Nell’anno appena concluso Ladispoli si è confermata una città di donatori di sangue. Superando tutti i record nella raccolta del prezioso plasma, rivelandosi in cima alla classifica della provincia di Roma come media demografica, capitale ovviamente esclusa. I dati riguardanti il 2025 hanno ribadito la bontà del lavoro dei volontari dell’Avis, coordinati dal presidente Salvatore Vernata, che nella moderna sede di via Vilnius hanno raccolto quasi 800 sacche di sangue. Un risultato eccellente che rivela come a Ladispoli la donazione sia particolarmente sentita dalla popolazione, esiste una base solida di persone che si è addirittura implementata dalla fine della pandemia, ribadendo un forte messaggio di solidarietà con un gesto che può salvare una vita. Il trend è chiaramente in crescita dalla fine della pandemia, nel 2021 furono raccolte 389 sacche, 515 nel 2022, 600 fu il risulto del 2023. Nel 2024 era stata raggiunta la soglia delle 730 sacche di sangue, un risultato straordinario considerando la media della popolazione di Ladispoli.
«Sono dati lusinghieri – afferma il presidente della sezione Avis, Salvatore Vernata – che ci lusingano e ci spronano a lavorare sempre meglio per incrementare la raccolta di sangue che in Italia spesso vive momenti di difficoltà. Un traguardo che non avremmo potuto raggiungere senza la preziosa adesione dei tanti volontari di Ladispoli e località limitrofe. Invitiamo le persone a continuare a partecipare alle nostre iniziative, viviamo tempi difficili nei quali la solidarietà è fondamentale. Cogliamo l’occasione per ringraziare l’amministrazione comunale che ha messo a disposizione della nostra associazione la moderna ed attrezzata sede di via Vilnius dove i donatori sono accolti in un ambiente confortevole e familiare».
L’aspetto oltremodo positivo della vicenda è la partecipazione delle nuove generazioni.
«I giovani – prosegue il presidente Vernata – sono ricettivi e sempre pronti a scendere in campo per iniziative dal profondo valore sociale. Sono lo strumento migliore per far arrivare alle famiglie il messaggio della valenza della raccolta del plasma che salva vite umane».

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