Per chiedere scusa nella vita occorrono coraggio ed umiltà. Doti che non mancano a Luca Ciaccia, portiere del Città di Cerveteri che a fine partita, domenica scorsa a Ladispoli, si è recato sotto il settore ospiti per ringraziare la propria tifoseria per il goal subito nel finale che è costato una immeritata sconfitta nel derby. Un gesto da uomo vero che si assume le proprie responsabilità. Un gesto che il popolo verdeazzurro ha apprezzato, la risposta dei tifosi è stata di grande incoraggiamento nei confronti di un portiere che, giornata dopo giornata, sta dimostrando personalità, attributi e qualità da numero uno di categoria superiore. L’errore pesa, inevitabilmente, perché arrivato in quella che per i cerveterani rappresenta la partita della vita: una sfida che, come noto, va ben oltre il semplice valore calcistico.
«Per i tifosi sono molto amareggiato – dice Ciaccia – non meritavano questa sconfitta. Ho avuto un colpo d’occhio favoloso: un settore colorato di sciarpe e bandiere, non sembrava di essere nei dilettanti. Ci hanno dato una carica incredibile, lo fanno ogni domenica. Cerveteri è una piazza importante, la passione per la squadra si sente tantissimo. Questi tifosi meritano davvero tanto, sono il dodicesimo uomo in campo. A fine partita mi sono avvicinato a loro: ho visto volti delusi, ma anche fiduciosi. Dobbiamo rialzarci subito, domenica serve il loro apporto per battere il Pianoscarano. C’è voglia di riscatto, di riprenderci quanto lasciato a Ladispoli».

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