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Addio bomber Cordelli, i tifosi del Cerveteri non ti dimenticheranno mai

Da anni lottava contro un male inesorabile. Alla fine poche ore fa il lupo ha ceduto alla malattia.

Sono ore di profondo dolore a Cerveteri per la scomparsa di Alessandro Cordelli, l’attaccante che nei primi anni novanta con i suoi goal contribuì in modo decisivo alla promozione in Serie C/2 del Cerveteri guidato dal mister Vincenzo Ceripa. Un calciatore dalla tecnica raffinata, un uomo spogliatoio, un ragazzo sempre disponibile con la stampa prima e dopo la partita. I tifosi non ti dimenticheranno mai, lupo. Il bomber verdeazzurro, tanto amato, quanto innamorato dei colori verdeazzurri, si è spento dopo aver combattuto una malattia  rara che ne  aveva avuto il sopravvento, portandolo a colpirlo agli organi del corpo. Solo 55 anni, di lui si ricordano le meravigliose stagione del Cerveteri , dal 1990 al 92 a Cerveteri, due stagioni in cui fu eletto il miglior attaccante della storia del calcio verdeazzurro.  Di Cordelli , i tifosi, ricordano il goal vittoria nel derby con il Ladispoli nel 1991, e poi tanti  importanti come quello in casa contro il Viareggio che valse il primato in classifica. Per Cerveteri è una giornata triste,  perde un beniamino che aveva giurato fedeltà e amore verso i suoi tifosi.

Ortica Social per ricordare Alessandro Cordelli vi ripropone l’intervista che qualche anno fa rilasciò al collega Fabio Nori

Era il 2007, Alessandro Cordelli idolo del Cerveteri veste la maglia del Ladispoli in serie D. In questa intervista del 25 gennaio di 13 anni fa, rilasciata a Fabio Nori, si raccontava a 360 gradi.

Distribuiva goal a grappoli, sapeva regalare certe domeniche bestiali. E come regalo, i suoi tifosi, gli intonavano: “ da Anguillara è venuto qui per portare il Cerveteri in serie C”.   Lui, Alessandro Cordelli, detto anche il “ lupo”,   ha perso il pelo( per modo di dire)   ma non il vizio del goal.   Ad Agosto festeggerà    41 primavere , sembra che gli anni non siano  passati mai. E’ cambiato poco, da quando, sedici anni fa iniziava a giocare con il Cerveteri, squadra che gli ha dato fama e gloria. Il suo nome, a distanza di così tanti anni, è nei cuori e nelle menti   dei cervetrani, i quali non ha mai smesso di ringraziarlo. Dice, ogni anno, che  sarà l’ultima stagione. Sembra portargli fortuna, perché anche a Ladispoli, caso del destino, ha già fatto sei goal. E, nonostante indossi una maglia, nemica storica del Cerveteri,   pare che i suoi ex tifosi lo abbiano perdonato.

D- E’ così Alessandro?

R- “ Certo, non credo l’abbiano presa bene, conosco la rivalità che esiste perché l’ho vissuta di prima persona. A Cerveteri, ancora oggi mi fanno il tifo,  si vede che ho lasciato degli ottimi ricordi. Mi sento un professionista, come tale ora sono a Ladispoli e gioco per il bene di questa squadra”.

D- Però Cerveteri fa parte della tua vita?

R- “  Ho trascorso i periodi più felici da calciatore, momenti che difficilmente dimenticherò.  Tre campionati meravigliosi, un po’ favolistici  se uno li prova a raccontare. Eppure il Cerveteri ha sfiorato la  C1:  non è mai retrocesso, e quel che più conta, aveva stregato una città.  I tifosi impazzivano, firmavo autografi come  fossi in serie A”.

Tempi diversi, oggi?

       R- “  Non capisco come sia in prima categoria, oggi.  La mancanza di un progetto qualificato, probabilmente, sta alla base di tutto.  A riguardo, da ex, sono profondamente amareggiato”.

D- Ma cosa ricordi di quegli anni?

R- “ Se provassi a raccontarlo, staremmo qui tre giorni. La finale per l’accesso in C2 con il Giorgione ce l’ho ancora scolpita in testa. Non dimentico gli spareggi per la salvezza a Terni, vincemmo il 12 di luglio davanti a tre mila cervetrani. Roba da brividi”.

D- C’è altro di strettamente personale?

R- “ Il passaggio ad Alessandria, in C1.  Il Cerveteri mi lasciò andare, feci una scelta coraggiosa e intensa. Pensavo che mi si aprisse una porta, si è chiuso un portone, invece. Mi infortunai alla caviglia,  probabilmente se non  fosse accaduto avrei avuto un destino diverso: non dico travolgente, sicuramente rassicurante. Sicché  ritornai a Cerveteri,  tornai a vivere, ad emozionarmi”.

E oggi?

“ Indosso una maglia, quella del Ladispoli,  che onererò fino al momento che  sarò un loro giocatore.  Qui mi trovo molto bene, a mio agio. Fin quando  avrò la forza di giocare sarò in campo, dopodichè deciderò che fare.  La fantasia mi dice che vorrei fare l’allenatore, ho anche due figli che giocano a calcio,  avrò il compito di insegnargli qualche tattica del mestiere”.

D In ultimo, ritorneresti a Cerveteri?

R- “  Se ci fosse un programma serio, sì.  Ho lasciato il mio cuore, lì  c’è la mia gente”.

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