di Anna Maria Onelli
La dirigente scolastica dell’Istituto Paritario Salvo D’Acquisto, Lucia Dutto, consapevole che l’intelligenza artificiale (I.A.) è ormai una delle più affascinanti e promettenti aree della tecnologia moderna, ha più volte invitato l’esperto Luca Lestingi per approfondirne gli aspetti con gli studenti dell’indirizzo tecnologico. Nell’Aula Magna dell’Istituto, il 21 gennaio 2026, oltre agli studenti, erano presenti i docenti e alcuni ufficiali e sottoufficiali esperti manutentori di aeromobili, che utilizzano i principi dell’I.A.

L’ingegnere Luca Lestingi, consulente sulla protezione dei dati personali e divulgatore scientifico, ha già scritto tre libri sul tema dell’Intelligenza Artificiale, trattasi di una trilogia dal titolo “Intelligenza Artificiale:un salto quantico!” Quando egli parla di “salto quantico”, usa l’espressione in senso metaforico per indicare il passaggio che dovremmo compiere, da un uso tradizionale della tecnologia a un nuovo modo di pensare, imparare e vivere grazie all’I.A. che possiamo intendere come “la capacità di un sistema di mostrare competenze umane quali il ragionamento, l’apprendimento, la pianificazione e la creatività”. Dunque non si tratta di un salto puramente fisico, ma di un salto di consapevolezza in modo da rendere l’I.A.uno strumento amplificatore dell’intelligenza umana.Ciò significa non considerarla, a scuola,solo una scorciatoia utile nell’elaborazione dei compiti, dei temi, dei riassunti, delle traduzioni; evitiamo che essa si sostituisca al nostro pensiero riflessivo e critico, non consentiamole di “spegnerci il cervello”. Piuttosto, utilizziamola in modo attivo e consapevole, come stimolo e non come scorciatoia; trasformiamola in un alleato per pensare meglio e non per smettere di pensare. Siamo di fronte a una tecnologia complessa e potente, che suscita domande profonde sulle sue implicazioni etiche, sociali ed economiche, ma offre anche straordinarie opportunità d’innovazione e progresso. Lestingi invita gli allievi ad interrogarsi sul proprio futuro.Come prepararsi a convivere con i sistemi intelligenti entrati nelle nostre vite, rivoluzionandone l’educazione, la giustizia, la salute, l’arte, il nostro modo di pensare? Quindi ne evidenzia i rischi, le sfide, le opportunità: come l’I.A. potrebbe cambiare il mondo del lavoro? Che ne sarà della nostra creatività? quali rischi corriamo di essere manipolati, di subire il controllo delle masse e di non essere più padroni delle nostre scelte? Se le macchine potranno decidere per noi,quali diritti dovremmo tutelare? Molti sono i dilemmi sociali e i rischi etici ma è certo che l’I.A.è uno strumento potentissimo che favorisce l’innovazione, che può potenziare la creatività, aiutare a risolvere problemi reali, ampliare le capacità cognitive, purché la utilizziamo con la coscienza di non offendere ma di salvaguardare sempre la centralità e la dignità di ogni essere umano. Si pensi al ragazzo che, dopo aver visto una foto della sua fidanzata abbracciata ad un altro, lo ha ucciso in classe. Una tragedia recente nata da una foto che era stata manipolata con l’I.A. È fondamentale imparare a gestire l’I.A. con responsabilità personale,verificandole fonti, la verità e i dati di ciò che essa produce,per non diffondere false informazioni. Nell’utilizzarla è importante sia adottare il principio di trasparenza, senza spacciarci per autori di un prodotto frutto dell’algoritmo, sia riconoscere che essa ci serve per imparare meglio, non per evitare di imparare ingannando, copiando o evitando lo sforzo. Nell’apprendimento utilizziamola, dunque, come stimolo, non come scorciatoia. L’Intelligenza Artificiale non ci è estranea perché impara velocemente da noi,traendo i dati grezzi da internet, dalle ricerche che facciamo, da ciò che noi postiamo sui social, dai like, dai cookie che autorizziamo, dalle nostre visualizzazioni video, ma i dati non sono scienza, sono come mattoni che non fanno la casa. Sono gli algoritmi che, guidati dall’Intelligenza Artificiale, trasformano queste grandi quantità di dati in conoscenza utile. Anche nei social, nelle piattaforme digitali (FB, Instagram, Twitter) è entrata l’Intelligenza Artificiale,consentendo una profilazione dettagliata degli utenti che è utilizzata per proporci contenuti e campagne pubblicitarie mirate, adeguate ai nostri gusti; talora ci fornisce anche false risposte pur di accontentare i nostri desiderata. Così noi, sommersi da tante informazioni, più che aumentare il patrimonio conoscitivo, aumentiamo il tempo in cui rimaniamo collegati, a vantaggio delle piattaforme. Due aspetti andrebbero considerati:
- l’Intelligenza Artificiale con cui oggi noi ci confrontiamo è “debole”,nel senso che è in grado di svolgere solo compiti specifici (tradurre, generare testi, riconoscere immagini), dipende dai dati con cui è stata addestrata. Dunque non sa, non pensa, non giudica, non possiede empatia, né coscienza, né responsabilità morale pertanto non possiamo assumerla né come “psicologo personale”, né come rimedio alla solitudine.
- È certo che essa si accompagna a tanti soldi e tanto potere. È aumentato il numero dei miliardari del web tra cui Jensen Huang, Elon Musk, Jeff Bezos, Mark Zuckerberg, Sundar, che guidano aziende capaci di cavalcare l’enorme crescita dell’I. A.che per continuare a svilupparsi e diventare “forte”ha bisogno di terre rare, di dispositivi e server ad alta potenza energivora.
Così, la Groenlandia, è divenuta uno snodo vitale per le nazioni,sia perché contiene alcune riserve di terre rare tra le più grandi al mondo, sia perché il suo clima artico consente un raffreddamento naturale e gratuito per i data center che se posti lì, tra la neve e il gelo, riducono enormemente i costi dell’energia e l’impatto ambientale. È stata una mattinata intensa di domande e risposte, in cui questi allievi, “nativi digitali,” non hanno mai perso l’attenzione. La scuola potrà insegnare loro a cavalcare in maniera intelligente questa rivoluzione evitando che li sommerga. Sta a noi adulti accompagnare i giovani in questo viaggio senza paventare un nuovo luddismo, che vede nella tecnologia l’origine di tanti mali come la disumanizzazione, la perdita di lavoro,la distruzione delle culture tradizionali, la degradazione dell’ambiente e dell’essere umano.
(Le foto sono state scattate da Anna Maria Onelli)

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