Tra poche ore, o nei prossimi giorni se le condizioni meteorologiche dovessero richiedere un rinvio, gli occhi del mondo scientifico saranno puntati su Cape Canaveral. E tra quei riflettori, pronta a trattenere il fiato per il decollo del razzo che porterà in orbita il futuro dell’astronomia, ci sarà una nostra cittadina di Santa Marinella, Giulia Degni.Classe 1997, Giulia ha mosso i primi passi nel mondo della fisica tra i banchi del Liceo Scientifico Galileo Galilei di Santa Marinella, per poi intraprendere una carriera brillante che l’ha portata fino al prestigioso Centre de Physique des Particules de Marseille (Francia), dove attualmente lavora come ricercatrice post-doc. Specializzata in cosmologia, Giulia è oggi una delle menti italiane coinvolte nella missione più ambiziosa della NASA per il prossimo decennio: il Nancy Grace Roman Space Telescope.
Ma cosa rende questo telescopio così speciale e perché una ricercatrice di Santa Marinella si trova in Florida per assistere al lancio?
Il “Roman”, come viene affettuosamente chiamato, non è un semplice osservatorio. È una macchina del tempo spaziale progettata per scrutare l’universo profondo con una capacità di campo visivo 100 volte superiore a quella del celebre telescopio Hubble. Il suo obiettivo primario è ambizioso quanto affascinante: fare luce su uno dei più grandi misteri della fisica contemporanea, la dark energy (energia oscura).
Questa forza invisibile, che costituisce circa il 70% dell’universo, è la responsabile dell’espansione accelerata del cosmo. Comprenderne la natura significa riscrivere i libri di fisica e capire il destino stesso dell’universo.
Il lavoro di Giulia Degni non si limita alla semplice osservazione. In questi anni, ha contribuito attivamente alla preparazione scientifica della missione, elaborando previsioni teoriche su ciò che il telescopio potrebbe scoprire. La sua ricerca si concentra su un fenomeno particolare: i “vuoti cosmici” (cosmic voids). Si tratta di immense regioni dello spazio, apparentemente deserte, che costellano la “ragnatela” cosmica in cui sono organizzate le galassie.
“Studiare i vuoti cosmici”, spiegano i colleghi del centro di ricerca, “è come analizzare le bolle in una torta che lievita. La loro forma e la loro distribuzione possono rivelarci tantissimo sulla quantità e sulla natura dell’energia oscura che sta facendo gonfiare l’universo”.
Grazie ai dati raccolti dal telescopio Roman, Giulia potrà testare le sue ipotesi su queste strutture quasi vuote, affinando la nostra comprensione dell’universo su scale mai esplorate prima.
Da Cape Canaveral, dove il cielo si tinge dei colori dell’Oceano Atlantico, Giulia si prepara a vivere ore di intensa emozione. Il lancio è previsto per domani, con una finestra di lancio che potrebbe slittare in base alle condizioni atmosferiche. Per la nostra comunità, la sua presenza in Florida rappresenta un motivo di immenso orgoglio.
Quando il razzo solcherà il cielo e il telescopio Roman inizierà il suo viaggio verso il punto di osservazione L2 (a 1,5 milioni di chilometri dalla Terra), insieme alla scienza, volerà alto anche il nome di Santa Marinella. Un piccolo angolo di mare che, grazie alla tenacia e alla passione di una sua figlia, si trova oggi al centro della frontiera della conoscenza umana. In bocca al lupo, Giulia. L’intera città guarda al cielo e trattiene il fiato con te.

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