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A Cerenova la “roulette russa” per attraversare la via Aurelia

Attraversare la strada è come una “roulette russa” per studenti e lavoratori di Cerenova che debbono salire sui pullman per Civitavecchia. Torna alla ribalta il problema di centinaia di residenti della frazione di Cerveteri che rischiano la propria incolumità per raggiungere la fermata dei bus agli ingressi sud e nord all’incrocio con la via Aurelia.

Nonostante ci siano gli impianti semaforici per regolare la circolazione, la normativa non prevederebbe le strisce pedonali, costringendo i pendolari ad avventurarsi tra le auto ferme per il rosso e le altre che arrivano da Ladispoli spesso a velocità sostenuta. Gli studenti più fortunati sono accompagnati in automobile dai genitori fino alla fermata dopo un tortuoso giro per uscire da Cerenova. Tutti gli altri tentano la fortuna per salire sui pullman e non arrivare tardi a scuola o sui luoghi di lavoro a Santa Marinella e Civitavecchia. La vicenda si trascina da tempo, le scorse settimane alcuni comitati civici avevano incontrato il nuovo sindaco Elena Gubetti per chiedere l’intervento dell’amministrazione comunale che però avrebbe replicato di non avere competenza in merito alla viabilità sulla statale Aurelia. Peraltro la situazione è diventata ancora più delicata da quando ha aperto un grande magazzino al km 42,700, non è raro vedere persone con le borse della spesa attraversare la strada per tornare a Cerenova quando il semaforo è rosso. Con l’arrivo dell’autunno sono tornati a rullare i tamburi delle associazioni dei consumatori che segnalano anche altre problematiche ai due ingressi per Cerenova.

«È surreale – afferma Angelo Bernabei, coordinatore del Codacons del litorale – che nel 2022 si debba rischiare la vita per recarsi a scuola o sul posto di lavoro. La situazione delle fermate dei bus a Cerenova non è più tollerabile, ANAS e comune di Cerveteri debbono individuare una soluzione definitiva prima che accada la tragedia. Molti pendolari ci continuano a segnalare che le due fermate sono al buio dopo il tramonto, non ci sono adeguate barriere di protezione, chi attende i pullman è esposto ad una serie di disagi. Ci sono stati alcuni tavoli tecnici che non hanno prodotto risultati concreti, come Codacons proponiamo di valutare l’ipotesi di installare un ponte metallico che permetta ai pendolari di attraversare la via Aurelia senza pericoli. Come quello che per tanto tempo risolse questo problema al km 37 della statale, in prossimità dell’ingresso sud per Ladispoli, prima della costruzione della rotatoria. Siamo pronti ad avviare una petizione popolare per chiedere a tutte le istituzioni di non fingere di non essere a conoscenza della situazione».

La vicenda è stata più volte, nel corso degli anni, oggetto di mozioni ed interrogazioni nel Consiglio comunale di Cerveteri. Ma oltre i buoni propositi non sono mai arrivati risultati concreti. Nessun effetto sortirono iniziative regionali e parlamentari presentate più volte da esponenti politici del litorale. Eppure gli spiragli per la risoluzione della vicenda si erano intravisti prima dello scoppio pandemia

«Nel corso di un incontro avvenuto tre anni fa con l’ex sindaco Alessio Pascucci ed i rappresentanti dell’Anas – rivela Enzo Musardo, presidente del Comitato di zona di Cerenova e Campo di Mare – furono delineate le linee guida di un accordo che prevedeva la realizzazione delle strisce pedonali a carico del comune di Cerveteri. Fu effettuato un sopralluogo, sembrava tutto fatto, eppure dopo tanto tempo tutto è rimasto fermo. Compresa la mancanza di pensiline alle fermate dei bus con i pendolari che si buscano pioggia in inverno e solleone in estate. E pensare che a Santa Severa, sempre sulla via Aurelia, lo stesso problema è stato risolto rapidamente con la realizzazione delle strisce pedonali che permettono l’attraversamento agli impianti semaforici».

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