Sono giorni decisivi per il Centro destra politico e civico in vista delle elezioni comunali di Ladispoli, previste tra pochi mesi. Dopo un periodo di confusione, sembrerebbe che stia prevalendo il buon senso nei partiti e soprattutto nei dirigenti romani che avrebbero compreso l’importanza di stringere un’alleanza con le liste civiche del sindaco Grando per tentare di vincere le elezioni amministrative al primo turno. Un esito non improbabile considerando che Ladispoli è storicamente una città vicina al Centro destra. Occorre dare atto ai dirigenti regionali, provinciali e locali di Fratelli d’Italia e Forza Italia di adoperarsi al massimo per trovare un percorso comune, i contatti con Roma sarebbero sempre più febbrili, del resto il tempo inizia a stringere e l’elettorato ha diritto a sapere il nome del candidato a sindaco. In questo scenario costruttivo, però, non potevano mancare i guastafeste. Una categoria trasversale presente in alcuni partiti del Centro destra, rappresentata da personaggi mossi da astio, rancore ed odio personale, spesso per non aver ottenuto prebende ed incarichi. In altri casi animati da un’ambizione smisurata, pronti ad andare al massacro pur di vedere il “nemico” perdere nelle urne. Personaggi che agiscono nell’ombra, che sussurrano nelle orecchie dei dirigenti dei romani dei partiti del Centro destra che a Ladispoli va tutto male, che in maggioranza ci sarebbero i “pericolosi” seguaci del generale Vannacci, che sarebbe meglio sfasciare tutto e far cadere un’amministrazione votata in modo plebiscitario dagli elettori nel 2022. Ovviamente tutte fandonie che fortunatamente i dirigenti romani non sarebbero propensi a bere come degli allocchi. E’ però un dato di fatto che la situazione sia delicata, quando sembra che gli equilibri siano stati faticosamente trovati, ecco che compare la “quinta colonna” di turno che tenta di sabotare l’accordo tra Centro destra politico e liste civiche. Legittimo ipotizzare che questi congiurati alla casareccia possano aver già trovato un possibile accordo occulto con i partiti della Sinistra, riallacciando un filo che parte da lontano, addirittura alla metà degli anni ottanta quando Ladispoli fu tra le prime città ad avere una maggioranza tra Democrazia Cristiana e Partito Comunista. Noi crediamo che Ladispoli di tutto abbia bisogno meno che di una minestra riscaldata e stantia, di un balzo all’indietro nel tempo, di congiure di palazzo ormai estemporanee. Coloro che sono contro l’alleanza tra Centro destra politico e liste civiche escano allo scoperto, abbiano il coraggio di assumersi la responsabilità di sfasciare l’alleanza moderata, dicano agli elettori di Ladispoli di essere disposti a consegnare il Comune alla Sinistra pur di non realizzare quella che appare un’intesa programmatica naturale ed inevitabile. Troppo facile nascondersi nell’ombra, dipingendo una realtà che esiste solo nella loro fantasia politicamente malata.
Gianni Palmieri

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