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Campagna elettorale al via a Ladispoli, Centro destra civico in pole position

Tra un anno esatto, se saranno confermate le indiscrezioni provenienti dalla capitale, saranno convocate in anticipo le elezioni amministrative per evitare la concomitanza con la tornata politica nazionale. In questo scenario sarà coinvolta anche Ladispoli, chiamata ad eleggere il sindaco dopo i due mandati di Alessandro Grando a capo della coalizione di Centro destra con forte connotazione civica. Con largo anticipo ad aprire la campagna elettorale è stato proprio quello che chiameremo Centra destra civico, di fatto già pronto con le proprie liste a chiedere la fiducia agli elettori. Sono per ora otto, ma potrebbero essere almeno dieci, le liste civiche che tenteranno di chiudere la partita al primo turno, ipotesi che sarebbe ancora più probabile in caso di modifica della legge elettorale per cui sarebbe sufficiente il 40% di voti per non effettuare il ballottaggio. I numeri, riferiti alle amministrative del 2022, parlano molto chiaro, all’epoca tre liste civiche di Centro destra ottennero il 34% dei consensi. Con una vasta alleanza di otto liste facile prevedere un aumento dei voti, ricordando anche che in questo schieramento saranno presenti candidati a consigliere comunale in grado di calamitare tantissime preferenze. Inoltre, non sarebbe da escludere l’ipotesi che almeno un paio di partiti politici di area potrebbero entrare nel Centro destra civico, rendendo il progetto ancora più vincente. In questo scenario, nel Centro destra c’è da comprendere cosa realmente vogliano fare Fratelli d’Italia e Lega da una parte, Forza Italia dall’altra. Eh sì perchè esisterebbero due posizioni palesemente antitetiche all’interno dei partiti classici del Centro destra di Ladispoli. Secondo quanto trapelato, infatti, mentre all’interno di Forza Italia ci sarebbero due correnti che starebbero tentando di trovare un accordo per aprire un dialogo costruttivo con il Centro destra civico, nonostante le bizze di qualcuno, in Fratelli d’Italia e Lega le posizioni sarebbero molto più nette. Vicine alle chiusura di qualsiasi ipotesi di intesa, spesso offrendo l’idea che i problemi non siano di natura programmatica bensì meramente personali. Una posizione che, qualora fosse confermata, sarebbe bizzarra soprattutto per Fratelli d’Italia che fa parte dell’attuale maggioranza con le liste civiche, vantando anche l’importante incarico di vice sindaco. Buon senso suggerirebbe, se non si è più d’accordo con una coalizione, di congedarsi e scegliere un’altra strada. Discorso diverso per la Lega che non ha rappresentanza in Consiglio comunale e sembra totalmente contraria ad un accordo con le liste civiche che fanno riferimento al sindaco Grando. Da alcune settimane sono iniziati incontri tra i vari partiti del Centro destra classico, l’impressione è che dietro tanti buoni intenti e belle parole si celino problemi, vedute politiche diverse, posizioni spesso incomprensibili. Nei prossimi giorni dovrebbe avvenire l’incontro spartiacque di tutta la situazione, se liste civiche e partiti di Centro destra riusciranno a mettersi seduti allo stesso tavolo si potrà avere un’idea più chiara della situazione. E’ ovvio che una mega coalizione civica e politica avrebbe i numeri per vincere le elezioni comunali di Ladispoli al primo turno. In caso contrario si aprirebbero scenari imprevedibili, i  partiti di Centro destra potrebbero dividersi come accaduto nella vicina Santa Marinella, soltanto un intervento da Roma dei vertici regionali potrebbe tentare di rimettere insieme i cocci. Magari proponendo un accordo politico che preveda che la coalizione che non andasse al ballottaggio sosterrebbe pubblicamente gli alleati naturali contro la Sinistra. Sempre ricordando che la Sinistra potrebbe presentarsi divisa alle urne con Giuseppe Loddo candidato del Partito democratico, Alessio Pascucci delle civiche progressiste e Federico Ascani con Viva Ladispoli. La situazione è in costante movimento, l’area civica di Centro destra ha le carte migliori in mano, l’elettorato moderato auspica che Fratelli d’Italia, Lega e Forza Italia usino il buon senso e non rischino di andare al disastro nelle urne tra dodici mesi.

                                                                  Gianni Palmieri

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