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A Ladispoli è iniziata la campagna elettorale, liste civiche già in campo, Centro destra in cerca di chiarezza, Centro sinistra diviso tra Loddo ed Ascani

A Ladispoli è iniziata la campagna elettorale per il rinnovo del Consiglio comunale previsto tra un anno. Qualcuno potrebbe obiettare che forse è troppo presto, ma sarebbe un modo di ragionare vecchio e teso soltanto a temporeggiare con la classica frase che esporsi ora vorrebbe dire “bruciarsi” politicamente. Il mondo è cambiato, i cittadini vogliono sapere subito chi saranno i candidati a sindaco, quali coalizioni si confronteranno alle urne, quali proposte per la crescita di Ladispoli saranno avanzate. Il nostro giornale è dell’idea che l’attendismo non serve a nulla, anzi contribuisce ad allontanare la gente dalla politica, nel 2026 non più tempo di riunioni ristrette, stanze dei bottoni, tatticismi da prima repubblica. I social, il web, la rete sono i campi di battaglia contemporanei per spiegare agli elettori quale progetto si abbia in mente per la corsa alle urne. In questo scenario, per ora, a Ladispoli sembrano essere tre i protagonisti dell’imminente battaglia elettorale che si prospetta dura, arcigna, a tratti politicamente fratricida. A rompere ogni indugio sono state le liste civiche di riferimento del sindaco Alessandro Grando che hanno già rivelato quasi tutti i simboli che presenteranno al giudizio degli elettori, confermandosi in un’area moderata e di centro destra. Uno schieramento, da quello che si è potuto comprendere, vasto, di natura civica, che si pone l’obiettivo di calamitare l’interesse di tutti quei cittadini che non si riconoscono più nei partiti tradizionali e vogliono a livello locale avere dei referenti diretti e non lontani, chiusi nelle stanze della politica romana. Sul piatto della bilancia le liste civiche metteranno i risultati ottenuti negli ultimi due lustri dall’amministrazione comunale del sindaco Grando, chiedendo continuità per proseguire il lavoro. Con un altro candidato a sindaco dato che la legge impedisce a Grando di potersi riproporre per lo scranno più alto di piazza Falcone. A giorni, probabilmente, si potranno conoscere ulteriori dettagli su questo schieramento civico composto per ora da otto liste. L’obiettivo è evidente, raccogliere un vasto consenso popolare e chiudere la partita al primo turno. Soprattutto se il Governo dovesse introdurre la modifica alla legge elettorale, stabilendo che si può vincere senza ballottaggio se si supera la quota del 40% dei consensi. Secondo protagonista in scena è il Centro destra tradizionale che vede insieme, per ora, Fratelli d’Italia, Forza Italia e Lega. Partiti che però saranno chiamati a sciogliere alcuni nodi che si stanno attorcigliando con il serio rischio di confondere l’elettorato e rivitalizzare un Centro sinistra di cui parleremo più avanti. E’ palese, ma lo sanno anche loro, che se le liste civiche del sindaco Grando ed i partiti di Centro destra riuscissero a trovare un accordo programmatico ed elettorale la partita sarebbe probabilmente chiusa da subito. Soprattutto con una eventuale nuova legge elettorale. Ma gli ostacoli, per quanto possa sembrare surreale, sono molteplici e talvolta difficili da spiegare all’elettorato di Centro destra di Ladispoli. Usando la logica, dovrebbe essere conseguente che Fratelli d’Italia e Forza Italia, partiti che fanno organicamente parte dell’attuale maggioranza, non dovrebbero trovare difficoltà ad allearsi con le liste civiche con cui governano quasi da dieci anni. Eppure non sembrerebbe essere così. Tra personalismi, rivalse, antichi rancori, dispetti e problemi mai sanati, le due coalizioni avrebbero già intrapreso strade differenti. Un film già visto non lontano da Ladispoli in città come Civitavecchia e Cerveteri dove le divisioni nel Centro destra hanno regalato la guida del Comune alla Sinistra. Nelle prossime settimane dovrebbero svolgersi alcuni confronti diretti che potrebbero chiarire la situazione e spiegare al vasto elettorato di Centro destra di Ladispoli se si troverà una convergenza su un candidato a sindaco capace di garantire rispetto ed equilibrio tra tutte le componenti moderate. In questo scenario quello che stona è l’assordante silenzio dei dirigenti politici romani che, pur avendo chiaro che si sta viaggiando verso una pericolosa frattura nel Centro destra, per ora non sembrano interessati ad intervenire. Anzi, in alcuni casi, offrono la brutta impressione di soffiare sul fuoco delle divisioni, avallando legittime ma improponibili ambizioni personali di qualcuno che ha i piedi politicamente in due staffe. Ovvero, è parte importante della maggioranza ma al tempo stesso ne prende le distanze. Senza però rinunciare agli incarichi. Un dato di fatto è incontrovertibile, il Centro destra nella sua complessità avrebbe i numeri per vincere le elezioni comunali al primo turno considerando la potenza delle liste civiche del sindaco Grando ed il valore aggiunto nelle urne che porterebbero i partiti tradizionali. Andare divisi sarebbe politicamente pericoloso soprattutto per Fratelli d’Italia, Forza Italia e Lega che alle elezioni comunali del 2022 complessivamente non andarono oltre il 20,6% dei consensi. Le tre liste civiche di Grando arrivarono al 34,8% dei voti, un numero che dovrebbe far riflettere considerando che tra un anno potrebbero anche una decina. Chi assiste alla finestra al valzer nel Centro destra è sicuramente la Sinistra di Ladispoli, uscita con le ossa rotte dalla consultazione amministrativa di cinque anni fa. Notizie ufficiali non sono trapelate, il Centro sinistra viaggia a fari spenti, in realtà una vera guerra sarebbe scoppiata attorno al Partito democratico. Secondo quanto trapelato, sarebbero due le anime arrivate al confronto interno sul nome del candidato a a sindaco che sarà probabilmente targato PD. Una corrente spingerebbe per sostenere l’ex assessore Giuseppe Loddo, amministratore di esperienza che nel 2017 quando si candidò a sindaco con una lista civica ottenne un lusinghiero 10,98% dei consensi. Contrapposta a Loddo ci sarebbe la candidatura di Federico Ascani, esponente storico del Partito Democratico, che rappresenterebbe un’inversione di tendenza con il tentativo di aprire alla società civile. Altri cavalli in gara per ora non sembrano essere all’orizzonte anche se, per evitare lacerazioni intestine, alla fine il PD potrebbe optare per proporre nuovamente la consigliera comunale Silvia Marongiu che nel 2022 ottenne l’11,4% nonostante il Centro sinistra fosse stato svuotato dalle liste civiche di Alessio Pascucci, ex sindaco di Cerveteri. E proprio l’ombra di Pascucci aleggia sull’area progressista e di Sinistra, il diretto interessato non ha mai smentito di volersi ricandidare a Ladispoli, ma potrebbe essere tentato di cimentarsi nella competizione anche alla luce delle divergenze nel PD. Di altri partiti del Centro sinistra non ci sono per ora tracce, il Movimento 5 stelle sembra essere fuori dai radar, cinque anni fa non racimolò che 453 preferenze. La partita è insomma aperta, i cavalli che scalpitano sono già tanti, alcuni di bandiera, altri mossi di ambizioni personali. I nomi reali probabilmente usciranno prima dell’estate e ci avvieremo verso una lunga, combattuta e complessa campagna elettorale. Sperando che qualcuno usi la testa e non i rancori personali.

                                                                 G.P. 

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