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Mamma, si è sgonfiato il pallone!

di Ugo Russo

Con il titolo sopra non abbiamo inteso avvertirvi che, dopo tanti anni dal primo film “Mamma ho perso l’aereo”, cui ha fatto seguito un buon numero di pellicole fortunate soprattutto dal punto di vista degli incassi al botteghino, era in uscita un sequel dei medesimi. No, qui le “sfere” se le sono sgonfiate, e forse definitivamente rotte, i tifosi che in questo gruppo avevano per l’ennesima volta creduto, sbagliando; a uscire è stata ancora la nazionale italiana di calcio dai mondiali, la tanto lavativa nazionale dove, con tutti i soldi che diamo a scarsissimi giocatori indigeni, non solo dovremmo essere sempre in lizza per vincerli, i mondiali, ma perdiamo da squadre talmente modeste che invece i citati “scarsissimi” dovrebbero batterle ogni volta 5 a 0. Perché sono loro, i nostri, ma è quasi una vergogna chiamarli  tali, i modesti con la M maiuscola. Si dice che con questa inopinata, ma da non pochi attesa, eliminazione l’Italia per la terza volta non parteciperà alla rassegna iridata. Macché, se consideriamo che nel 2010 e nel 2014 siamo stati cacciati dopo il primo turno (in Brasile ci eliminò addirittura la Costarica), dal campionato del mondo vinto nel 2006 non riusciamo più ad essere protagonisti, ergo da ben 20 anni!!! E la cosa più brutta è che da questa edizione le partecipanti alla fase finale sono state portate a 48 (!!!!!!!!!!!!!) e volete qualche nome di chi parteciperà, a parte le blasonate che si sono tutte qualificate? Nuova Zelanda, Uzbekistan (!!!!!!!!!!!!!), Giordania (!!!!!!!!!!!!!!!!!!), Australia, Ecuador, Egitto, Capo Verde (!!!!!!!!!!!!), Qatar, Senegal, Panama (!!!!!!!!!!), Curacao (!!!!!!!!!!!!!), Haiti (!!!!!!!!!!!!!!), Repubblica del Congo U(!!!!!!!!!!), Iraq. E i nostri giocatori? A  seguire le partite dal divano di casa. Oppure impegnati in lussuose e prolungate vacanze. Questo quando ancora certe piattaforme televisive invitano ad abbonarsi per seguire il nostro insulso campionato con lo slogan “assisti al più grande spettacolo del mondo”!!!!!!!!! Dove, per inciso, i big-matches di ogni giornata sono i più brutti e fanno spesso registrare zero tiri in porta!!!!!!!!!!!!!!!! Ma torniamo ai mondiali e all’assenza assoluta della nazionale italiana per la terza volta di fila. Mettiamoci pure che la rappresentativa azzurra del pallone manca dai Giochi olimpici da ben quattro edizioni e la frittata è girata e rigirata. E al proposito hanno fatto letteralmente scalpore le dichiarazioni del dimissionario (e non, almeno in un primo momento dopo la debacle, di sua volontà) presidente federale che, dicendo poi che le sue parole erano state mal interpretate, ma erano sembrate talmente chiare da sollevare gli animi dei più quotati campioni italiani dei vari sport, ha affermato che nelle altre discipline sportive si vince (e ormai in continuazione, solo il calcio resta perennemente al palo) perché sono sport dilettantistici. Ma la cosa ancora più grave è stato il riferimento economico: “Il governo, la politica hanno abbandonato il calcio negandogli da tempo utili e determinanti sovvenzioni”. Forse il signor Gravina ha dimenticato che quattro anni fa il governo destinò un miliardo di euro allo sport, miliardo fagocitato COMPLETAMENTE dal calcio di serie A mentre zero euro furono destinati alle altre attività sportive. Solo che ogni 4 anni improvvisamente scopriamo che esistono e chiediamo loro medaglie, medaglie e ancora medaglie. E loro rispondono presente; vinciamo praticamente dappertutto e in tutti gli sport, manca forse soltanto l’arrampicata ma ci stiamo attrezzando! Il calcio invece…

