di Anna Maria Onelli
Non avevo mai visto giovani adolescenti liceali applaudire calorosamente e manifestare piena approvazione per una performance teatrale creata e rappresentata da allievi, non ancora preadolescenti. Solitamente li considerano troppo piccoli per assumerli come “maestri di vita”.Eppure, l’11 dicembre 2025, gli alunni della classe V^A, frequentanti l’Istituto Comprensivo di Manziana, dirigente scolastico Renza Rella, preparati magistralmente dall’insegnante Palmira Praia, hanno esportato il loro spettacolo “Bulli sbagliati “calcando le scene del palco teatrale del liceo Ignazio Vian, dirigente scolastico Lucia Lolli. Qui, nell’Aula Magna, la vicepreside Gaetana Carotenuto, i rappresentanti del team antibullismo, Orsola Gallo e Ilaria Canuti, insieme a una moltitudine di giovani liceali, hanno calorosamente accolto e applaudito questa “Compagnia di Fantattori” che, guidati dall’ insegnante Palmira, introdotti dalla loro vice preside Loredana De Rosa, hanno dato il via ad uno show colmo di gag e simpatiche battute. Con una performance divertente hanno affrontato il tema del bullismo, della sofferenza che le azioni aggressive procurano alle vittime, concludendo con un messaggio di speranza verso un cambiamento che è comunque possibile.
La storia si svolge in un quartiere malfamato di Roma, tra i banchi di una classe troppo “vivace”, troppo “bulla” da poter sopportare le parole di Cesarino che dichiara apertamente il desiderio di voler uscire da un quartiere e da una famiglia di malviventi, lui vuole andare a scuola e addirittura vuole fare l’insegnante. Ma questo suo voler essere diverso dal gruppo dei bulli non fa che renderlo vittima, oggetto di derisione “sei un fallito, sei un rospo, non vali niente”; frasi offensive a raffica che distruggono gradualmente la sua autostima.
Sarà l’arrivo di un nuovo maestro a rovesciare la situazione, sfidando quella classe di bulli, convincendoli che è sempre meglio andare a scuola anziché rubare, concludendo con le parole: “un atteggiamento prepotente non giova mai. Voi non siete bulli-bulli, ma bulli sbagliati e io vi ho smascherato!”
Con questo spettacolo la continuità verticale ha fatto un balzo in avanti, saltando completamente tre anni di scuola media e approdando in una scuola di secondo grado per dimostrare ai liceali quanto sia difficile uscire da un gruppo di bulli, ribelli a ogni regola, diseducati da una famiglia che emerge solo come esempio negativo. In tal caso la scuola e un insegnante preparato possono fare la differenza: basta con i messaggi denigratori o minacciosi dei bulli, trattiamo tutti con rispetto e gentilezza evitando di molestare, infamare, isolare o causare a qualcuno disagio, paura, umiliazione, esclusione.
È importante che alunni e i genitori segnalino eventuali casi di bullismo al Referente del team antibullismo, presente in ogni scuola con il compito di collaborare con gli insegnanti sulle questioni relative al fenomeno; di monitorare i casi di bullismo/cyberbullismo e di mantenere i rapporti con le figure del territorio coinvolte nelle strategie antibullismo della scuola: psicologi, forze dell’ordine, assistenti sociali, pedagogisti, …
(Indicazioni normative: Linee di Orientamento adottate nel 2021 dal Ministero dell’Istruzione per la prevenzione e il contrasto del bullismo nelle scuole; Legge n°70/2024 sul bullismo e sul cyberbullismo, che ha riformato la precedente legge n°71/2017)


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