di Anna Maria Onelli
Un confronto internazionale tra studiosi e ricercatori si è svolto, l’8 maggio 2026, all’Università della Tuscia di Viterbo. Il Congresso dal titolo “EDUCARE ALLA RESISTENZA. Sostenibilità pedagogiche contro odio, violenza ed esclusione” è stato organizzato per interrogarsi sul ruolo e sul significato della pedagogia oggi.
In questo periodo storico in cui prevale la logica della forza, i giovani vivono in un contesto educativo attraversato da crescenti forme di odio, di violenza e processi di esclusione, respirando insicurezza, precarietà, paura del futuro. Non soffrono più solo di problematiche adolescenziali e la pedagogia è chiamata a generare modi e mezzi capaci di contrastare certe forme di disumanizzazione.
“L’educazione non è mai un atto neutrale, ma una forma di resistenza attiva contro l’indifferenza e l’esclusione – ha dichiarato Giorgio Crescenza[1] – in un’epoca di frammentazione sociale, la pedagogia deve farsi ‘sostenibile’, ovvero capace di generare legami duraturi e di fornire alle giovani generazioni gli strumenti critici per abitare il dissenso in modo costruttivo e non violento”.
È stata una giornata internazionale di studi, riflessioni e confronto tra Magnifici Rettori, studiosi, docenti e ricercatori universitari[2], Dirigenti scolastici e Associazioni rappresentative che hanno partecipato con un loro contributo di studi e ricerche (SIPED, Proteo Fare Sapere, CIDI, MCE).
Voci, prospettive e competenze diverse si sono interrogate sui modi per disinnescare l’odio nei contesti educativi e digitali e su come delineare una pedagogia della resistenza capace di trasformare il conflitto in dialogo. Ne è scaturita l’urgenza condivisa di riscoprire il valore delle comunità educanti, di promuovere pratiche pedagogiche capaci di sviluppare pensiero critico, consapevolezza linguistica e responsabilità comunicativa; di adottare pratiche formative con cui coltivare giustizia, solidarietà, cittadinanza.
Parole come pace, democrazia, inclusione, giustizia sociale, dobbiamo tradurle in pratiche educative altrimenti rimangono solo slogan, parole vuote, mentre il fine dell’educazione è formare menti critiche, è creare spazi di attenzione e cura dell’altro, di empatia, di estroversione, di tutela della dignità umana e del riconoscimento delle vulnerabilità.
Non possiamo pensare che “Educare alla resistenza”, significhi semplicemente opporsi ai discorsi d’odio o denunciare le ingiustizie sociali, il cambiamento va sostenuto da alternative culturali e pedagogiche. capaci di generare nuove forme di convivenza. Esempi di tali alternative, tradotte in progetti operativi, esperiti con gli allievi e dunque realizzabili, sono stati presentati al Congresso, nei laboratori delle Sessioni Parallele che si sono alternati a due Sessioni Plenarie. La prima Sessione Plenaria, aperta e moderata da Lavinia Bianchi[3] e Giorgio Crescenza, entrambi componenti della direzione scientifica e organizzativa del Congresso, si è aperta con i saluti di Tiziana Laureti, Magnifica Rettrice dell’Università della Tuscia, di Carlo Sotis, Direttore di Dipartimento della stessa Università, di Gabriella Agrusti, della Università LUMSA. Sono stati trattati i temi inerenti alla necessità di “Decostruire l’odio per educare alla convivenza democratica”[4] e di agire “Contro la disumanizzazione: per una pedagogia della resistenza”[5] In tarda mattinata si sono aperte 4 Sessioni Parallele in cui approfondire come sono stati realizzati e tradotti in pratica i progetti riguardanti: Sessione 1-Discorsi d’odio[6]; Sessione 2-Giovani, identità e relazioni[7]; Sessione 3-Pedagogia delle relazioni[8]; Sessione 4-Didattiche Inclusive[9].
Ad una piacevole pausa pranzo, che ha consentito scambi e riflessioni informali, è seguita un’ulteriore sessione plenaria, con gli interventi delle associazioni professionali della scuola. Ha moderato Patrizia Sibi[10] dell’Università della Tuscia. Sono seguite ancora sessioni parallele con attività di laboratorio. Poi, la condivisione dei lavori.
È stato un Congresso molto articolato, con alternanza di riunioni plenarie e sezioni parallele in cui si sono alternati numerosi relatori con riflessioni, progetti ed esempi di percorsi realizzati
che saranno utilissimi ai docenti, agli educatori e ai ricercatori che intendono coltivare un’etica della cittadinanza e della non violenza. È preziosa la lettura degli Atti contenuti nell’Abstract book del Congresso Internazionale, dal titolo “FORMAZIONE, CITTADINANZA E HATE SPEECH– EDUCARE ALLA RESISTENZA”[11] che ci ha restituito l’immagine di una pedagogia impegnata e viva, mostrandoci come “Educare alla resistenza” significhi, coltivare una pedagogia capace di valorizzare la pluralità delle esperienze umane e dare vita a comunità più giuste e solidali.