Qualcuno dice: “Però pochi anni fa abbiamo vinto l’Europeo”. Certo, in pieno Covid e nell’edizione più scarsa mai giocata della rassegna continentale, con tante nazionali che erano impegnate in radicali ricambi generazionali (di cui ora raccolgono i frutti) mentre noi non ci pensavamo  proprio, favoriti, gli italiani, da alcune decisive decisioni arbitrali, da situazioni fortunate e da un super Donnarumma. Vedendo giocare ora l’Italia del pallone si riescono a rivitalzzare e a far sentire forti anche nazionali che non hanno alcuna storia e zero significato in questo sport. Come il Galles e il suo allenatore Bellamy che, eliminato ai rigori qualche giorno prima in casa dalla Bosnia, ha recriminato a suon di parolacce dopo aver visto il Paese balcanico estromettere l’Italia dal mondiale. In buona sostanza Bellamy ha rimpianto aspramente l’occasione perduta perché con un’Italia così malmessa anche il suo Galles avrebbe tranquillamente vinto”! IN QUESTO TRAGICO DECADIMENTO QUELLO CHE APPARIREBBE ANCORA PIU’ VERGOGNOSO SAREBBE ACCETTARE UN RIPESCAGGIO DA PARTE DELLA FIFA, MAGARI PER SOSTITUIRE L’IRAN CHE QUASI SICURAMENTE NON PARTECIPERA’. SE NON CI SONO STATI ONORE E DIGNITA’ SUL CAMPO ALMENO RISCOPRIAMOLI IN ALTRE FORME!!!!!

Pare invece che finalmente in casa azzurra si voglia cambiare registro: dimissioni in blocco dei vertici federali, di dirigenti e dell’allenatore Gattuso. A fine giugno l’elezione del nuovo presidente: ci sono alcuni ex calciatori che si candideranno (Rivera, Paolo Maldini, Bergomi), e ancora Abete, qualcuno sta cercando di convincere Beppe Marotta, indubbiamente il più grande dirigente di calcio che abbiamo, ma il suo ruolo di presidente dell’Inter, così gratificante e prestigioso, difficilmente lo lascerà o potrà lasciarlo. Il candidato più gradito sembra essere Giovanni Malagò, una garanzia, come ha dimostrato in tanti anni  in cui ha diretto magistralmente il CONI e organizzato in maniera fantastica la recente Olimpiade della neve per normodotati e paralimpici di Milano-Cortina. Sarebbe sicuramente la persona più adatta su cui contare per risollevare le sorti di questo malridotto mondo del calcio italiano. Ma cosa fare? Alcuni consigli del sottoscritto? Intanto gli addetti ai lavori dovrebbero fermarsi il tempo che serve a studiare i correttivi, ognuno a dare il proprio parere con la speranza che sia utile alla causa. Non sarebbe male ridurre il numero delle squadre del maggiore e degli altri campionati professionistici in modo da diminuire le partite per ogni  stagione; si darebbe così più spazio ai raduni della nazionale; per trovare nuova linfa e un buon numero di calciatori italiani, avendo la possibilità di una discreta scelta, ripristinare le figure degli scopritori di talenti che prendono il bambino a 10 anni, gli fanno fare tutta la trafila delle giovanili e a 20 anni sfornano campioncini pronti a esordire in prima squadra. Ergo, ridare vita ai vivai; munirsi di preparatori che sappiano allenare al meglio i  giocatori, preservandoli il più possibile dagli infortuni; ridimensionare di molto il monte-ingaggi delle varie società: questi calciatori, ora come ora e quasi tutti, non meritano neppure la decima parte di quello che percepiscono e i procuratori devono eliminare le parole bonus e certi roboanti “arrotondamenti” che pretendono. Un sogno? No, se ci si metterà tutti a collaborare per favorire la rinascita e se si elimineranno finalmente convenienze personali. Altrimenti tra quattro anni ci ritroveremo a parlare delle stesse, nefaste cose. Diceva il buon Nereo Rocco, grande saggio del calcio: “Speremo de no”!

Buona Pasqua a tutti!!!

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