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Era il 2 luglio di 22 anni fa quando le necropoli etrusche di Cerveteri e Tarquinia divennero sito Unesco patrimonio mondiale dell’umanità

di Arnaldo Gioacchini *

Ventidue anni fa, esattamente era il 2 Luglio 2004, il Comitato Esecutivo dell’ UNESCO ( acronimo di United Nations Educational Scientific Cultural Organization)  molto importante Agenzia dell’ONU fondata il 16 novembre 1945 di cui sono Membri 195 Paesi  ai quali vanno aggiunti altri 10 Membri Associati ed il cui quartier generale ( alla cui progettazione partecipò anche il nostro famoso Ing. Pierluigi  Nervi soprannominato il “Michelangelo del cemento armato”) ha sede in quel di Parigi. Comitato Esecutivo, va sottolineato, del quale l’Italia non faceva e non fa parte neppure oggi, riunito a Suzhou (Città Sito Unesco posizionata sul Fiume Azzurro in Cina e detta “la Venezia d’Oriente”che già, a suo tempo, fu visitata dal grande Marco Polo) proclamò l’Unicum delle Necropoli Etrusche di Cerveteri e di Tarquinia Sito UNESCO Patrimonio Mondiale dell’Umanità con la seguente menzione: “Le Necropoli di Cerveteri e Tarquinia rappresentano un capolavoro del genio creativo dell’uomo: l’estensione delle pitture decorative di Tarquinia è eccezionale sia per le forme che per i contenuti poiché rivelano gli aspetti della vita, della morte e delle credenze religiose degli antichi Etruschi. Cerveteri presenta, nel contesto funerario, le stesse concezioni urbanistiche e architettoniche di una città antica. le due Necropoli costituiscono una testimonianza unica ed eccezionale dell’antica civiltà etrusca, unica tipologia di civilizzazione urbana dell’Italia pre-romana. La descrizione della vita quotidiana, rappresentata sugli affreschi delle tombe, molti dei quali presenti nelle abitazioni etrusche, costituisce una testimonianza unica della scomparsa di questa cultura. Molte delle tombe di Tarquinia e di Cerveteri rappresentano le tipologie di costruzione che non esistono in nessuna altra forma. I cimiteri, progettati come le città etrusche, sono tra i più antichi della Regione”. A ciò seguì il 28 Novembre 2004 la consegna, presso la bella Aula Consiliare di Tarquinia, dal parte dell’allora Direttore del Centro del Patrimonio Mondiale dell’UNESCO Francesco Bandarin (architetto italiano di Venezia), ai Comuni di Cerveteri e Tarquinia dell’Attestato del Sito UNESCO Patrimonio Mondiale dell’Umanità. Ma vi fu tutta una “marcia di avvicinamento”, non semplice né facile (a cui chi scrive partecipò moltissimo, fin dall’inizio, e con grande piacere e soddisfazione’, direttamente in prima persona, in maniera estremamente operativa in una gran bella sinergia con tutte le altre Realtà impegnate: Comune di Tarquinia, Province di Roma e Viterbo, Regione Lazio ed Ufficio UNESCO del MiBACT (avente sede allora c/o l’Istituto San Michele a Ripa Grande), che partì alla fine del Settembre 2002 con una nota informativa del MIBAC (Ministero per il Beni e le Attività Culturali- poi MIBACT – fu aggiunto il Turismo e poi di nuovo MiBAC ed ora MIC – Ministero della Cultura) ai Comuni di Cerveteri e Tarquinia, alla Soprintendenza per i Beni Archeologici dell’Etruria Meridionale, alla Provincia di Roma, alla Provincia di Viterbo ed alla Regione Lazio nella quale si ipotizzava la candidatura dell’Italia all’UNESCO dell’anno 2003, ai fini dell’inserimento nella Lista del Patrimonio Mondiale dell’Umanità (World Heritage List) dell’unicum etrusco rappresentato dalla Necropoli di Cerveteri e di  Tarquinia. Sarebbe lungo citare I principali accadimenti che portarono a questo ambitissimo riconoscimento mondiale (nei quale l’Italia – pur escludendo il Sito di San Marino che è considerato dall’ONU – ergo UNESCO uno stato estero – ad oggi, a. D. 2026, è ancora prima sul “Pianeta Terra”) per cui mi limito a ricordare l’essenziale. Vi è da dire, per correttezza d’informazione, che inizialmente fu Cerveteri ad assumere subito l’iniziativa, pur trattandosi di una designazione congiunta, in quanto a Tarquinia, nell’incipit, il dettaglio del tutto non era chiarissimo, ma poi si fece, a seguire, un gran bel lavoro all’unisono in perfetta collaborazione con i rappresentanti degli Enti succitati. Intenso lavoro che, con un forte e complesso impegno da parte di tutti, portò a quel notevolissimo risultato. Le ispezioni: Il 23 Luglio 2003 avvenne la prima effettuata dal coltissimo prof. Giora Solar (dominante ben dieci lingue straniere più vari dialetti di molte contenute etnie (ad es. i Sami) sparse per il mondo, il quale aveva fatto ispezioni in tutto il pianeta anche in mongolfiera ed in slitta! Questo per dire con quale rinomatissima Personalità mi dovetti confrontare e con reciproca soddisfazione e massimo feeling culturale ed umano possibile) architetto di grande fama internazionale e dirigente di vertice dell’I.C.O.M.O.S. (International Council on Monuments and Sites – il “braccio operativo” dell’UNESCO); la seconda l’8 Marzo 2004 sempre a cura del prof. Solar una (vera e propria massima autorità in materia che, fra l’altro, era già stato uno dei direttori del Getty Museum in California). Comunque stabilimmo una sorta di “record mondiale” in quanto,  in meno di un anno dalla prima ispezione, si ottenne il Sito UNESCO.

Dimenticavo di dire che al Prof. Giora (che alla seconda ispezione, fra lo stupore generale, mi abbracciò) fornii 300 fotografie, che io stesso avevo scattato delle due sue ispezioni a Cerveteri, del che mi ringraziò molto dicendo che Le avrebbe portate alla sede dell’UNESCO a Parigi, cosa che mi rese,ovviamente, molto orgoglioso di ciò.

* Membro del Comitato Tecnico Scientifico dell’Associazione Beni Italiani Patrimonio Mondiale

 

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