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Ma siamo sicuri che gli elettori di Ladispoli siano ancora quelli del 2022?

L’altra volta ho affrontato il tema delle alleanze in vista delle comunali del 2027, soffermandomi sul ruolo dei partiti, delle liste civiche e sull’importanza delle realtà territoriali.Oggi vorrei porre l’attenzione su un altro aspetto che, secondo me, merita altrettanta considerazione. Mentre la politica discute di alleanze e candidature, quanto è cambiata Ladispoli rispetto alle elezioni del 2022? Perché c’è una cosa che non dobbiamo dimenticare: in cinque anni non cambiano soltanto gli equilibri politici. Cambiano anche le persone che saranno chiamate a votare.

PARTIAMO DA ALCUNI NUMERI

Secondo i dati demografici ISTAT, nel solo biennio 2023–2024 a Ladispoli si sono registrati:

2.661 trasferimenti di residenza in entrata da altri comuni e dall’estero.

2.306 trasferimenti di residenza in uscita verso altri comuni e l’estero.

778 decessi, riferiti all’intera popolazione residente.

E questi sono soltanto due anni dei cinque che separano le elezioni comunali del 2022 da quelle previste nel 2027!

Ma c’è anche un’altra componente molto interessante.

UNA NUOVA GENERAZIONE SI PREPARA A VOTARE

Tra le due elezioni migliaia di ragazzi raggiungono la maggiore età.

Una prima stima demografica indica un ordine di grandezza di circa 1.700–2.200 giovani residenti che diventano maggiorenni nel periodo considerato. È un’indicazione da verificare con i dati aggiornati, non il numero ufficiale dei nuovi iscritti nelle liste elettorali.

Sono ragazzi che nel 2022 non avevano ancora l’età per votare e che nel 2027 potranno partecipare alle comunali, se in possesso dei requisiti previsti.

E che potrebbero avere idee, priorità e aspettative differenti rispetto alle generazioni precedenti.

UNA CITTÀ PUÒ CAMBIARE ANCHE SENZA AUMENTARE MOLTO DI POPOLAZIONE

Questo è forse il dato più curioso.

Alla fine del 2022 Ladispoli contava 40.761 residenti. Alla fine del 2024 erano 40.794.

Una differenza di appena 33 persone.

Eppure, nello stesso periodo, migliaia di cittadini hanno cambiato residenza, mentre altri sono venuti a mancare e nuovi bambini sono nati.

La popolazione complessiva è rimasta quasi invariata, ma una parte delle persone che la compongono è cambiata.

Naturalmente, non tutti questi movimenti corrispondono a variazioni del corpo elettorale: occorre considerare età, cittadinanza, requisiti di voto ed eventuali successivi trasferimenti.

Ma il fenomeno è reale e merita attenzione.

CHE COSA SIGNIFICA PER LE COMUNALI DEL 2027?

Significa che i risultati del 2022, così come quelli delle successive elezioni politiche e regionali, non possono essere considerati una fotografia esatta dell’elettorato futuro.

Nel frattempo alcuni cittadini hanno acquisito il diritto di voto, altri hanno lasciato Ladispoli, altri sono arrivati e molti possono aver cambiato esigenze e opinioni.

Quanti saranno effettivamente i nuovi elettori? Quanti quelli non più presenti nelle liste? E quanto sarà diverso il corpo elettorale complessivo?

Sono domande che meritano dati aggiornati e risposte precise.

Non possiamo sapere oggi chi voterà per chi. Ma possiamo certamente dire che nel 2027 a votare non saranno esattamente le stesse persone del 2022.

LA MIA RIFLESSIONE

Credo che, prima ancora di sommare percentuali elettorali e immaginare possibili risultati, sia importante conoscere la città di oggi.

Le sue trasformazioni, i nuovi bisogni, le famiglie, i giovani e le persone che hanno scelto di venirci a vivere.

Perché una città non è fatta soltanto di numeri, partiti e simboli politici.

È fatta soprattutto di persone. E le persone, nel tempo, cambiano.

MA C’È UN’ALTRA DOMANDA CHE VORREI AFFRONTARE…

Se in cinque anni sono cambiati gli elettori, siamo sicuri che sia cambiato altrettanto il modo in cui la politica comunica con loro?

Nel terzo approfondimento, parlerò proprio di questo: giovani, social network, nuovi linguaggi e di una politica che dovrebbe imparare non soltanto a parlare, ma soprattutto ad ascoltare.

Perché il mondo cambia. E vale la pena chiedersi se la politica riesca a stare al passo.

                                                                 Roberto Polidori 

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