Era l’unico sopravvissuto del gruppo di amici che nel 1950 si inventarono la Sagra del Carciofo. In quel momento non potevano sapere di aver creato una manifestazione fieristica diventata nel tempo il simbolo della città di Ladispoli. In questa giornata fredda e piovosa, ad aumentare la tristezza è arrivata la notizia della morte di Antonio Bresciani che ci ha lasciato alla veneranda età di 104 anni. Un personaggio unico, simbolo di una generazione abituata a lottare senza perdersi in chiacchiere, l’ultimo “padre” della Sagra del Carciofo. E’ questo il ritratto del cavalier Antonio Bresciani che insieme ad un gruppo di amici plasmò un’idea nata per gioco, figlia del desiderio di tornare a vivere dopo le macerie della guerra, concepita tra un piatto di pastasciutta ed un bicchiere di vino nelle fredde serate invernali. Ma fu un’idea favolosa che a distanza di decenni, Antonio Bresciani ricordava con gli occhi lucidi, anche pensando agli amici di un tempo che non ci sono più. Antonio Bresciani era la testimonianza vivente di un’epoca meno tecnologica ma genuina, avulsa da invidia e ricca di voglia di rimboccarsi le maniche per far risorgere un territorio devastato dalla follia bellica. Ad un personaggio unico il sindaco Alessandro Grando ha voluto dedicare un commosso ricordo.

“Oggi la nostra città si è risvegliata con una triste notizia. È venuto a mancare – prosegue il sindaco Grando – il Cavalier Antonio Bresciani, uno dei padri fondatori della Sagra del Carciofo di Ladispoli. Il suo impegno e la sua passione hanno contribuito in modo significativo alla crescita e al prestigio di questo evento, che rappresenta un pilastro della nostra tradizione locale. Ricordo ancora con affetto quando, nel 2018, Antonio partecipò per l’ultima volta ad un’edizione della Sagra. Salì sul palco, indossò la fascia tricolore e salutò tutti i presenti con il suo sorriso contagioso. In questo momento di lutto, a titolo personale e a nome di tutta la Città di Ladispoli, esprimo il più sentito cordoglio ai familiari e a coloro che hanno avuto il privilegio di conoscerlo. Ciao Antonio, riposa in pace”.

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