di Anna Maria Onelli
A un anno dalla scomparsa di Massimiliano Morelli, istituzioni, colleghi, sportivi e storici amici ci siamo ritrovati il 18 settembre al “Tusciae Caffè” di Viterbo per ricordarne la figura, rispondendo con affetto all’invito del professor Antonello Ricci. promotore dell’incontro gli “Amici di Max”.
Il racconto della sua vita e della sua carriera è iniziato proprio attraverso le parole dei suoi amici di sempre, Alessandro Tozzi e Antonello Ricci. I due ne hanno tratteggiato la trentennale carriera nel giornalismo – trascorsa tra testate nazionali, agenzie stampa, conduzioni televisive e la pubblicazione di una dozzina di libri – ma anche il suo lato più scanzonato e appassionato. È emersa così la sua viscerale fede calcistica per il Cagliari e per il mito di Gigi Riva, oltre ai ricordi affettuosi delle sue incursioni nel teatro con il trio “I Maritozzi“(Massimiliano, Ricci e Tozzi) e delle immancabili battute sulle sue abitudini.

A dx. il sindaco di Farnese, Giuseppe Ciucci, al centro Giuliana Salce
La disponibilità di Max, tuttavia, non si limitava alla sfera privata o alla redazione, ma abbracciava l’intero territorio. Lo ha testimoniato il sindaco di Farnese, Giuseppe Ciucci, ricordando la generosità con cui Morelli prestò gratuitamente la propria voce e il proprio supporto al borgo nel 2023, in occasione delle riprese del film su Pinocchio di Francesca Comencini.
Una capacità comunicativa e un’empatia che travalicavano l’ambito strettamente giornalistico, come confermato da Armando Poggetti, incaricato della comunicazione e dei rapporti con l’utenza per il servizio idrico della zona di Viterbo. Egli prova come la disponibilità e la competenza comunicativa di Massimiliano siano stati efficaci anche nel suo settore. Fu una conoscenza nata per questioni di lavoro ma divenne un’amicizia vera con scambi di email, telefonate giornaliere, pranzi insieme, condivisioni di scherzi e battute. Un’amicizia profonda, segnata purtroppo anche dalla condivisione del dramma per la tragica perdita dell’amato figlio Emiliano.

Il giornalista e direttore di RAI Sport Massimiliano Mascolo, intervista l’atleta Giuliana Salce
Il tema della sensibilità umana e professionale di Morelli è ritornato con forza nell’intervento del giornalista e direttore di RAI Sport Massimiliano Mascolo, che ha intervistato con grande delicatezza la campionessa di marcia Giuliana Salce. Un’atleta che, per aver conquistato più podi, è stata inserita nella Hall of Fame della FIDAL tra i migliori atleti italiani di sempre.
Nel 2019 Massimiliano aveva dato alle stampe per lei il libro “Tacco e Punta”, un’opera con cui aveva saputo dar voce, con rara sensibilità, al dolore personale dell’atleta, sia per le denunciate piaghe del doping nel ciclismo, sia per le violenze subite da bambina. La stessa Salce ne ha voluto sottolineare le straordinarie doti di bontà e altruismo.

Da destra: Antonello Ricci con i giornalisti, Gianluca Cafasso, Anna Maria Onelli, Paolo Graziotti
Per approfondire il suo profilo professionale, Antonello Ricci ha poi dato la parola ad alcuni colleghi giornalisti, Gianluca Cafasso, Anna Maria Onelli, Paolo Graziotti.
Gianluca Cafasso, cofondatore con Fabrizio Azzali, di VignaClaraBlog.it, ha rievocato i 18 anni di collaborazione con colui che per la redazione era il “leader maximo”: un direttore autorevole ma autoironico, amante della lingua italiana, attento alla grammatica e alla sintesi. Celebre era la sua avversione per l’uso errato della “d” eufonica; per “qual è” scritto con l’apostrofo. Come massimo della sintesi, spronava a utilizzare l’espressione “in un amen”. Cafasso ha ricordato che, grazie all’insegnamento di Max, ben 15 giovani hanno tagliato il traguardo dell’iscrizione all’Ordine, rivelando con commozione che, senza la sua guida, la testata ha finito per chiudere i battenti.
Personalmente come Anna Maria Onelli, ne ho ricordato l’operato durante la direzione del giornale L’agone, l’ultima testata che Massimiliano ha diretto contemporaneamente a VignaClaraBlog.it” e alla collaborazione con il Messaggero viterbese. Ho tratteggiato il ritratto di un direttore del tutto privo di arroganza o vanagloria, capace di dirigere la squadra con l’ascolto e la cooperazione, senza mai umiliare. Ci ha insegnato, in modo semplice e diretto, che scrivere bene significa capire e raccontare i fatti con chiarezza, togliere il superfluo, scegliere le parole giuste, per questo suggeriva di “far decantare il pezzo” prima di pubblicare. Ci ha lasciato l’idea di un giornalismo fatto di rigore, misura e rispetto per le persone. Un uomo buono e generoso, portatore di una ferita interiore mai rimarginata: la scomparsa del figlio Emiliano a soli 23 anni.
Paolo Graziotti de “Il Messaggero, pur avendo avuto solo una breve frequentazione con Massimiliano ne ha evidenziato alcuni aspetti: l’umiltà, la costante voglia di incoraggiare i colleghi più giovani, il fatto che tutti parlassero bene di lui. Emergeva la sua passione per il giornalismo, la sua capacità di incoraggiare e di mettersi in gioco sempre, anche con chi nel giornalismo aveva fatto meno di lui.
Ricci e Tozzi, dopo aver letto alcuni brani, chiudono con un richiamo al libro “Emiliano” per ricordare il cammino di Santiago compiuto da Max in solitaria, in memoria del figlio

Sullo sfondo, a sx Alessandro Tozzi, a dx Antonello Ricci
Il ritratto emerso dalla serata restituisce la figura di un giornalista di grande valore e, soprattutto, di un uomo straordinariamente umano. Attraverso le parole di chi lo ha affiancato nella professione e nella vita privata, Massimiliano Morelli è stato ricordato non solo per la sua competenza, la precisione linguistica e la passione per il racconto, ma per una rara combinazione di umiltà, generosità e rispetto verso gli altri. La sua eredità più grande risiede nell’insegnamento di un giornalismo fatto con rigore, ascolto e misura, e nell’impronta profonda lasciata nel cuore di chiunque abbia incrociato il suo cammino. L’incontro, si è concluso in un clima di calorosa condivisione durante una gradita apericena.
Un ringraziamento particolare al professor Antonello Ricci che, coadiuvato da Alessandro Tozzi, ha condotto e moderato l’incontro facendo emergere tutti gli aspetti poliedrici di Massimiliano come giornalista e come uomo.

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