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Dirigente dell’Academy Ladispoli insulta, minaccia, sputa ed aggredisce i giornalisti di Ortica Social

Sputi, minacce di morte, offese personali, insulti sessisti. Ed intervento di una volante della polizia per evitare il peggio. Non è il resoconto di una rissa da bar, bensì quanto è accaduto questa mattina ai giornalisti di Ortica Social, violentemente aggrediti da un dirigente dell’Academy Ladispoli davanti ai cancello dello stadio Angelo Sale pochi minuti prima della gara con la Boreale. Una vicenda vergognosa che conferma, laddove ve ne fosse ancora bisogno, in quali mani sia caduta l’Academy Ladispoli da qualche tempo a questa parte. Quello che sorprende maggiormente è il silenzio della presidente Sabrina Fioravanti, peraltro eletta anche consigliere comunale e dunque figura istituzionale, davanti a questo gesto violento, inqualificabile e vile, commesso da un dirigente da lei stessa fortemente voluto nel club rossoblu. La vicenda, già al vaglio della polizia prontamente intervenuta allo stadio di Ladispoli, è sembrata una scena tratta da un film di violenza urbana, con protagonista un personaggio che già si era reso autore di offese ed insulti sui social contro i giornalisti di Ortica Social. I nostri giornalisti, tra cui una donna apostrofata in modo sessista, sono stati offesi non appena arrivati allo stadio per assistere alla partita, minacciati di essere picchiati, insultati con parole vergognose, invitati violentemente ad andarsene. L’apice becera si è avuta quando il dirigente dell’Academy Ladispoli (ricordate sempre fortemente voluto nel club rossoblu dalla presidente Fioravanti) è stato fermato mentre tentava di aggredire il nostro direttore e si è messo a sputare come un lama. Centrando un nostro giornalista al viso. Una scena disgustosa che meriterebbe una condanna pubblica da parte della presidente Fioravanti che invece tace. Nemmeno l’arrivo della pattuglia della polizia e l’intervento di alcuni agenti in borghese fermavano l’energumeno che continuava a proferire, davanti a numerose persone, una sequela di offese. Frasi che peraltro ha reiterato anche in queste ore sui social.  I nostri giornalisti, ai quali è stato di fatto impedito l’accesso allo stadio alla faccia della libertà di stampa, non hanno potuto svolgere il loro lavoro e hanno preferito andare via per evitare altre aggressioni. Amici lettori, vi starete domandando il motivo di tale aggressione. Ebbene, sappiate che dietro questi atteggiamenti squadristici c’è solo il fatto che qualche dirigente dell’Academy Ladispoli  (ricordate sempre fortemente voluto nel club rossoblu dalla presidente Fioravanti) non accetta che la stampa sia libera di commentare le gesta della squadra rossoblu. Qualcuno non accetta, o forse non capisce, il concetto di libertà di pensiero, pensa che il club sia roba sua, un giocattolo di cui nessuno può parlare. Ora, a parte il fatto che qualcuno dovrebbe riflettere sul fatto che l’Academy Ladispoli molto probabilmente andrà allo spareggio per evitare l’onta della retrocessione, il fatto grave è che un pensiero diverso e non omologato viene contestato non in modo civile ma con sputi, offese e minacce di morte. La morale di questa vergognosa vicenda è che l’immagine dell’Academy Ladispoli è morta e sepolta, insieme alla reputazione dei suoi dirigenti che ormai arrivano alle aggressioni fisiche ed agli sputi contro i giornalisti non omologati. Nella ottantennale storia dell’Unione Sportiva Ladispoli una pagina così mortificante e squallida non era mai stata scritta, è il momento più basso per una società che meriterebbe ben altri dirigenti e soprattutto una presidente che non continui a girarsi dall’altra parte perfino quando un suo sodale aggredisce e sputa contro i giornalisti. Presidente Sabrina Fioravanti, ma non si sente un pò la responsabile morale di quanto accaduto questa mattina allo stadio Angelo Sale? In attesa di una sua risposta, che probabilmente non arriverà mai, si è messo in moto il meccanismo della giustizia. 

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