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GIOCHI (NON) INNOCENTI PER RAGAZZI DEFICIENTI

di Ugo Russo
Volevamo riprendere a settembre, sì, quando il caldo poteva risultare in qualche modo attenuato e la vicina stagione autunnale fosse foriera di notizie sicuramente migliori di quelle degli ultimi terribili mesi. Invece, non solo le temperature si sono sempre più alzate, accompagnate da un’afa e da una umidità pazzesche, ma, in generale, le cose della nostra vita comune sono notevolmente peggiorate e l’orizzonte é ancora più nebuloso. E allora, torniamo a scrivere.

Anche Draghi, per motivi, forse, prettamente politici, di recente ha parlato dei giovani, che bisogna sostenerli (ancora di più?), che saranno loro in futuro a dover pagare i debiti di oggi (con quale testa, con quale voglia di fare, con quali risorse che dovrebbero costruirsi da soli?) e allora forza giovani, continuate a fare come vi pare come fate adesso!!! Caro Direttore, ricorderai senz’altro che oltre trent’anni fa, su una rivista dove collaboravamo, Monitor, ebbi a titolare l’articolo di fondo con cui aprimmo quel numero “Il male (ma forse fui ancora più crudo) é la società” a significare il cambiamento repentino ed in basso del mondo, segnato dalla scomparsa dei valori, del rispetto, della dignità, della lealtà e specialmente del frutto più importante di coesione: la famiglia.

A distanza di tempo posso aggiungere che la parte più lercia della nostra vita attuale sono proprio i giovani, che non fanno nulla per nasconderlo con un unico spirito, quello della devastazione. Nessuna voglia di far nulla se non quella di rovinare il prossimo
Quello che hanno fatto negli ultimi mesi é stato stomachevole: movide senza freni, raduni rave, locali in cui andare immancabilmente ammucchiati e privi di mascherine. Risultato: contagi schizzati di nuovo in alto e portati nelle singole case ai restanti componenti delle famiglie (anche più a rischio, vista l’età, di loro). D’altronde, se é vero che esiste qualche nucleo familiare di cui puoi dire “tale padre tale figlio”, oggi il padre e la madre, i nonni non si possono permettere neppure di alzare la voce o dire la minima cosa, servono  solo per sostenerli economicamente nei loro squallidi e spesso proibiti bisogni, ma i loro affetti sono unicamente per gli “amici del branco”, retti quasi sempre da un essere spregevole e criminale.
E la cosa che ha fatto più rigettare é stata sentire le loro dichiarazioni: “Si vive una volta sola”, “vuoi mettere una serata da sballo che un’intera esistenza senza emozioni (che bisogna saper trovare e crearsi”, “ma cosa sarà mai questo covid”. Ed ora che é ricominciata la scuola (in che modo? Governo, vergognati) non é che li hai sentiti dire: “torno volentieri per la mia voglia di imparare e di studiare”. No, “non vedevo l’ora di rivedere gli amici” o “così potrò stare di più con la mia ragazza”. Tanto ormai a scuola promuovono cani e porci. Ma quello che fa addirittura spaventare e di dove e come stiamo precipitando. La recrudescenza della violenza, i fatti che attestano come non ci sia più alcuna considerazione della vita umana e degli altri. Quando poi le efferatezze più da bandire le compiono minorenni allora si scrive o si dice nei telegiornali “il ragazzino” (o i ragazzini se sono in gruppo) “ha ucciso, ha stuprato, ha fatto le cose peggiori”. Ma quali ragazzini, colleghi giornalisti, cambiamo terminologia!!! Chiamiamoli delinquenti, criminali, assassini perché sono tali e irrecuperabili alla vita!
Futuro a tinte fosche proprio pensando che tra qualche tempo saremo completamente in mano a questi bastardi.
Per fortuna non sono tutti così perché ci sono ancora perle che ti fanno essere orgoglioso di essere loro genitore, ma come tali (perle) sono sempre più rare.
E per fortuna non sono tutti così (anche qui, però, salvo rarissime eccezioni) i virologi; l’ignoranza, l’incapacità fatta persona. Vi ricordate, imbecilli, quando dicevate che questo virus si propagava solo con il freddo? Arrivato il caldo si é diffuso quattro volte di più in gran parte del Pianeta. Ed oggi ci dite che si é abbassato a mille il numero dei contagi in Italia, quando avete finito i tamponi (destinando quei pochi alla “barzelletta” scuola); perché non ci dite i numeri reali che da sette mesi a questa parte ci avete nascosto e che sono dieci volte maggiori (come hanno scritto riviste mondiali specializzate)? In che mani siamo!

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