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Codacons lancia l’allarme: “Le palestre del litorale sull’orlo del baratro”

“Il Codacons è vicino alle palestre del litorale che,  a causa dell’emergenza sanitaria, da mesi sono chiuse e rischiano di fallire definitivamente. Gettando sul lastrico tante famiglie”.

Le parole sono di Angelo Bernabei, coordinatore del Codacons, che ha rilanciatio l’allarme dell’associazione Area PMI in merito ai problemi del comparto del fitness che continua  a vivere  nella sofferenza.

“Bene fanno le associazioni di categoria – prosegue Bernabei – a segnalare come ad un anno dalla comparsa del Covid, sia palese il negativo bilancio sulla pesantissima crisi che ha condizione una categoria, la più martoriata dall’emergenza sanitaria.  Nel litorale di Roma la situazione è pesante, i gestori chiedono di riaprire a marzo.  Un ulteriore prolungamento dello stop aggraverebbe  il momento  in termini occupazionali e non solo. Anche a Ladispoli e Cerveteri vi sono anche grandi realtà, centri sportivi che oltre ad offrire sport e benessere, si occupano anche di somministrazioni con bar e ristoranti. Ma vi sono anche piccoli centri, i più penalizzati, che non riescono più a pagare gli affitti. Si stima che già il 20% sul litorale romano ha chiuso l’attività e non riaprirà. Ripercussioni maggiori si potrebbero avere tra qualche mese,  quando il 30% potrebbe avere difficoltà a riprendere, nella speranza che diano il via libera alla riapertura  in sicurezza. Aprire nei mesi estivi, tra l’altro, non è mai come nel periodo invernale. Palestre e piscine in località balneari come le nostre subiscono nei mesi estivi dei cali di iscritti notevoli, rispetto a città che si trovano al nord Italia.  Ci auguriamo anche noi come Codacons che il governo introduca delle nuove disposizione in favore dei centri sportivi e non lo faccia quando è troppo tardi”.

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