di Anna Maria Onelli
Nei giorni, sabato 16 e domenica17 maggio 2026, si è svolta a Cerveteri, nel Parco della Legnara, la prima edizione del Caere Village, un evento organizzato da giovani imprenditori locali, con il sostegno della Proloco, il patrocinio del Comune e della Regione Lazio. L’evento. che ha preso avvio il sabato pomeriggio, alle ore 16,00, si è protratto fino alla mezzanotte per riaprirsi il giorno successivo in prima mattinata. Sono stati due giorni che hanno visto la partecipazione di numerosi espositori tra cui artigiani, collezionisti, fumettisti e mondo del gaming, designer e grafici.
È stato bello vedere tante famiglie, tanti bimbi che giocavano correndo sul prato o si divertivano con l’animazione curata da “La Fabbrica dei Sogni”, i più piccoli hanno potuto godere di un breve “giro” a cavallo su un tenero Pony, reso disponibile da ASD Pierantozzi Horses. Non sono mancati stand gastronomici e spazi musicali (Dj Valerie, Dj Oreste, dei Blues Lee & The jazz Mafia con spettacolo di danza aerea) attività che si sono protratte fino alle 24,00.
Le attività sono riprese domenica 17. La mattinata, è trascorsa tra: il Torneo Signore degli Anelli (a cura di Gilda del Drago Nero); i talk (talk: Zagarolo GAME city; Il programma di Accelerazione sul Gaming; Lazio Innova, Spazio Attivo Zagarolo. Talk: Fablab Lazio e Gaming); gli spazi musicali (del DJ D. & Chiara Ascenzo, e ancora: Federica Pettinari e i Twisted Visage).
Desidero soffermarmi sullo spazio culturale curato dall’APS Koinèt che ha selezionato alcuni brani a tema etrusco tratti da opere presentate al “Premio Letterario ‘Città Etrusca’ – 3^Edizione 2025”, in cui sono stati decretati tre vincitori per la poesia, e tre per la narrativa.
L’Associazione, con il presidente Alessio Catoni e il vice presidente Alessio Benedetti, alle ore 16 di domenica, ha aperto uno spazio di lettura dei brani selezionati. Giovanna Reitano e Brunella Bassetti, già facenti parte della giuria, hanno letto e interpretato “Graffiti Etruschi di Matteo Stangalini” e “La presenza” di Niva Ragazzi.
L’autrice, Mariella Zadro, già insegnante nella provincia viterbese, ha letto il brano “I capanni di Tarquinia”, tratto dal suo libro, “I racconti di Pandy”, dedicato all’amato fratello Alberto che la chiamava proprio con questo nomignolo: Pandy. Nel brano, già premiato al 1° Concorso Letterario “Tuscia Libris”. Ed. 2020, l’autrice racconta le sue vacanze estive degli anni ’60, trascorse al mare con i nonni Enrico e Pasquarosa. Un brano semplice che porta in primo piano gli affetti, le emozioni, mostrando come la fortuna di poter stare vicino ai nonni e di fare le cose insieme, sarà una ricchezza che ci accompagnerà per la vita. I ricordi di infanzia e adolescenza che Zadro racconta li sentiamo anche un po’ nostri, sono racconti del cuore, semplici ma carichi di affetti, emozioni, sorprese, gioia di fare e condividere, che risvegliano ricordi sopiti nella memoria di tutti coloro che hanno vissuto l’infanzia e l’adolescenza nella semplicità di quei magici anni ‘60. Nei suoi racconti è interessante l’uso e la rivalutazione che l’autrice fa del dialetto viterbese, dove erano d’uso comune termini come la “fazzolettata”, il “dindarolo”, la “bagnarola” “la neugatine” e, soprattutto, la trasformazione delle “i” finali di ogni parola terminante in “e”.
Mi sono soffermata sulla figura dell’autrice per le numerose attività di volontariato a cui si dedica con passione vivendo appieno la cultura della città di Viterbo, che documenta realizzando filmati, partecipando alla trasmissione on line con il programma TOGETHER, un reportage di interviste. È attiva nel gruppo “Nonni e Nipoti” guidato da Elena Bocci, presidente Mario Olimpieri che del libro ha scritto la prefazione. Un commento di Don Gianni Carparelli, il messaggio dello psicopedagogista Alberto Pellai, le illustrazioni di Paolo A. Canepa, un glossario che traduce alcune parole dialettali in lingua italiana, chiudono questo piccolo libro dalla piacevole lettura.


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