Non si placa la sorpresa negli ambienti sportivi di Ladispoli per la rottura tra il club ed il direttore sportivo Gioacchino La Pietra.
Culminato con le dimissioni del dirigente dopo tanti anni di militanza nella società rossoblu dove fino a poco tempo fa ricopriva l’incarico di direttore generale. A calare la pietra tombale sulle ipotesi, forse fantasiose, di un riavvicinamento tra La Pietra ed il Ladispoli sono arrivate le parole della presidente Sabrina Fioravanti, rilasciate ai colleghi di Terzo Binario.
“Si sono evidenziate divergenze sportive tra il direttore Gioacchino La Pietra e l’Academy Ladispoli, così le nostre strade si sono separate. Ma rimane il legame affettivo. Quello rimane intatto”.
Una frase molto chiara, evidentemente tra l’ormai ex dirigente e la presidentessa la situazione era arrivata al limite, due modi differenti di intendere il calcio, la convivenza alla fine è esplosa, per colpa probabilmente anche del difficile momento della squadra che annaspa sui bassifondi della classifica di Eccellenza. Del resto, è dall’inizio della stagione che allo stadio Angelo Sale si vivono momenti complicati, un disagio sovente evidenziato anche dal tecnico Michele Micheli in alcune interviste in cui lamentava il fatto che il Ladispoli fosse già dato per spacciato e l’allenatore fosse seduto su una panchina traballante. Aggiungiamoci una partenza di campionato precaria, una vittoria in sette gare, una squadra che tira poco in porta e che ha già lasciato molti punti per strada contro rivali dirette per la salvezza, ed ecco delineato lo scenario in cui è esploso il dissidio tra la presidente Fioravanti ed il direttore La Pietra. Ci auguriamo che la dirigenza del Ladispoli sappia uscire da questo brutto momento, dalle rotture non nasce mai nulla di buono, il fatto che una delegazione di giocatori, guidata dall’allenatore, sia andata a chiedere spiegazioni alla presidente sulle dimissioni del direttore sportivo è il termometro di un malessere che complica solo una situazione già difficile in classifica. Il calendario non sorride all’Academy, stanno arrivando gare improbe con W3 Maccarese, Anzio, Civitavecchia e Centro Sportivo Primavera, in mezzo pure il derby col Cerveteri degli ex dal dente avvelenato. E’ il momento della compattezza e dell’unione di intenti, altrimenti il terreno potrebbe franare. All’allenatore, al quale già manca una punta di ruolo, non si possono chiedere i miracoli, oltretutto su una nave in piena tempesta. Lo diciamo da tempo: i tifosi e la città di Ladispoli non meritano tutto questo. Solo 24 mesi fa il Ladispoli giocava in Serie D, nessuno se lo dimentichi mai.

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