In un recente Consiglio Comunale a Cerveteri si è assistito all’ennesimo nulla di fatto per l’approvazione del nuovo Consorzio Sociale. La maggioranza, rivelatasi nei fatti inconcludente, ha determinato il fallimento dell’approvazione dello Statuto del Consorzio — finalizzato alla gestione dei servizi sociosanitari del distretto Roma 4.2 dei Comuni di Ladispoli e Cerveteri — unendosi al voto dell’opposizione.
In merito alla vicenda, il Coordinatore UDC Luigi Mataloni ha rilasciato la seguente dichiarazione: “Ritengo che l’adozione di una gestione consortile per questo distretto sia un modello gestionale ormai indispensabile. Condivido con piacere le parole espresse dal Sindaco di Ladispoli, Alessandro Grando, il quale, dimostrando un grande senso di responsabilità verso un progetto di estrema importanza per il territorio, ha teso la mano alla Sindaca di Cerveteri Elena Gubetti. Grando ha offerto la massima collaborazione, rendendosi disponibile anche a un’eventuale modifica dello Statuto. Al contempo, ho assistito agli interventi dell’opposizione di centrodestra e ho sentito un consigliere affermare che il Consorzio non sia determinante per il territorio e che i finanziamenti arrivino comunque. Mi permetto di dissentire con forza da queste affermazioni”.
“Altresì propongo che, pro tempore e nelle more della costituzione e messa a terra del Consorzio, si dia continuità all’attuale ufficio tecnico che ad oggi gestisce il Piano Sociale di Zona. Ciò al fine di non disperdere il lavoro portato avanti dai tecnici e garantire la continuità dei servizi essenziali per i cittadini delle due comunità. Sento il dovere di sollecitare tutti gli amministratori del Comune di Cerveteri, sia di maggioranza sia di opposizione, affinché si concentrino responsabilmente sulla tematica del Consorzio come obiettivo imprescindibile. Colgo l’occasione per evidenziare come, nell’ultimo Consiglio, tra gli scranni dell’opposizione ho ascoltato con interesse l’intervento di Gianluca Paolacci. Il suo discorso è stato esaustivo nel chiarire le ragioni per cui si è giustamente rifiutato di approvare il testo: Paolacci ha più volte ribadito di non aver mai ricevuto lo Statuto da visionare in tempo utile”.

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