Alessio Pascucci non è riuscito nell’impresa di essere eletto consigliere regionale con la lista Sinistra e Verdi.
Nonostante gli oltre 5.100 voti ottenuti tra Roma e provincia, si è dovuto accontentare del secondo posto dietro Claudio Marotta, premiato con 6.029 preferenze, unico eletto della lista che sosteneva D’Amato. Un risultato comunque lusinghiero per Pascucci che ha fatto incetta di consensi in tutta la provincia, non riuscendo però a reggere l’urto di Marotta nella capitale, nonostante le oltre 1.700 preferenze ricevute. Fermo restando quella che resta una buona performance dell’ex sindaco di Cerveteri, analizzando i numeri ci sorgono alcune riflessioni. A nostro parere, probabilmente non condiviso da taluni, la mancata elezione alla Regione Lazio di Alessio Pascucci è dovuta non solo alla forza elettorale su Roma dell’avversario Claudio Marotta, ma anche alle preferenze che sono mancate nei seggi di Ladispoli. Ovvero, è palese la netta differenza tra i voti ricevuti a Cerveteri, ben 1.682, rispetto a quelli ottenuti a Ladispoli, ovvero 819. Praticamente la metà dei consensi e, operando una banale addizione, si scopre che, se da Ladispoli fossero arrivati gli stessi consensi di Cerveteri, Alessio Pascucci sarebbe arrivato primo nella lista Sinistra e Verdi. Qualcuno potrebbe obiettare che non si possono formulare tali paragoni, noi di Ortica Social ci permettiamo però di riflettere a voce alta insieme ai nostri lettori. Solo otto mesi fa, Pascucci ottenne dagli elettori di Ladispoli bel 4.217 voti, ossia il 25%, in occasione delle elezioni comunali che videro la vittoria del sindaco Grando. Un risultato eccellente nonostante la sconfitta, costruito in pochi mesi di campagna elettorale e contro un Centro destra fortissimo che vinse la consultazione amministrativa al primo turno con il 57,3% dei voti. In quell’occasione attorno a Pascucci si coagularono varie forze civiche, progressiste e di sinistra ortodossa. A distanza di pochi mesi è evidente che qualcosa non abbia funzionato, le preferenze per l’ex sindaco di Cerveteri si sono ridotte di un quinto, difficile non ipotizzare che proprio i suffragi mancanti a Ladispoli siano costati il seggio alla Regione Lazio. Qualcosa, oggettivamente, si era intuito durante la campagna elettorale delle scorse settimane. Ricordando la macchina elettorale che i sostenitori di Pascucci avevano messo in moto lo scorso giugno, è apparsa evidente la distonia con la propaganda per le regionali. Nessuna mobilitazione di sostenitori di Pascucci, nessun comizio, nessun incontro pubblico. E soprattutto poche persone che andavano a bussare alle porte dei cittadini per chiedere il voto per il candidato di Sinistra e Verdi. Onestamente, siamo del parere che a pedalare per Pascucci siano stati soltanto i fedelissimi consiglieri comunali Daniela Ciarlantini e Roberto Garau, forse qualcuno della lista Ladispoli Attiva, ma per il resto le uniche tracce elettorali notate a Ladispoli sono state le vele che giravano per la città. Troppo poco se paragonato, ad esempio, alla mobilitazione di una larghissima parte del Centro destra che ha sostenuto Giuseppe Cangemi, candidato della Lega, premiato a Ladispoli con 1.046 preferenze, eletto alla Pisana come il più votato del partito di Salvini. Addirittura, a Ladispoli non è stato nemmeno aperto un comitato elettorale di Pascucci, mentre a Cerveteri in via Chirieletti gli elettori avevano un punto di riferimento. Peraltro, quando lo scorso 14 gennaio fu inaugurata proprio la sede di Cerveteri, noi ed altri colleghi notammo come fosse sparuta la rappresentanza proveniente da Ladispoli. Insomma, qualcosa deve essere accaduto, non si può passare da 4.217 voti ad appena 819 in poco tempo, il sospetto che la vasta coalizione che appoggiava Pascucci stia iniziando a sciogliersi è legittimo e suffragato anche da altri eventi. Uno su tutti, il passaggio lo scorso 27 gennaio del consigliere comunale Eugenio Trani, eletto con la lista civica Ladispoli città che sostenne Pascucci, al movimento Italia Viva che ha appoggiato l’elezione di Marietta Tidei alla Regione Lazio. La Tidei a Ladispoli ha ottenuto 104 voti, difficile non ipotizzare che Trani ed i suoi non l’abbiano legittimamente votata e fatta votare. E potremmo andare avanti con altri esempi di disimpegno di tanti alleati della scorsa estate. Inoltre, visto il crollo verticale anche a Ladispoli del Partito Democratico, non sarebbe stato difficile per quelli che erano definiti “pascucciani” andare a pescare consensi nel serbatoio di un elettorato di Sinistra sempre più frastornato. Insomma, siamo certi che Pascucci, da esperto politico, saprà analizzare il voto in ogni singolo comune. Vedremo cosa accadrà nel Consiglio comunale di Ladispoli dove per ora Alessio Pascucci resta seduto sullo scranno di piazza Falcone. Scriviamo per ora dato che, secondo alcune insistenti indiscrezioni provenienti da Cerveteri, il sindaco Elena Gubetti a breve potremmo nominarlo assessore, conferendogli alcune delle deleghe che ha mantenuto ad interim. Vedremo se sono semplici illazioni post elettorali o una ipotesi concreta.
In queste ore, intanto, Pascucci ha diffuso una nota dopo aver appreso l’esito del voto. “È stato un viaggio bellissimo. Si sono appena chiusi i seggi e abbiamo ottenuto oltre 5100 preferenze, un risultato di gran lunga superiore a qualsiasi aspettativa: 3319 voti in Provincia di Roma e oltre 1700 nella città di Roma. Grazie a tutte e a tutti. Senza di voi sarebbe stato impossibile. Purtroppo nonostante questo grandissimo lavoro, non sono stato eletto: la lista Verdi e Sinistra elegge un solo Consigliere e io sono arrivato secondo. In queste settimane mi avete fatto scoprire nuovi territori e realtà che mi erano sconosciute; mi avete raccontato storie, esposto problemi, coinvolto in battaglie. Abbiamo parlato di cultura, turismo, sanità, di diritti e di inclusione. Un arricchimento senza precedenti. Oggi mi avete riempito di messaggi (soprattutto visto che tutta la stampa mi indicava come eletto). La vostra compagnia ha reso indimenticabile anche la fatica di queste settimane. Un regalo prezioso. Mi avete sostenuto con un entusiasmo e una energia che non credevo di meritare. E sono convinto davvero che questa comunità di donne e uomini sia una ricchezza inestimabile. Mi piacerebbe lavorare con tutte le mie forze per non disperderla. Oggi, se vi andrà, sarà il primo giorno di un nuovo viaggio insieme. Gramsci diceva che ogni movimento rivoluzionario è romantico per definizione. Forse non è un caso che tutto questo accada proprio nel giorno di San Valentino. Grazie a tutte e a tutti. Col cuore”.

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