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Caravaggio morì a Ladispoli? Il dibattito arriva sui mass media nazionali

Come aveva auspicato la nascente associazione “Sui passi di Caravaggio”, finalmente il dibattito sulle nuove ipotesi sugli ultimi giorni di Michelangelo Merisi sta approdando sulla stampa nazionale. Anche i mass media iniziano ad interessarsi ai dubbi sollevati da studiosi, ricercatori e giornalisti in merito alla fondatezza della tesi che Caravaggio sarebbe morto sulle spiagge di Porto Ercole.

L’articolo de Il Messaggero del 12 agosto 2020

A distanza di un anno dal primo convegno, dal titolo “Caravaggio, una falsa verità lunga 400 anni?” che fu organizzato a Ladispoli, passi in avanti ne sono stati compiuti tanti, al fianco dei promotori di una nuova ipotesi si sono affiancate amministrazioni comunali, personaggi della cultura, giornalisti, artisti. Tutti mossi dal desiderio di verificare se le domande poste una decina di anni fa dal compianto professor Vincenzo Pacelli, docente dell’università Federico II di Napoli, potessero finalmente trovare risposte esaurienti. Sia chiaro, non potevano essere dodici mesi il lasso di tempo sufficiente a svelare un mistero lungo quattro secoli, ma è importante sottolineare come i mass media abbiano colto il messaggio, offrendo spazio all’argomento, sia pure con posizioni divergenti. Soltanto ieri un quotidiano nazionale come Il Messaggero ha titolato “Caravaggio morì a Ladispoli”, nei giorni precedenti un sito giornalistico autorevole come Fanpage.it aveva pubblicato un’accurata inchiesta, rilanciando tra le ipotesi anche l’assassinio del grande pittore a Palo (www.fanpage.it/cultura/410-anni-fa-moriva-caravaggio-cosi-un-virus-maligno-uccise-il-genio-italiano), a conferma del crescente interesse per questo tema. Poche ore fa, il sito www.finestresullarte.info ha pubblicato un interessante articolo del professor Michele Cuppone, autore del libro Caravaggio. La Natività di Palermo, in cui si commenta la notizia dell’iniziativa partita da Ladispoli per rivendicare la morte di Michelangelo Merisi sulle sponde di Palo. Un intervento che, seppur contestando le ipotesi dell’associazione “Sui passi di Caravaggio”, sottolinea come il progetto di posa di una statua del pittore sulla spiaggia di Ladispoli sia un evento che non si può ignorare.

Il link per leggere l’articolo è finestresullarte.info/opinioni/speculazioni-caravaggiomania-ladispoli-morte-pittore. Insomma, è palese come le domande poste dall’associazione “Sui passi di Caravaggio” non stiano cadendo nel vuoto, quella che a luglio 2019 era partita come un piccola palla di neve si sta trasformando in una slavina che potrebbe travolgere una teoria che da 410 anni viene ritenuta come fondata. il cammino naturalmente è ancora lungo, ma altri tasselli andranno a comporre il puzzle, ad iniziare dal prossimo 21 agosto quando al castello di Santa Severa si svolgerà il convegno “Lo sbarco a Palo di Caravaggio”, patrocinato dalla Regione Lazio nell’ambito del cartellone degli eventi al maniero. Non è di poco conto il fatto che un ente importante come la Regione abbia deciso di inserire il progetto di rivendicazione della morte di Caravaggio all’interno delle manifestazioni “Sere d’estate” nella suggestiva cornice del castello di Santa Severa. Ma l’evento clou, forse il passaggio decisivo di questo progetto, potrebbe avvenire dopo l’estate, non appena sarà conclusa l’emergenza Corona virus. Sono infatti in atto i primi approcci tra l’associazione “Sui passi di Caravaggio” ed il Comune di Monte Argentario per organizzare un dibattito pubblico, alla presenza di storici ed esperti d’arte, al fine di confrontare con gli amministratori di Porto Ercole le due ipotesi sugli ultimi giorni di Michelangelo Merisi. L’autunno, se ci saranno le condizioni di sicurezza, potrebbe essere il periodo per un dibattito mai effettuato in precedenza su questo argomento che inizia ad appassionare anche l’opinione pubblica.

Del resto, quando si pronuncia il nome di Caravaggio, l’interesse generale viene subito catturato, non a caso anche un regista di fama come Michele Placido sta lavorando alla realizzazione di una serie televisiva, con produzione italo francese, dedicata proprio al pittore lombardo che dovrebbe essere interpretato da Riccardo Scamarcio. Particolare di non poco conto, prima del lockdown, Michele Placido era venuto a Ladispoli per effettuare dei sopralluoghi e scegliere le zone idonee a girare alcune scene della fiction. Insomma, aldilà delle differenti idee che si possono avere, è evidente come la tesi di Porto Ercole inizi a non essere più granitica, stampa ed opinione pubblica si stanno ponendo delle domande, forse una verità accettata troppo frettolosamente potrebbe rivelarsi priva di reale fondamento. Un fatto è certo, l’associazione “Sui passi di Caravaggio” non si fermerà, il progetto prosegue, nel rispetto ovviamente delle diverse correnti di pensiero. Lo dobbiamo al professor Pacelli che dedicò ampia parte della sua vita a questa battaglia. Che non è speculativa, ma soltanto mirata a ristabilire la verità dei fatti. O, quantomeno, a non accettare come oro colato quella di Porto Ercole.

                                                                                                              Gianni Palmieri 

 

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