Tra i numerosi contributi non posso non citare quello della preside Lucia Lolli, dirigente scolastica nota nel nostro territorio sabatino per la dirigenza del liceo I. Vian di Bracciano e del Sandro Pertini di Ladispoli. Nel suo intervento ha posto all’attenzione come l’esigenza di nuove pratiche educative confligga con la resistenza al cambiamento. C’è uno scollamento tra teoria e pratica, occorre recuperare il dialogo con gli allievi attraverso un’innovazione che dia risalto alle metodologie didattiche attive, alle esperienze di laboratorio, perché la lezione frontale non produce cambiamento.
L’incontro ha certamente valorizzato l’Ateneo e la città di Viterbo come luoghi di cultura e scambio internazionale, capaci di accogliere e far dialogare studiosi provenienti da ogni parte del mondo.

Per comodità di lettura ho trascritto, in nota, i nomi dei relatori
[1] Giorgio Crescenza, professore associato di Pedagogia generale e sociale all’Università degli Studi della Tuscia, ove è Delegato di Ateneo per la formazione iniziale, la formazione in servizio e l’aggiornamento delle e degli insegnanti. Insegna altresì alla Sapienza Università di Roma.
2 Università della Tuscia (Unitus), Roma Tre, LUMSA, Bicocca di Milano, Università di Siviglia.
3 Lavinia Bianchi, è professoressa associata di Pedagogia generale e sociale presso l’Università degli studi Roma Tre, dove insegna Pedagogia interculturale e Pedagogia di genere nel Dipartimento di Scienze della Formazione e Pedagogia della comunicazione, nel Dipartimento di Filosofia, comunicazione e spettacolo.
4 Tema trattato dai prof. Gaetana Tiziana Iannone, contrattista di ricerca presso l’Università degli Studi Roma Tre; Marco Leggieri, dottorando di ricerca in “Transferencias Interculturales e Históricas en la Europa Medieval Mediterránea” presso l’Universidad de Alicante; Dolores Limon Dominguez, profesora titular de Universidad presso l’Universidad de Sevilla.
5 Tema trattato dai prof. Lavinia Bianchi e Giorgio Crescenza.
6 Sessione 1- Contributi di: Raffaella Aniello, Miguel-Ángel Ballesteros-Moscosio, Enrico Bocciolesi, Alessandra Casalbore, Barbara Centrone, Alessandro D’Antone, Maria Filomia, María García-González, Camilla Gastaldi, Giuseppe Li Rosi, Daniele Longobardi, Antonio López Vega, Ana Gómez-Márquez, Chiara Marucci, María Fernanda Medina Beltrán, Maria Miraglia, Angela Muschitiello, Donatella Natalini, Angelica Padalino, Rosella Persi.
7 Sessione 2-Contributi di: Fernando Battista, Martina Bianchi, Chiara Borelli, Sara Bortolati, Aurora Bulgarelli, Chiara Carletti, Simone Colli Vignarelli, Nunzia D’Antuono, Stella Rita Emmanuele, Rosa Gallelli, Valentina Guerrini, Gaetana Tiziana Iannone, Marco Leggieri, Maria Rita Mancaniello, Rossella Marzullo, Anna Grazia Pieragostini, Stefano Scippo, Elisabetta Tonon, Daniela Paz Vargas Castillo, Lorenzo Zaffram.
8 Sessione 3-Contributi di: Fabio Alba, Dimitris Argiropoulus, Macarena Astudillo Vàsquez, Gennaro Balzano, Vito Balzano, Berardi Ilaria, Tiziana Chiappelli, Paola Dal Toso, Francesca Dello Preite, Giulia Donatelli, Alessandro Peter Ferrante, Fabio Carlo Ferrari, Vanda Fontana, Pasquale Gallo, Sabina Leoncini, Marco Iori, Paola Martino, Giulia Melchiorri, Tiziana Migliaccio, Migena Rexha, Maddalena Scarpa, Debora Tringali, Matteo Umbro, Chiara Urbani, Elisabetta Villano.
9 Sessione 4-Contributi di: Criseida Barrios Arias, Cecilia Bartoli, Maria Vittoria Battaglia, Maria Benedetti,Franco Bocci,Sofia Boi, Philipp Botes, Rosaria Capobianco, Carmen Cutillas, Francesco D’Angiolillo, Barbara De Angelis, Emanuela De Castro, Lucia De Marco, Caterina Fabrucci, Elisabetta Faraoni, Soledad Fernández Inglés, Giovanna Fontana, Carla Gueli, Lucia Lolli, Angela Lombardo Pontillo, Rosabel Martinez-Roig, Carolina Melita, Mirca Montanari, Patrizia Oliva, Verónica Onrubia Martínez, Andreina Orlando, Chiara Pastore, Milena Pomponi, Antonela Prezio, Sofia Righetti Nottegar, Amalia Lavinia Rizzo, Patrizia Sibi, Luca Silvestri, Sohee Soheila Soflai, Riccardo Tantari, Lavinia Pia, Vaccaro Mariagrazia Verbicaro, Donatella Visceglia, Umberto Zona.
10 Patrizia Sibi, coordinatrice pedagogica percorsi abilitanti (60 CFU) e TFA Sostegno presso l’Università degli Studi della Tuscia.
11 A cura di Gaetana Tiziana Iannone, Marco Leggieri; Dolores Limon Dominguez, Il testo fa parte della Collana “I libri di Minerva”, diretta da Giorgio Crescenza, Angela Maria Volpicella, Elena Zizioli. Edizioni Conoscenza.

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