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“Ci sono due calamità: il virus maledetto ed il Governo di incapaci”

di Alberto Sava

Marco Silvestroni, deputato di Fratelli d’Italia, è stato eletto alla Camera alle  politiche del 2018 nel collegio uninominale denominato “Velletri” ai Castelli Romani. È capogruppo FdInella IX Commissione Trasporti,Poste e Telecomunicazioni.Nato a Roma 58 anni fa, sposato con due figli, entrambi universitari, è entrato in politica da giovanissimo. I suoi incarichi elettivi, il primo e l’ultimo: nel 1992 fu eletto consigliere comunale di Ariccia e da due anni siede nell’aula di Montecitorio.Nel partito è Presidente provinciale di FdI nella provincia di Roma, incarico che lo porta costantemente a contatto dei territori, dove è costantemente presente incontrando e confrontandosi con istituzioni locali, promuovendo interessanti iniziative e dibattiti politici.  Sul litorale a nord della Capitale i responsabili dei circoli di Fratelli d’Italia di Civitavecchia, Santa Marinella, Cerveteri, Ladispoli e Fiumicino hanno costituito un comitato per collaborare con il Presidente provinciale, selezionando e strutturando  le problematiche più urgenti dei cinque comuni fronte mare,da rappresentare nell’aula di Montecitorio. La nostra intervista al all’onorevole Silvestroni parte dalla più stringente attualità, l’emergenza sanitaria nel Paese.

In questa fase cruciale della seconda ondata del covid, il premier Conte si dichiara pronto all’ascolto delle opposizioni. Crede possibile una collaborazione con il Governo e quali sono le proposte di FDI?

 L’Incapacità mista all’arroganza di questo Governo rende impossibile per chiunque dare una mano nell’interesse Nazionale. Abbiamo presentato proposte da Marzo e sono tutte sul tavolo di Conte a partire dai trasporti pubblici, ma finché al Governo la De Micheli continua a dire che gli autobus e le metropolitane di Roma non sono luoghi di trasmissione del virus e la Azzolina considera “congiunti” i compagni di scuola, le iniziative per contrastare il covid sono state i monopattini e i banchi a rotelle. Dovrebbero vergognarsi.MettereincampoautobusprivatieconvenzionicontaxiencccomeFratellid’Italia ha proposto sarebbe stato più logico per decongestionare i mezzi pubblici, invece di chiudere le palestre e i ristoranti la sera. Abbiamo proposto e continuiamo a farlo, serve subito il potenziamento della assistenza domiciliare per gli asintomatici lievi, e un potenziamento della sanità territoriale per decongestionare pronto soccorsi e reparti di medicina generale, il contrario di quello che ha fatto Zingaretti, e poi ragionare per province e non per intere regioni, per i vari livelli di gravità di diffusione del virus.Qualcuno ci ha definito “opposizione irresponsabile”. La verità è che siamo in presenza di due calamità: una è questo maledetto virus e l’altra è questo governo di incapaci.

Lei è presidente di Fratelli d’Italia nella provincia di Roma: quali sono gli obiettivi e la linea politica?

La nostra forza politica è il radicamento territoriale.Su quello abbiamo sempre puntato, siamo un partito strutturato e in provincia abbiamo lavorato sempre per l’unità del centrodestra, non abbiamo mai tradito i nostrielettoriequestograzieancheallecapacitàdeidirigentiprovincialielocali. I cittadini ce lo riconoscono, elepercentualianchedellescorseelezioniamministrativeloconfermano.Siamostatisempredallastessaparte e mai con il PD e mai con i 5 stelle. L’obiettivo è quello di avere un circolo di FdI in ogni municipio della provincia, per essere vicini alle esigenze dei territori. Molti comuni sono ingessati e fermi come Cerveteri, e il problema della mancanza di lavoro è quasi sempre determinato dall’abbandono delle attività produttive da parte delle istituzioni,apartiredallaprimalineacomeicomuniperincapacitàemancanzadiprogrammazione. La troppa disattenzione per le esigenze locali e territoriali rischia di devastare intere aeree, come è successo con la sinistra e la riforma delle Province voluta da Delrio,ed è la causa delle inefficienze e dell’abbandono della Città metropolitana di Roma da oltre 4 anni a guida Virginia Raggi.

Lei è deputato eletto nella Provincia di Roma, ma affronta quotidianamente tematiche nazionali ed europee: quali gli obiettivi,di medio e lungo termine, per un partito in costante crescita?

 Portare le nostre idee al governo della nazione, restituire speranza agli italiani, riportare l’Italia al prestigio internazionale che merita questo è quello che vogliamo fare, ed è per questo che Giorgia Meloni si batte e ci chiede impegno sui territori.Noi di FdI abbiamo sempre messo davanti l’unità della coalizione anche quando avremmo potuto fare rivendicazioni di bandiera. Siamo stati uniti alle regionali, lo siamo stati nei passaggi parlamentari sugli scostamenti di bilancio, ancora pochi giorni fa abbiamo insieme chiesto di poter votare in Parlamento sulle variemisuredelDpcm.Siamostatiunitianchenegliappuntamentielettoraliperleamministrativeinprovincia diRoma,irapportilocalipoivannosemprerivalutatiancheinbaseairisultatiottenutiedandovoceaiterritori. Il mio auspicio e quello di Fratelli d’Italia è che, superata l’emergenza, nel 2021 possa tornare la democrazia e gli italiani possano scegliersi un governo degno di questo nome. Perché questo si è rivelato del tutto inadeguato.Abbiamo come obiettivo a medio e spero a breve termine, quello difendere il lavoro della nostra gente, il patrimonio inestimabile delle nostre PMI, le nostre industrie strategiche dagli attacchi predatori dei colossi stranieri. E non possiamo farlo con la logica dei sussidi, dei bonus, della cassa integrazione infinita e del reddito di cittadinanza. Tagliare tasse e burocrazia, programmare investimenti pubblici virtuosi, proteggere e valorizzare il nostro Made in Italy con una nuova politica industriale, riprenderci una centralità geopolitica in Europa, nel Mediterraneo e oltre oceano. È un compito mostruoso, simile alla ricostruzione post-bellica degli anni ‘50, ma io e FdI siamo pronti a farcene carico.

Per quanto riguarda l’Europa siamo nel Partito dei conservatori e dei riformisti europei (Ecr), non vogliamo che Bruxelles faccia quello che può essere fatto meglio a livello nazionale. Vogliamo un’Europa di nazioni che cooperano solo su alcuni punti.

Da marzo proponiamo in parlamento i “Bot patriottici” di Giulio Tremonti per chiamare a raccolta su base volontaria il risparmio degli italiani e mantenere la nostra sovranità economica e politica. Ci hanno detto per mesi che era meglio il MES. Oggi che, grazie anche al fatto che finalmente la BCE si è messa a fare la banca centrale come noi abbiamo sempre chiesto, i tassi dei nostri Btp sono bassissimi non si capisce perché non fare un’emissionestraordinariadititolinazionali.Evidentementeasinistrahannodasempreunasudditanzapolitica e culturale: loro credono nel “vincolo esterno”, cioè nel fatto che per fare bene l’Italia abbia sempre bisogno di qualcuno che ci dica cosa dobbiamo fare. Noi invece crediamo in un approccio diverso ed è quello che porteròavantianchenellanuovavestediGiorgiaMeloniqualePresidentedelpartitodeiConservatorieuropei.

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