“Noi siamo pronti ad approvare il Consorzio – dichiara il Sindaco di Cerveteri, Elena Gubetti –. Questo passaggio non è una scelta politica di parte, ma un obbligo di responsabilità verso la città. La nascita del Consorzio è una rivoluzione per il nostro welfare: ci permetterà di offrire servizi più vicini ai bisogni delle persone, di attivare nuovi progetti e di dare piena autonomia a un settore che non sarà più vincolato dagli andamenti dei singoli Comuni. Tra i benefici concreti, potremo procedere immediatamente alle assunzioni necessarie per garantire il rapporto di un assistente sociale ogni 5.000 abitanti, una boccata d’ossigeno fondamentale che non possiamo permetterci di perdere”.
Il percorso seguito è stato lungo e trasparente: gli atti che saranno portati in approvazione sono stati redatti dai segretari generali dei nostri 2 Comuni (Cerveteri e Ladispoli) e dai dirigenti dei servizi sociali seguendo le linee guida indicate dall’ Assessore all’Inclusione sociale e Servizi alla persona della Regione Lazio Massimiliano Maselli.
L’atto è stato poi approvato dai Sindaci nel Comitato Istituzionale del Piano di Zona e sottoposto all’approvazione dei due Consigli Comunali. A Ladispoli, l’atto è stato approvato all’unanimità da maggioranza e opposizione: un’opposizione che, in quel contesto, ha dimostrato di essere seria e responsabile, anteponendo il bene della propria comunità a logiche di bandiera.
“La cronologia dei fatti smentisce ogni polemica – prosegue il Sindaco –. A dicembre l’atto era pronto, dopo il passaggio in Commissione congiunta Regolamenti e Servizi alle Persone. Nonostante ci fosse stata piena occasione di confronto, ho scelto di ritirarlo per accogliere le richieste di ulteriore analisi delle minoranze. Successivamente, ho dato seguito alla loro richiesta di un Consiglio Comunale aperto: una seduta molto partecipata, in cui abbiamo risposto nel merito a ogni sollecitazione. Non contenti, ho convocato una nuova doppia commissione consiliare, la 1^ e la 6^, presiedute rispettivamente da Arianna Mensurati e Adele Prosperi, alla presenza del Segretario Generale, mettendoci a totale disposizione per entrare nel merito tecnico di ogni richiesta. Ebbene, in quell’occasione, la verità è emersa chiaramente: anziché entrare nel merito delle criticità tecniche che tanto dicono di voler sollevare, l’unica loro richiesta è stata quella di sapere se ci fosse posto per l’opposizione nel CDA del Consorzio. Un’uscita che ho trovato profondamente irritante. Durante i lavori, ho chiesto più volte di mettere sul tavolo ogni problema per chiarirlo definitivamente – e sono pronta a rendere pubblico il verbale di quella seduta – ma la loro unica, ossessiva risposta è stata: “serve un tavolo di lavoro!” È evidente che non cerchino soluzioni, ma solo scuse per non approvare l’atto”.
Il Sindaco Gubetti lancia quindi la sfida: “Lo Statuto che approviamo è, per sua natura, un documento dinamico e modificabile anche in futuro, proprio perché deve potersi adattare costantemente alle esigenze che nascono e nasceranno nel tempo.
Anzi, la mia proposta è chiara: approviamo l’atto in aula in modo unanime e, subito dopo, istituiamo una Commissione Speciale congiunta tra i consiglieri di Cerveteri e quelli di Ladispoli, per seguire passo dopo passo le fasi di nascita e di strutturazione del nuovo Consorzio. È in quella sede che chi vuole collaborare potrà essere davvero incisivo e contribuire a migliorare l’operato. Chi invece vuole continuare a fare ostruzionismo, bloccando la città in logiche politiche che parlano solo di potere e non dei bisogni dei cittadini, non ha a cuore il futuro degli 80.000 abitanti dei nostri due comuni. I tempi tecnici concessi dalla Regione sono al limite: non possiamo più permetterci ritardi che porterebbero anche alla perdita di 80.000 euro destinati alla nascita del Consorzio Etruria Meridionale, l’atto è solido, il lavoro è fatto. Invito i consiglieri di minoranza a un atto di maturità: votiamo l’atto in Consiglio. Io sono pronta. L’opposizione è pronta a prendersi questa responsabilità davanti alla nostra comunità?”.

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