A Cerveteri la maggioranza di Centro sinistra non c’è più. Anzi, sopravvive ancora ma si regge su veti trasversali, dispetti, sospetti, in un clima che il Consiglio comunale di ieri sera ha palesemente evidenziato. Sono due i protagonisti che escono con le ossa politicamente rotte dalla seduta terminata a notte fonda, nella quale è stato approvato con il fiatone e per un solo voto il bilancio di previsione. Esce ulteriormente ridimensionata il sindaco Elena Gubetti che non è riuscita a far approvare dalla sua scombiccherata e litigiosa maggioranza un suo emendamento al documento contabile programmatico, ricevendo un secco rifiuto dall’ala civica della coalizione che ormai influenza in modo decisivo ogni azione amministrativa. Nemmeno a colpi di sospensioni la prima cittadina è riuscita a farsi approvare l’emendamento, alla fine lo ha ritirato arrendendosi ancora una volta a quel resta della maggioranza. Ma chi esce politicamente devastato e ridimensionato dall’assise civica è il Partito democratico di Cerveteri. Che in settimana aveva urlato con un veemente intervento sulla stampa del segretario locale Fabio D’Annunzio che aveva paventato scenari inquietanti, segnalando come la base del PD fosse ormai disaffezionata nei confronti di un’amministrazione e come fossero in atto meccanismi particolari e personalistici. Qualche tempo fa il Partito democratico aveva rivendicato l’incarico della vice presidenza del Consiglio comunale. Minacciando fuoco e fiamme in caso di mancata assegnazione del ruolo ad un proprio consigliere. Ieri sera, nel silenzio assordante del Partito democratico, è stato eletto vice presidente dell’assise civica un esponente dell’opposizione, il ruolo è andato a Luca Piergentili che ha ottenuto tutti i voti della minoranza e cinque dei consiglieri della maggioranza. Uno sgarbo politico forte e chiaro al Partito democratico che, pur manifestando disagio nei confronti della maggioranza, resta ben ancorato sulle poltrone del Granarone. Mancano dodici mesi alle elezioni comunali, Cerveteri rischia la paralisi amministrativa a colpi di veti incrociati se qualcuno non prenderà atto che continuare a governare in questo modo significa soltanto aggravare una situazione già molto precaria.

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