di Giovanni Zucconi
Anche quest’anno analizzeremo i dati, del 2018, relativi ai visitatori del museo e della necropoli di Cerveteri. Sono dati molto attesi, perché rappresentano un oggettivo metro di valutazione del lavoro fatto da tutti gli operatori che hanno a che fare con le due istituzioni. Una variazione positiva o negativa del totale dei visitatori, può certificare il fallimento di una determinata politica o iniziativa, o attestarne il loro successo.
Come è andata quest’anno per le due più importanti attrazioni turistiche di Cerveteri? Diciamo benino senza lode. Le solite luci ed ombre. Dove per ombre intendiamo che, viste le condizioni, ci poteva e ci doveva essere più luce. Ma partiamo dalle luci.
Finalmente, dopo tre anni consecutivi di diminuzione del numero dei visitatori totali, nel 2018 c’è stato un dignitoso +4,10%, attestandosi a 75.452, contro i 72.481 del 2017.
L’aumento è quasi tutto dovuto all’incremento, del 15,15%, del numero di visitatori del Museo. I visitatori della Necropoli sono rimasti sostanzialmente stabili a 54.377. Come per gli anni precedenti, non faccio distinzioni tra visitatori paganti e quelli gratuiti. Sono tutte persone che hanno deciso di passare una giornata nel nostro territorio, in compagnia degli Etruschi.
Facciamo il consueto confronto con la nostra vicina, sede di un sito Unesco: Tarquinia. Il numero totale di persone che hanno scelto di visitare il museo e la necropoli di questa bella città, sono stati 122.002, con un aumento di solo 1,54% rispetto ai 120.155 del 2017. Anche quest’anno siamo purtroppo costretti a sottolineare l’abissale divario, a favore di Tarquinia, tra i corrispettivi visitatori totali. Stiamo parlando di una differenza pari a un inaccettabile 61,69%. Una parte di questa differenza, 46.550 visitatori in tutto, è più ammissibile perché dovuta al maggior afflusso al museo di Tarquinia rispetto a quello di Cerveteri. Quello è indubbiamente di un altro livello, e ci può stare che faccia 49.640 visitatori contro i 21.075 di quello cerite. Finché Cerveteri non sarà dotata di un museo degno della sua Storia, e delle centinaia di migliaia di pezzi che sono stati estratti dalle sue tombe, non potremo mai competere con un museo esaustivo e maturo come quello di Tarquinia.
Quello che non riesco ad accettare sono i 17.985 visitatori in più della necropoli di Tarquinia rispetto a quelli della necropoli di Cerveteri. Questa differenza è solo in parte spiegabile con il traino del museo. Infatti, a Tarquinia, contrariamente che a Cerveteri, vengono venduti molti biglietti combinati museo+necropoli. Guarda caso sono proprio 18.912 i biglietti combinati venduti in più a Tarquinia. Ma questo non basta a spiegare la differenza di visite. La necropoli di Cerveteri non ha nulla da invidiare a quella di Tarquinia. Anzi. La necropoli della Banditaccia è immersa in un contesto naturalistico, paesaggistico e architettonico che la rende unica nel mondo. Ed è inoltre circondata da decine di ettari di aree archeologiche, spesso altrettanto belle e interessanti. Tutte ad accesso gratuito.
Ed è proprio da questo punto che voglio partire per dimostrare che basterebbe poco per avere numeri migliori. Senza fare nulla di particolarmente complicato, o di impegnativo dal punto di vista degli investimenti. Abbiamo già tutto. Basta solo contare tutte le persone che effettivamente visitano le aree archeologiche intorno alla Necropoli della Banditaccia.
Contrariamente a quanto mi è capitato di leggere, la situazione delle aree archeologiche che circondano la Necropoli della Banditaccia, e che insieme costituiscono un’unica entità archeologica, non sono mai state così belle e così perfettamente visitabili. La Via Sepolcrale e le aree adiacenti ricche di bellissimi tumuli, l’area del Tumulo dell’Affienatora, la Via degli Inferi con i suoi nuovi interessanti sentieri, l’area della Tomba delle Cinque Sedie, lo splendido Tumulo del Campo della Fiera e la suggestiva Necropoli del Laghetto. Sono solo alcuni esempi delle meravigliose aree che i Volontari archeologici del NAAC, del GATC, della Nuova Generazione Etrusca e del GAR hanno reso di nuovo visitabili e che stanno mantenendo in tutto il loro splendore. E ci limitiamo a parlare solo delle aree che si trovano nelle vicinanze della Necropoli della Banditaccia. Ognuna di queste vale un viaggio a Cerveteri. Ognuna di queste è una chicca archeologica che riempie gli occhi di meraviglia. Ognuna di queste aree archeologiche ceretane viene visitata da decine di visitatori ogni giorno. Per la maggior parte dei casi da visitatori che poi non entrano nella Necropoli della Banditaccia vera e propria, e che quindi non pagano il biglietto. E che quindi non rientrano nelle statistiche che abbiamo esposto sopra. Anche se esagero un pochino, sarebbe come se si volessero contare i visitatori di Roma, dai biglietti d’ingresso al Colosseo. E non abbiamo parlato, facendo solo degli esempi, dell’area dei Grandi Tumuli, con le sue maestose sepolture, e delle Tombe del Comune, splendidi esempi di architettura funeraria. Quante tombe si possono visitare a Cerveteri, senza pagare un biglietto d’ingresso? Centinaia. E una più bella dell’altra. Secondo voi corretto misurare il numero di visitatori delle nostre aree archeologiche solo contando i biglietti staccati al Museo o nella Necropoli della Banditaccia? Per me no. E non lo dico solo per potersi vantare di numeri migliori, ma perché la certificazione di numeri più alti di visitatori, e più aderenti alla realtà, possono sicuramente attirare gli operatori turistici o commerciali, che al momento sono alla finestra, in attesa di garanzie sui loro eventuali investimenti.
Proviamo a inventarci un sistema per emettere un biglietto, gratuito o meno lo può decidere la Soprintendenza, per visitare le splendide aree intorno alla Necropoli della Banditaccia. I Volontari di NAAC, NGE, GATC e GAR sono pronti, e si impegnano a mantenerle pulite e visitabili. Poi si possono fare altre mille cose per attirare nuovi visitatori. Cominciamo con il contare meglio quelli che già ci sono.

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