore Lazio. Un percorso di amministrazione condivisa in cui abbiamo creduto, del quale vediamo i risultati con fatica, ma la cui complessità ne mostra il valore. Un grazie ai volontari e alle volontarie e ai ragazzi e alle ragazze in Servizio Civile che hanno quest’anno sostenuto i nostri servizi di accoglienza. Siamo certi che qualcosa di importante rimane, i dati ce lo raccontano. Ora occorre riflettere sulle proposte a venire, sul tema intergenerazionale, che è la nuova sfida, sulla creazione di spazi di partecipazione intergenerazionali, come è stata l’esperienza di Vol.A in Rete. Un impegno per l’amministrazione, per un lavoro che possa continuare oltre il Giubileo, nell’ottica dell’amministrazione condivisa, di un protagonismo sempre più collettivo».
Giuseppe Napolitano, Direttore Protezione Civile di Roma Capitale. «Sono profondamente arricchito dall’esperienza di questo anno straordinario, in cui si è guardato al volontariato tutto, mettendo insieme le diverse anime ed esperienze. Per questo ritengo sia stato importante come Dipartimento di Protezione civile lavorare affianco del Dipartimento delle Politiche sociali. E il risultato di questa diversità è stato straordinario. Sono fiducioso per il futuro del volontariato: non riesco a non essere ottimista sul coinvolgimento dei giovani, perché motivazioni che possono essere anche individuali in base al tipo di contesto, diventano etiche, e il contributo dei ragazzi in Servizio Civile ce ne ha dato lungo il percorso una conferma».
Francesca Danese, Portavoce Forum Terzo Settore Lazio. «I giovani partecipano, credono in un volontariato politico di cambiamento del proprio quartiere, della propria città, c’è il ritorno a una generazione impegnata sulla dimensione internazionale. I giovani che emergono dalla ricerca sono, però, giovani che frequentano l’università o hanno un master, ma i dati sottolineano che sulla predisposizione al volontariato pesano la crisi economica e la povertà in aumento. La speranza è che insieme si riesca a raggiungere, ad accogliere e a coinvolgere tutti quei giovani che non studiano e non lavorano, anche lavorando su noi stessi per una sempre maggiore accoglienza».
Vol.A in Rete è il progetto di accoglienza dei pellegrini per il Giubileo 2025, promosso dal Dipartimento Protezione Civile e dal Dipartimento Politiche Sociali e Salute presso l’Assessorato Politiche Sociale e Salute di Roma Capitale e realizzato da CSV Lazio ETS e Forum Terzo Settore Lazio in collaborazione con una vasta rete di realtà associative locali.

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