Lago Litorale Sport

Impresa da Record di Marco Fratini che nuota 170 km nel Lago di Bracciano per solidarietà

di Anna Maria Onelli

I tre paesi del Lago di Bracciano – Trevignano Romano, Bracciano, Anguillara Sabazia – hanno sostenuto l’impresa di Marco Fratini, medico di Perugia e ultraswimmer per passione.

L’atleta, con uno sforzo sovrumano, ha nuotato ininterrottamente per quasi tre giorni, dal 3 al 6 settembre, nel bacino del lago, tentando di superare il record di nuotata più lunga senza assistenza e sfidando i limiti del corpo umano. Sono state contate 155 mila bracciate ininterrotte, condotte non senza difficoltà o momenti di sconforto, poiché l’atleta si poteva fermare solo per piccole pause “tecniche” connesse all’alimentazione e al riposo. Di notte, posizionandosi sul dorso, si fermava al centro del lago completamente buio, eppure riusciva a chiudere gli occhi. Si sentiva sereno e al sicuro grazie alla scorta di una barca-appoggio con a bordo il suo coach, grande amico, Stefano; grazie ai kayaker dell’associazione Dragolago di Anguillara Sabazia, che lo hanno vegliato giorno e notte; grazie all’assistenza tecnico-organizzativa offerta da Luciano Vietri, membro della Swimming Travel, che seguiva l’atleta a bordo di un gommone.

Sui moli di Bracciano, Anguillara Sabazia e Trevignano Romano erano state poste boe di misurazione per creare un circuito a triangolo. Ciò ha permesso alla Federazione Italiana Cronometristi di certificare l’impresa che ha consentito a Fratini di conquistare il record del mondo di nuoto continuo in acque libere, percorrendo 170,5 km in 71 ore, 5 minuti e 40 secondi, senza fermarsi o appoggiarsi alle barche di supporto. Il nuovo record mondiale è derivato dall’enorme lavoro organizzativo e di squadra, dall’energia e dalla capacità di Marco, e dall’appoggio dei Comuni del lago. In particolare, il Comune di Trevignano Romano ha garantito l’ausilio della Polizia Locale, della Protezione Civile e dei Carabinieri, presenti anche di notte. Il progetto di Marco, denominato Infinity Swim, ha visto la collaborazione dell’Università degli Studi di Roma “Foro Italico” – rappresentata dal Rettore, prof. Sacchetti – il cui team di scienziati e ricercatori ha monitorato costantemente i parametri fisiologici e neuromuscolari dell’atleta. Soprattutto nello slancio finale, Fratini è stato sottoposto a un forte carico mentale che a volte gli ha reso difficile mantenere una linea retta a causa della confusione negli schemi motori. Cervello e spirito sono stati gli elementi chiave di questa impresa., ma la spinta decisiva è arrivata dal cuore. L’evento Infinity Swim nasce, infatti, per raccogliere fondi da destinare all’AISM – Associazione Italiana Sclerosi Multipla – e all’”Associazione 6 Luglio”, creata da Diego e Silvia dopo la prematura scomparsa per leucemia della loro piccola Giorgia. Per la sede AISM di Roma erano presenti la presidente, Francesca Di Giovanni, e il consigliere Bruno Principe. L’”Associazione 6 Luglio” ha attivato un progetto di Pet Therapy: un intervento assistito con gli animali affidato all’Associazione “Zampa con me”, al fine di migliorare il benessere psicologico, emotivo e relazionale delle persone in condizioni di fragilità o ricoverate nei reparti di pediatria, oncologia e geriatria dell’ospedale di Brescia. L’Associazione “Zampa con me” si compone di circa 8 operatori che interagiscono con 11 cani altamente qualificati per gli Interventi Assistiti con gli Animali (IAA).

Nella foto, gli operatori Sara Novali e Marco Ambrosini con i cuccioli Sissi e Dada.

Fratini ha concluso la sua impresa sportiva e di solidarietà approdando sulla spiaggia presso il molo di Trevignano Romano, dove era stato allestito un “Villaggio dello sport” per seguire in tempo reale l’andamento della nuotata. Lì, l’atleta era atteso da centinaia di persone e dai rappresentanti istituzionali. La sindaca Claudia Maciucchi e il vicesindaco Luca Galloni lo hanno accolto con grande riconoscenza per la prova di forza, determinazione, coraggio e solidarietà dimostrati. Questi 170 chilometri non sono solo un record personale, ma rappresentano un patrimonio collettivo.

Tra commozione, applausi e le note dell’Inno di Mameli, quelle 155 mila bracciate sono diventate il simbolo di ciò che la determinazione e la solidarietà possono costruire insieme.

 

1 commento

  • Grazie dott.ssa Onelli di aver raccontato l’impresa di Marco Fratini in modo chiaro ed esauriente, chiarendone anche i dettagli.

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