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Boom di visualizzazioni del video di Ortica Social, il parere dell’esperto

Ieri vi abbiamo raccontato del clamoroso boom di un video di Ortica Social che, ad oggi, è stato visualizzato da 318.611 persone. Un numero eclatante che ci aveva indotto ad alcune riflessioni su quale molla avesse fatto scattare un interesse così virale per un servizio giornalistico riguardante atti di teppismo notturni contro auto in sosta a Ladispoli. Abbiamo consultato un esperto in materia, il professor Pietro Zocconali, Presidente dell’Associazione Nazionale Sociologi e giornalista che spesso ci onora con i suoi articoli.

Il professor Zocconali

Da esperto come giudica questo boom di visualizzazioni per un atto di teppismo?

“Mi stupirei se non ci fosse stato un buon numero di visualizzazioni; in fondo siamo abituati a vedere, sui vari social, foto o filmati di cani e gatti – che a sentire i loro padroni sono dei fenomeni -; brutti primi piani di amici e amiche che postano selfie a ripetizione. Quando capita qualcosa di nuovo, di diverso e di portentoso, i contatti aumentano vertiginosamente, vedi le foto dello sciamano con le corna, a Washington, che hanno catturato l’attenzione di tutto il mondo, facendo passare in secondo piano l’incredibile assalto alla Casa Bianca”.

Pensa abbia influito sul popolo del web il fatto che è la prima volta in assoluto che a Ladispoli si arriva a ribaltare un’auto per vandalismo?

“Non so se è la prima volta che dei vandali, in questa bella città, ribaltano un’automobile. So che bisogna evitare il fenomeno dei sassi dai cavalcavia: un fesso si inventa qualcosa di deleterio per la società, il tutto viene pubblicizzato dai media, e frotte di imitatori seguono le sue orme. Certo è che per ribaltare un’auto non basta il colpo di testa di un folle, bisognerà organizzarsi in diverse persone, ed è lì che il fenomeno da psichiatrico diventa sociale e sociologico. Le ipotesi sono due, o si tratta di una vendetta verso il proprietario, o è una bravata di ragazzi, magari minorenni, che, con la privazione dei vari sfoghi: scuole, cinema, stadi, discoteche, palestre, piscine, stanno uscendo di senno. La natura dei giovani da diversi mesi viene violentata a causa delle privazioni dovute al Covid-19, e, con il trascorrere del tempo, ci dobbiamo aspettare le più svariate reazioni. Ricordiamoci che gioventù a volte è sinonimo di incoscienza e per questo motivo i giovani sono a volte portati verso derive inimmaginabili”.

Il numero boom di visualizzazioni conferma ancora una volta che le brutte notizie fanno più presa sui social?

“Lo scrivevo pochi giorni fa, analizzando il fenomeno delle risse al Pincio, a Roma, da parte di pochi, e dei molti che, seguito il tam-tam mediatico, erano lì ad applaudire. Nel caso delle visualizzazioni non bisogna neanche fare la fatica di uscire di casa: i media ti permettono di gustarti la scena e rilanciare il video per farlo gustare agli amici; d’altronde non si tratta della nostra auto ma di quella di uno sconosciuto, e non riusciamo ad immedesimarci in quello che è risultato un grosso problema per il proprietario: riparazioni a suo carico, giorni senza poter usufruire della propria autovettura. Ma per gli altri è come guardare un incidente stradale transitando sull’altra carreggiata: voyeurismo che comporta scariche di adrenalina, specialmente se le auto sono accartocciate e se ci è scappato il morto. Ma intanto a noi queste cose non succedono”.

 

 

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