Tutta una stagione, e forse il futuro, in 90 minuti. Sono giorni di febbrile attesa a Cerveteri per il futuro della squadra di calcio che rischia dopo quattro anni di abbandonare il campionato di Eccellenza e sprofondare in Promozione. La situazione in classifica è drammatica, ma non compromessa, il Cerveteri galleggia al terzultimo posto, distante 9 punti da Academy Ladispoli e Nettuno. Un distacco che, in base al regolamento, impedirebbe ai ceriti di giocarsi la salvezza ai play out. Inutile tornare ora a cercare le ragioni di una situazione quasi compromessa, il cambio societario ha inciso ovviamente ma gli errori partono dalla scorsa estate quando in molti crebbe l’illusione che fosse stato allestito un organico di primo ordine dopo la rocambolesca salvezza ottenuta l’anno passato all’ultimo minuto dello spareggio ad Aranova. I nuovi proprietari hanno operato una scelta precisa, privilegiando gli investimenti per ristrutturare lo stadio Galli, sperando che i giovani guidati dal mister Giampaolo Superchi riuscissero nel miracolo di evitare la retrocessione. A due gare dal termine l’impresa appare complicata, nemmeno due vittorie in teoria garantirebbero i play out. Ma il Cerveteri ha il dovere morale di provarci lo stesso. Domenica ad Acilia contro la W3 Maccarese, lanciata verso la parte alta della classifica, servirà una prova che oltrepassi il semplice impegno tecnico. Il Cerveteri deve cogliere almeno un pareggio per tenere vive le speranze, confidando che la Boreale vinca a Ladispoli per inseguire la Serie D e che la Vis Sezze non faccia una scampagnata a Nettuno. Sarebbe sufficiente in questo caso rosicchiare un punto ad Academy Ladispoli o Nettuno per poi vincere l’ultima in casa con il quasi retrocesso Fiano Romano e volare agli spareggi. In mezzo però c’è la W3 Maccarese, solida ed in grande forma, e ci sono soprattutto le fragilità in trasferta del Cerveteri che fuori casa ha racimolato appena 9 punti e subito ben 42 goal. I ceriti hanno perso 8 delle ultime 9 trasferte, ragionando con la logica appare improbo che possano fare punti contro una W3 Maccarese è un rullo compressore. Ecco perchè i tifosi verdeazzurri chiedono di gettare il cuore oltre l’ostacolo, di dimenticare i 30 punti di differenza in graduatoria, di giocare con gli occhi della tigre per non mollare fino all’ultimo minuto dell’ultima giornata. Serve un calcio di altri tempi, laddove cuore e grinta possano colmare l’innegabile differenza tecnica con la W3 Maccarese, compagine costruita per lottare per l’alta classifica. In certe partite nemmeno serve caricare emotivamente lo spogliatoio, i giocatori sono consapevoli che domenica ad Acilia è l’ultima chiamata per non affondare, questa volta l’impegno deve superare il limite per invertire la tendenza. Il bello del calcio è che nulla è mai scontato in partenza, un ciuffo d’erba, un rimbalzo anomalo, un palo, possono fare la differenza. Come ad Aranova un anno fa quando tutto sembrava perduto e poi una zampata di Teti regalò una salvezza insperata.

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