di Anna Maria Onelli
La sera dell’11 settembre, nello spazio del Pozzo Bianco,tra il Duomo e il Castello,ho presentato con piacere “Da Dea a Donna”: un itinerario tra danza e poesia, nato dalla visione di Marika Campeti, direttrice artistica e insegnante di danze orientali. L’ evento, ha visto sul palco le danzatrici di Miral, che hanno celebrato la femminilità intrecciando danza e poesia, creando un ponte tra arte, emozione e solidarietà.
Con i loro movimenti armoniosi, le danzatrici hanno raccontato la forza interiore che custodisce ogni donna.Ci hanno mostrato la bellezza di vivere in piena libertà: senza condizionamenti, con autonomia e oltre ogni giudizio.
Ogni performance è stata delicatamente introdotta dai versi interpretati dalle nostre lettricidel lago: Maria Grazia Garbarino e Maria Grazia Sfregola.
L’arte si respirava ovunque: nello spazio, nelle coreografie delle danzatrici, nei loro movimenti, nella cura dei dettagli. Questa prima serata solidale ha registrato il tutto esaurito. Il secondo appuntamento, dedicato al teatro e curato da Marina Garroni, si terrà domenica 13 settembre e sarà anticipato da un aperitivo di benvenuto. Entrambi gli incontri rispondono a due scopi: continuare a riflettere sul tema della violenza di genere; raccogliere fondi da destinare al sostegno di donne e madri in difficoltà perché vittime di violenza.
Un doveroso ringraziamento, per l’enorme sforzo organizzativo, va rivolto alla presidente del Consiglio Comunale, Giulia Sala, a Barbara Busetto, presidente del Centro Donna Pandora e alle Associazioni territoriali che vanno sotto il nome di Rete Lia.
Termini come “cambiamento culturale”, invocati per abbattere la violenza, rischiano di rimanere parole vuote se non prendiamo consapevolezza di ciò che si agita nel nostro inconscio, laddove ogni essere umano, sia donna, uomo, o altro genere, porta con sé l’immagine del sesso opposto. Il maschile e il femminile sono dentro di noi, come due forze opposte che devono costantemente trovare un equilibrio per restituirci benessere e armonia. È quando le due energie entrano in corto circuito, che lo squilibrio interiore si trasforma in violenza: l’incapacità di comunicare diventa scontro, il bisogno di controllo diventa prevaricazione, la fragilità non ascoltata si muta in rabbia distruttiva.
La serata è stata curata nei dettagli: i ricordini consegnati a tutte le ospiti, l’illuminazione e il sonoro di Ludovico Sanna, l’apericena di Erbacce Lab, i vini serviti dalla Fisar provenienti da più aziende. Un’organizzazione impeccabile, nata dal cuore, dalla passione e dall’energia di una grande squadra al femminile, con il prezioso supporto di tanti alleati.Sarebbe impossibile citare, una per una, tutte le donne che hanno contribuito a realizzare questo evento, patrocinato dal Comune di Bracciano, ma a ciascuna di loro va il nostro grazie più sincero.
Le parole del sindaco Marco Crocicchi, dell’assessore ai servizi sociali e all’istruzione, Massimo Guitarrini, la presenza della presidente dell’Associazione Commercianti, Beatrice Dominici, che sabato 12 lancerà lo spettacolo-sfilata “Notte Donna 2026”, tutto ha contribuito ad arricchire questo evento in cui si sono intrecciate, con meravigliosa leggerezza, poesia, danza, emozioni e relazioni.

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